Polizza r.c. auto: pagare meno si può

di Mario Anzola

In Italia l’8,6 % degli automobilisti denuncia ogni anno un incidente stradale. Si tratta del record  europeo. La percentuale corrispondente è pari al 6,6 % in Germania e al 4,4 % in Francia. È del tutto evidente che lo scarto tra l’Italia e gli altri paesi europei è in gran parte dovuto a denunce di incidenti e di danni inesistenti. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che in Italia è molto più elevata che nel resto dell’Europa  la richiesta di risarcimento per microdanni alle persone, basti pensare che nel 2009 per invalidità permanente da 1 a 9 punti sono stati erogati risarcimenti per 3,5  miliardi.

L’onere dei comportamenti disonesti di una parte rilevante di assicurati e di molti operatori della filiera delle riparazioni grava su tutti gli automobilisti e naturalmente anche sulle auto aziendali in quanto proprio per la sinistrosità molto elevata le tariffe della r.c. auto in Italia sono molto più alte che nel resto dell’Europa, tanto che rispetto ad altri paesi importanti sono il doppio o il triplo. Come è noto, poi, la situazione è molto più seria nel Sud che nella media del Paese. Nelle regioni meridionali infatti i tassi di sinistrosità sono molto più alti perché più grave è il fenomeno delle truffe e le tariffe assicurative sono di conseguenza particolarmente elevate. Questa situazione crea una grave penalizzazione per le aziende italiane in quanto i livelli dei premi di assicurazione fanno lievitare i costi di esercizio delle auto e rendono la spesa per la mobilità più alta che negli altri paesi con cui le aziende italiane devono competere.
Risolvere il problema delle truffe nella r.c. auto, ormai diventate una forma di malcostume estremamente diffuso, e dunque essenziale, non solo per le automobilisti privati, ma anche degli operatori economici e per la stessa economia del Paese.  Gli  appelli all’onestà sono sempre opportuni, ma anche in questo caso difficilmente danno risultati tangibili. Occorre quindi che gli onesti si organizzino per realizzare comportamenti corretti e per affermare la cultura dell’onestà e della legalità. Ed occorre anche che le compagnie di assicurazione identifichino percorsi che rendano, se non impossibili, almeno molto difficili le truffe. Occorre cioè passare dal lamento sul caro polizze a interventi concreti che colpiscano il male alla radice e riportino il costo delle polizze ai livelli medi europei.

