Renault Espace: fuori dagli schemi, immersi nello spazio di Paolo Artemi

di Paolo Artemi

Renault_67418_global_enEspace: il nome resta, ma del padre di tutti i monovolume europei non c’è più traccia. La nuova Renault punta molto sulla qualità della vita a bordo e su un design dinamico. Robusta la dieta dimagrante alla quale è stata sottoposta (250 kg in meno) a tutto vantaggio del piacere del viaggio con la versione 1.6 dCi da 160 cv.   Arrivi all’appuntamento, la vedi e subito chiarisci un equivoco: per Renault oggi Espace non è più una tipologia di macchina, ma un nome celebre da sfruttare fino in fondo come impongono le leggi ferree del marketing. Niente di male, intendiamoci. Solo per fare qualche esempio, la Golf di oggi assomiglia alla capostipite della serie come un alano a uno yorkshire, mentre la Toyota Corolla ha cambiato talmente tante pelli da averne persa la memoria e la Ford Escort che spopolava negli anni 70 ormai è roba da museo, con tanto di ragnatele. Insomma: la vettura che stiamo per provare non è più una monovolume come la capostipite della dinastia, nata nel 1984, ma un moderno crossover che ci sentiremmo di consigliare anche alle famiglie numerose (può portare fino a sette persone) amanti del mordi e fuggi più che dei grandi tour.

 

Renault_67437_global_enDesign: tratti leggeri ma incisivi

Qui, però, in ballo ci sono i manager, persone che usano molto l’auto per lavoro e che devono badare alla loro immagine perché veicola quella dell’azienda che rappresentano. E su questo piano la nuova Espace centra in pieno l’obiettivo: è ben disegnata e chi vuole riempirsi la bocca con dotte citazioni automobili-stiche potrà raccontare che la matita che la firma è quella del guru olandese Laurens van der Acker, un passato in Audi, Ford e Mazda e un presente da super-star del marchio della losanga.

È elegante l’Espace, niente da dire, grazie anche a una cura dimagrante che, rispetto alla versione precedente, fa fermare l’ago della bilancia a quota -250 chilogrammi. Un buon biglietto da visita, soprattutto per la versione che riteniamo ideale per le flotte, quella con il motore a gasolio da 1.600 centimetri cubi che eroga una potenza di 160 cavalli. Renault-Espace-1.6-DCI-160-CV-INTENSL’allestimento è quello che nei listini Renault è battezzato Intens, ovvero una salomonica via di mezzo fra i tre proposti dalla casa francese. Alla voce «prestazioni» si leggono dati golosi come una velocità massima di 202 chilometri orari e 9,9 secondi per accelerare da zero a 100, il tutto per un prezzo fissato in 38.200 euro. Un po’ meno entusiasmanti le emissioni di CO2 dichiarate, che sono di 120 grammi al chilometro… Siccome siamo attenti all’ambiente ma non talebani, mettiamo un segno in pagella e saliamo a bordo.

 

Suoni e colori da scoprire

Dove ci aspetta un’esperienza che sta a cavallo tra cromoterapia, ingegneria motoristica autogestita e musicoterapia. Sì, perché sulla nuova Espace si possono scegliere cinque differenti impostazioni che agiscono su dieci parametri che influenzano la taratura del motore, la regolazione delle sospensioni e le luci all’interno dell’abitacolo che, di volta in volta, si colora di verde, blu, seppia, rosso oppure viola. Prenderci la mano richiede tempo, nei primi chilometri viene spontaneo giocare con una specie di PlayStation semovente che emette la sua colonna sonora (ed ecco entrare in scena la musicoterapia) attraverso un impianto firmato Bose da 14 altoparlanti. Mentre si veleggia nel traffico vieneRenault_66674_global_en da pensare che sia finita l’era del prêt-à-porter su quattro ruote e iniziata quella di un raffinato su misura in cui ciascuno si costruisce il suo bozzolo da viaggio come meglio crede e, per di più, come meglio si adatta al proprio stile di guida.

A forza di giocare, concentrarsi sulla resa su strada della vettura diventa quasi secondario. Per la cronaca va detto che non è un fulmine di guerra e accusa un peso che, nonostante la dieta, resta fissato alla rispettabile quota di 1.659 chilogrammi. Un limite? Forse sì, ma dopo la rivoluzione copernicana delle multe a pioggia potrebbe anche essere una virtù: immerso, per esempio, in un’illuminazione verde che ricorda l’Irlanda o la Nuova Zelanda e con una sonata di Mozart in sottofondo chi ha ancora voglia di fare il bullo con il pedale dell’acceleratore? È quasi Zen (non a caso, questo è il nome di un altro allestimento) la Espace, anche se c’è una categoria cui fa perdere la pazienza, quella dei benzinai, dato che i 18 con un litro sono tranquillamente alla portata di tutti i piloti che non hanno velleità corsaiole.

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Driver satisfaction garantita

Parliamoci chiaro: al di là delle dichiarazioni ufficiali, l’auto aziendale resta, oltre che uno strumento di lavoro, un benefit e, in quanto tale, deve soddisfare anche l’ego di chi la guida. Dopo una giornata al volante della Espace della quinta generazione la soddisfazione è completa, la voglia di far vedere a qualcuno tutte le sue camaleontiche trasformazioni è tanta. Se fossi un manager, in estrema sintesi, la vorrei anche se non è la prima in assoluto secondo molti parametri. Per battere i record, per la verità, c’è la versione turbo a benzina da 200 cavalli, che però ha un prezzo di listino da far arrossire un bilancio. La 1.6 dCi da 160 cavalli, invece, si adatta perfettamente agli automobilisti della nuova generazione, soprattutto mentale. Se ci costringono ad andare piano, meglio farlo in un ambiente gradevole che si può costruire a misura dei propri desideri… Con un ulteriore pensiero in meno. Il cambio da scegliere è quello robotizzato a doppia frizione e sei rapporti. Chi si concentrerebbe su una giurassica leva delle marce mentre è intento a scegliere l’assetto che meglio si adatta alla strada su cui si sta viaggiando?