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Prevenire la guida in stato di ebbrezza

di Sandro Vedovi

La tecnologia contro la guida in stato d’ebbrezza: i sistemi blocca motore. Cresce l’attenzione anche in Italia per l’installazione sulle flotte professionali.L’alcool, assieme a eccesso di velocità e mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, è una delle maggiori cause di incidenti stradali mortali. Si calcola che circa il 2% di tutti gli spostamenti in macchina siano effettuati da conducenti con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti (Fonte European Road Safety Observatory) e, secondo le stime della Commissione Europea, il 25% di tutti i decessi sulle strade d’Europa sono imputabili all’abuso di alcool (circa 7.000 morti ogni anno). Sanzioni molto severe hanno ridimensionato il fenomeno ma, da sole, non possono azzerarlo. In alcuni Paesi per contrastare il grave problema si sono introdotti dei sistemi tecnologici montati sulle auto che misurano il tasso alcolemico contenuto nell’aria espirata da un automobilista e, nel caso in cui si superino i limiti prestabiliti, impediscono che il veicolo si metta in moto. Secondo le più recenti rilevazioni, sono circa 450.000 i dispositivi installati in tutto il mondo, la maggior parte negli Stati Uniti, mentre in Europa sono 110.000 di cui il 72% in Svezia, il 12% in Finlandia, il 9% in Francia.

 

Dove si usano

Fondamentalmente il ricorso al dispositivo avviene:

  • come pena alternativa o consecutiva (riabilitazione) alla revoca/sospensione della patente di guida e all’interno di un programma di riabilitazione.
  • come utilizzo preventivo generale rivolto ai conducenti professionali (trasporto scolastico, trasporto di merci pericolose, tassisti ed ambulanze).

Prevenire la guida in stato di ebbrezzaLa Svezia è stata uno dei primi Paesi a testare questa tecnologia a partire dal 1999 dando il via ad un progetto pilota di riabilitazione di guidatori recidivi, seguita nel  2005 dalla Finlandia dove, a partire dal 2011, i dispositivi blocca-motore sono diventati obbligatori per il trasporto scolastico ed il Ministero dei Trasporti raccomanda alle autorità pubbliche di equipaggiare il loro parco macchine con tali dispositivi. La Commissione Europea, nel piano per la sicurezza stradale 2010-2020, si è impegnata a studiare la possibilità di rendere questi dispositivi obbligatori per alcune categorie di guidatori professionali e alcuni tipi di veicoli. Secondo un recente studio UE l’utilizzo di questi sistemi potrebbe comportare una riduzione del 7% dell’incidentalità dovuta all’alcol e soprattutto abbattere del 70% il tasso di recidiva.

 

 

I sistemi più diffusi

Negli ultimi anni vi è stato un rapido sviluppo tecnologico dei dispositivi contro la guida in stato di ebbrezza. I più diffusi sono i sistemi che prevedono l’avvio del veicolo tramite il soffio del guidatore in una cannula all’interno di un vero e proprio etilometro collegato alla centralina elettronica del veicolo. Se i valori riscontrati risultano superiori a quelli fissati dalla legge, il veicolo non parte. Vi sono però in circolazione anche sistemi integrati nella scatola nera (ad esempio il brevetto realizzato dalla società TSEM di Padova) che garantiscono il costante monitoraggio del tasso alcolemico del guidatore tramite strumentazione sensoristica e complessi algoritmi di calcolo che non necessitano in alcun modo dell’azione del guidatore per effettuare il test, in quanto rilevano direttamente il respiro del conducente. La scatola nera comunica costantemente i dati raccolti alla centrale operativa cui è collegata, che a sua volta può intervenire qualora vengano riscontrate anomalie ed, eventualmente, avvisare in tempo reale le Forze dell’Ordine. Questi sistemi agiscono quindi da deterrente: i conducenti infatti sanno che il loro livello etilico è costantemente misurato e che eventuali eccessi sono subito rilevati e comunicati alle autorità. Per questo sono ancor più motivati, se non bastassero le ragioni legate alla sicurezza stradale, a rispettare i limiti previsti dalla legge. Passi tecnologici da gigante con rapida riduzione dei costi potranno far diventare questi sistemi di attualità e fornire, soprattutto ai responsabili delle flotte, la possibilità di monitorare in diretta il tasso alcolemico dei loro guidatori professionali, riducendo il rischio d’incidente e la necessità di controlli sanitari preventivi facilmente aggirabili.

 

Prevenire la guida in stato di ebbrezza 2Nel nostro Paese

In Italia i progressi tecnologici e le indicazioni dell’UE hanno spinto il legislatore – fino ad oggi dimostratosi poco interessato al prodotto – ad approfondire l’argomento, tanto che recentemente si è registrata un’apertura sul tema con l’introduzione di una disposizione all’interno del così detto “DDL Concorrenza”. In questo Disegno di Legge, nella parte dedicata al settore assicurativo, infatti, all’art. 132-te si afferma che “le Imprese di assicurazione sono tenute a praticare sconti significativi […] qualora vengano installati, su proposta dell’impresa di assicurazione, meccanismi elettronici che impediscono l’avvio del motore a seguito di riscontro di un tasso alcolemico da parte del guidatore superiore ai limiti stabiliti dalla legge per la conduzione di veicoli a motore”. E’ prevedibile che tale disposizione, anche se confermata nell’approvazione definitiva del Decreto Legge, non trovi molto gradimento, visto che i sistemi blocca motore hanno ancora un costo elevato ed uno sconto sulla polizza assicurativa non li renderebbe comunque economicamente vantaggiosi. Ciò però apre la strada a nuove disposizioni che potranno regolamentare la materia, tanto più che la ricerca sta rapidamente trasformando queste apparecchiature, riducendone drasticamente anche il costo.