Quali agevolazioni per la mobilità dei dipendenti disabili

di Stefano Sirocchi

FISCO E DINTORNI – L’ESPERTO RISPONDE
Rubrica a cura di Stefano Sirocchi, dottore commercialista

QUESITO: È più conveniente aumentare lo stipendio di un dipendente disabile o assegnargli un’autovettura in fringe benefit?

Il legislatore tributario ha sempre posto una particolare attenzione nei confronti delle persone con disabilità prevedendo alcune agevolazioni fiscali. Per quanto riguarda le autovetture è possibile sia fruire dell’applicazione dell’IVA al 4% in luogo del 22% sia della detrazione Irpef in dichiarazione dei redditi. Da tali agevolazioni, tuttavia, restano esclusi gli acquisti di veicoli intestati a persone diverse dai disabili, come le società commerciali, le cooperative, gli enti pubblici o privati (anche se i veicoli sono specificamente destinati al trasporto di disabili).

Possono fruirne, invece, i soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (a patto che i relativi veicoli siano appositamente adattati; art. 8 legge n. 449/1997), coloro con handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7, legge n. 388/2000), gli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o pluriamputazione (art. 30, comma 7, legge 388/2000) i non vedenti (art. 50 della legge 342/2000) e i non udenti (art. 50 della legge 342/2000).

La detrazione Irpef è pari al 19% del costo sostenuto e va calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro. Ai fini IVA, invece, le autovetture nuove o usate devono essere fino a 2.000 cc se con motore a benzina o ibrido, 2.800 cc se con motore diesel o ibrido e di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico. Ambedue le agevolazioni spettano per una sola volta nel corso di quattro anni, salvo eccezioni. In conclusione, nella maggior parte dei casi tale specifica normativa di favore riconosciuta ai veicoli dei disabili è più conveniente rispetto alle altre.

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