Un approccio concreto
Il gruppo che per primo si sta muovendo in questa logica è  Fondiaria Sai, che, con le sue compagnie di assicurazione, detiene circa il 25 % del mercato della r.c. auto. Questo gruppo ha costituito la Auto Presto & Bene S.p.A. , che, sotto la guida del suo amministratore delegato, Riccardo Terzano ha realizzato un sistema di risarcimento del danno che non contempla più il pagamento di una cifra di denaro, ma prevede il “risarcimento in forma specifica” , soluzione prevista dal Codice Civile che consiste nel restituire all’automobilista che ha subito un danno la sua vettura riparata con ricambi originali, fornendo anche un auto sostitutiva per tutta la durata della riparazione.
Naturalmente gli assicurati che al momento della stipulazione della polizza accettano di ottenere il “risarcimento in forma specifica” beneficiano di una riduzione del premio, che è già una anticipazione di quanto si può ottenere con la lotta alle truffe. L’intervento di Auto presto & Bene necessita però della collaborazione di quella parte della filiera della riparazione che è disponibile a fare della cultura della legalità il punto di riferimento della sua azione. Occorre cioè un network degli onesti che operino con correttezza e trasparenza. Innanzitutto gli autoriparatori e le carrozzerie a cui Auto Presto & Bene affida la riparazione e fornisce tutti i componenti originali e i materiali per eseguirla, corrispondendo poi il costo della manodopera secondo un tariffario soddisfacente per l’officina. Il network comprende i fornitori di beni e servizi legati al processo di autoriparazioni e, come Saol che svolge il servizio di autority, cioè valuta il danno è  stabilisce tempi e componenti necessari per ripararlo a regola d’arte, come i fornitori di vernici e quelli di ricambi originali e tutti coloro che a vario titolo intervengono nel processo.
Sulla lotta alle truffe assicurative nelle r.c. auto, proprio nella regione che è l’epicentro delle truffe automobilistiche, cioè in Campania, si è svolto l’11 dicembre scorso, alla Reggia di Caserta, un convegno dal titolo “Il coraggio di cambiare”. Organizzatori sono stati Confartigianato Imprese Caserta, Auto Presto & Bene e Co.Ri.Sud, Consorzio Riparatori del Sud. Il convegno è stato patrocinato dalla Camera di Commercio di Caserta, dalla Regione Campania e dalla provincia di Caserta.
Il fenomeno delle truffe
Dopo il saluto delle autorità ed in particolare dell’onorevole Mario Balducci, presidente della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, i lavori del convegno sono stati aperti da Ettore Rigamonti, responsabile della sezione sinistri del Gruppo Fondiaria Sai. Rigamonti ha fatto il punto sulla situazione dei sinistri in Italia e sulla loro diretta correlazione con i costi delle polizze e con l’entità degli indennizzi. Il costo dell’r.c. auto in Italia è molto alto perchè molto elevato è il volume degli indennizzi. In particolare l’Italia è il Paese europeo con la più alta componente di risarcimenti per danni alle persone e la maggior parte delle lesioni sono micropermanenti, cioè lesioni non dimostrabili inequivocabilmente con gli strumenti diagnostici disponibili. La normativa relativa all’indennizzo diretto, poi, non ha prodotto i risultati attesi in ordine al contenimento dei costi. Il numero degli interventi legali, che rendono molto onerosa la gestione dei sinistri, è invariato rispetto al vecchio regime e sono numerosi anche sui danni con contestazione amichevole, dove non esisterebbero motivazioni per avere intermediari nel rapporto tra assicurato e compagnie, ma dove spesso l’assistenza legale riesce ugualmente ad inserirsi, generando costi assolutamente inutili.
In attesa di interventi normativi strutturali – ha concluso Rigamonti – il Gruppo Fondiaria-Sai ha effettuato consistenti investimenti in sistemi informativi, ha inserito e formato nuove risorse umane e sta prestando costante attenzione ai fenomeni fraudolenti. Oltre a ciò, sono stati pensati prodotti innovativi come la polizza Auto Presto & Bene.

La situazione della sinistrosità e delle truffe in Campania ed in Italia è stata poi approfondita da Alberto Capuano, giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli. “Il fenomeno delle truffe in danno delle Compagnie assicurative in Italia, ma soprattutto nella provincia di Napoli – ha detto il giudice Capuano – ha assunto, nel tempo, diverse connotazioni mutevoli a seconda delle opportunità che la legislazione vigente, o la scarsa vigilanza dei preposti al settore, ha offerto a quella parte della delinquenza cittadina che a tale reato è più o meno stabilmente dedita. L’avvento della nuova normativa sull’assicurazione obbligatoria ha, invece, aperto nuove e più allettanti prospettive di guadagno agli specialisti del settore delle truffe. Infatti le Compagnie, che prima potevano esercitare un controllo maggiore sull’assicurato in quanto ne gestivano un numero minore, hanno notevolmente aumentato il loro pacchetto di polizze vendute senza, al contempo, adeguare le loro strutture ad una utenza anche potenzialmente truffaldina. Il fenomeno in questione, sinteticamente qui esposto, rappresenta una delle tante problematiche che il sistema assicurativo sta vivendo in maniera drammatica, proprio in un periodo in cui, per questi ed altri motivi, l’attenzione su tale fenomeno si è improvvisamente rivitalizzata per le dirette conseguenze che gli assicurati “onesti” stanno subendo: aumenti delle tariffe alle stelle (se non addirittura impossibilità di trovare coperture assicurative!), abbandono da parte delle compagnie del mercato napoletano e campano con perdita conseguente di migliaia di posti di lavoro, ricorso a forme “improvvisate” ed illegali di coperture assicurative”.

