Quanto conta l’opinione dei driver?

di Annalisa Baudolino

imageAbbiamo intervistato tre fleet manager di altrettante aziende italiane chiedendo informazioni sulle loro car policy con due domande: è possibile una maggiore collaborazione tra il fleet manager e i driver aziendali? E in quali settori potrebbe svilupparsi?

[adrotate group=”3″]Roberto Lazzaroni, Safilo Italia Group (Padova) – “La nostra flotta in Italia è composta da 150 vetture in noleggio a lungo termine. La nostra policy prevede un contratto standard calibrato su 36 mesi per 90mila km di percorrenza, ma presto passeremo a 48 mesi per 120mila. La flotta è divisa in cinque fasce, ma i dipendenti possono scegliere l’auto che preferiscono senza limitazioni di marche o modelli, a patto di sostenere il costo dell’eventuale cambio di fascia. Tuttavia, non escludo che potremmo passare a una policy più restrittiva che preveda una car list limitata. Non sempre l’opinione dei driver è ritenuta importante nella definizione della car policy. Cresce tuttavia la consapevolezza che dall’esperienza degli utilizzatori possano venire indicazioni importanti per migliorare la politica dell’azienda sui criteri di scelta e di gestione delle auto della flotta.Per quanto riguarda la collaborazione con i driver posso dire che finora non l’abbiamo mai veramente perseguita, ma contiamo di muoverci in questo senso”.

Roberto Scaccaglia, Coccinelle Spa, Sala Baganza (Parma). “Abbiamo 27 auto in noleggio a lungo termine distribuite tra la nostra sede principale e quella milanese, più un veicolo industriale di proprietà. La policy prevede tre livelli, che noi definiamo “classificazioni”. La prima è rivolta a impiegati e quadri e prevede un’ulteriore suddivisione in base alla percorrenza: entro i 25mila km annui c’è la Peugeot 308, oltre quella soglia la Peugeot 508 SW. Il secondo livello è per i dirigenti con Audi A4 Avant e Ford S-Max. Il terzo livello è quello degli amministratori, che dispongono di un’Audi A6 Avant 3.0 TDI e una BMW 530d SW. Collaborazione con i driver? Per la nostra azienda, la cosa si è rivelata piuttosto dispersiva e anche inutile: i suggerimenti provenienti dalla maggior parte dei dipendenti non sono orientati al risparmio, ma ad ottenere vantaggi per loro. Però devo dire che proprio i nostri driver ci hanno aiutato a valutare un nuovo centro d’assistenza al quale presto affideremo le nostre vetture per la manutenzione”.

Federico Dalle Mulle, Chimec Spa, Roma. “La nostra flotta è composta da 57 veicoli, tutti in noleggio a lungo termine. Dal punto di vista dell’auto fornibile ai dipendenti, li dividiamo in tre categorie. Per i dirigenti offriamo Audi e Volvo. Per quanto riguarda i modelli ai quali può accedere ciascuna categoria siamo piuttosto rigidi, nel senso che non consentiamo il passaggio a un modello non previsto anche se il dipendente accetta di pagare il maggior costo del canone. Sotto l’aspetto della collaborazione con i driver, da tempo ho istituito un formulario con il quale, ogni anno, chiedo loro di esprimersi sul grado di soddisfazione nell’area auto aziendale e in fondo al formulario ho previsto una sezione “suggerimenti”. Uno di quelli che abbiamo accettato ha riguardato, per esempio, l’opportuntà di avere a bordo il sistema bluetooth, che abbiamo poi deciso di adottare su tutte le vetture come dispositivo di sicurezza utile a ridurre le occasioni di distrazione per i conducenti”.