La riparazione diretta
Dopo l’intervento del giudice Capuano, Riccardo Terzano, amministratore delegato di Auto Presto & Bene, ha illustrato le modalità dell’intervento della sua società. “La riparazione diretta da parte dell’assicuratore – ha detto Terzano – è l’unica forma di risarcimento che permette di garantire contemporaneamente il servizio al cliente e il controllo totale della filiera che genera il costo del sinistro. La nostra società gestisce direttamente le riparazioni dei veicoli assicurati con le compagnie del gruppo Fondiaria Sai e per farlo ha creato un’organizzazione specializzata che si occupa della filiera dell’autoriparazione (acquisti, logistica, controllo e gestione della riparazione, ecc.). Il nostro obiettivo è garantire qualità e rapidità al giusto costo gestendo e coordinando direttamente tutti i passaggi chiave del servizio di autoriparazione, dalla accurata selezione dei centri di autoriparazione al costante monitoraggio della qualità degli interventi di ripristino dei veicolo. Abbiamo così costituito un modello innovativo, con una struttura che opera direttamente nel mercato dell’autoriparazione, approvvigionando direttamente i ricambi consegnati in conto lavorazione alle carrozzerie che forniscono manodopera specializzata e materiali di consumo, interfacciandosi con tutti gli attori della filiera mediante collaborazioni mirate a sviluppare un processo di elevata qualità ed efficienza”.

Il coraggio di cambiare
Perché il percorso virtuoso legato alla riparazione diretta, cioè il risarcimento in forma specifica (art. 2058 cc) dia frutti occorre, tuttavia, innanzitutto la collaborazione di coloro che eseguono l’autoriparazione, che nella prassi corrente non di rado sono in vario modo coinvolti nel processo delle truffe e che devono avere il “coraggio di cambiare” per combattere un malcostume, anzi un comportamento criminoso, che sta determinando gravi danni agli assicurati e al Paese, più che alle compagnie di assicurazioni che hanno la possibilità di scaricare sugli assicurati i maggiori costi derivanti dalle truffe aumentando i premi. Sul coraggio di cambiare al convegno di Caserta è stato incentrato l’intervento di Renato Esposito, direttore del consorzio Co.Ri.Sud. “Cambiamento – ha detto Esposito – è un termine che si associa generalmente ai concetti di novità, miglioramento e rinnovamento. Non è sempre cosa facile da realizzare poiché implica la rinuncia ai propri schemi, la perdita di alcuni punti di riferimento, crea un po’ di timore, di preoccupazione. Si fa fatica a staccarsi dalle proprie abitudini, eppure il cambiamento è necessario se si hanno obiettivi da raggiungere, se si vuole stare al passo con i tempi”. “Proprio attraverso il cambiamento e il coraggio di rinunciare alle prassi del passato – ha continuato Renato Esposito – ritengo che Co.Ri.Sud possa contribuire a creare una nuova mentalità nel mondo della carrozzeria del mezzogiorno, sensibilizzando imprenditori e dipendenti sull’importanza di un’officina professionale e sicura, tecnologicamente avanzata ed accogliente per i clienti. Il nostro impegno è a favore della diffusione della cultura della legalità, della formazione del personale, del marketing e della comunicazione”.

Il ruolo della filiera
Naturalmente un aspetto molto importante in un sistema basato sulla correttezza e la legalità è la corretta determinazione del danno e dei materiali e tempi necessari per ripararlo. Da questo punto di vista un intervento molto importante è stato quello di Lucio Bartiromo, presidente di Saol, società specializzata tra l’altro nell’attività di autority nella riparazione dei danni agli autoveicoli. Dal convegno di Caserta è emerso che lo sforzo profuso non soltanto dal Gruppo Fondiaria Sai ma anche da una parte della filiera della riparazione dei sinistri è un passo importante per cercare di portare le tariffe della r.c. auto verso i livelli standard europei e ciò naturalmente a beneficio degli utenti. E tra gli utenti vi sono certamente anche le flotte di autoveicoli che, come ha sottolineato al suo intervento al convegno Giuseppe Benincasa, segretario generale di Aniasa, sono molto interessate a contenere gli elevatissimi oneri delle coperture assicurative.

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