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Poche e semplici regole per uscire dall’emergenza

di Robert Satiri

In questo periodo post-emergenza, tutte le attività devono ripartire di slancio per accorciare i tempi di recupero. Anche le flotte devono ripartire di slancio. Ecco qualche consiglio per i fleet manager.

Si sta aprendo una pagina nuova nelle attività economiche dei paesi colpiti dal coronavirus. Abbiamo detto nei mesi precedenti che niente sarà più come prima e già stiamo ricevendo le prime conferme. Anzitutto c’è un tessuto economico per molti versi da ricucire se non proprio da ricostruire. Vi sono poi mutate abitudini ed un senso diffuso di sconforto da superare; tutti elementi che tipicamente rallentano le iniziative.

Non dobbiamo farci sopraffare e, memori dell’aneddoto di Albert Einstein (secondo il quale “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi… E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”), dobbiamo pensare di avere di fronte a noi un foglio bianco da cui ripartire.

QUALCHE DIFFICOLTÀ

Dalle testimonianze raccolte dopo i primi giorni di riapertura tra i fleet manager si raccolgono due sensazioni nette ed agli antipodi. Le aziende impegnate in settori economici legati all’emergenza hanno incrementato i veicoli in parco, ricorrendo all’inflottamento di quanto disponibile in pronta consegna (e quindi in alcuni casi alterando car list lineari, creando discrepanze, sull’emergenza e così via) e non hanno subito variazioni sui chilometraggi medi.

All’opposto, la stragrande maggioranza delle altre aziende ha dovuto mettere rapidamente in campo strategie di riposizionamento, rimodulazione dei contratti, rivalutazione delle scadenze…

Elementi come lo smart working, il pressoché totale annullamento delle visite commerciali, le limitate relazioni interpersonali e le accresciute occasioni d’incontro multimediale hanno fatto riconsiderare sia le necessità di flotta che gli elementi peculiari dei contratti.

Da un punto di vista di prodotto poi ci siamo accorti che ripartire è immensamente più difficile che fermare tutto; il paradosso è che a fronte di piazzali pieni ci sia una scarsità di veicoli per esigenze specifiche (in verità soprattutto tecniche), difficoltà a rimettere in moto la macchina delle quotazioni, dei contratti, delle consegne, renitenza ad assumersi nuovi rischi in ambito noleggio lungo termine e quindi propensione ad allungare i noli in essere piuttosto che rischiare sostituzioni di vetture.

Leggi anche: Coronavirus, cosa chiedono i fleet manager per ripartire

LE NOVITÀ DI QUESTO PERIODO

Dal lato della gestione delle risorse umane poi, proprio in questo periodo, c’è la novità del debutto della diversa tassazione del fringe benefit per i dipendenti che hanno la facoltà dell’uso promiscuo dell’auto. Questa, come tutte le novità, introduce ulteriori elementi d’incertezza e quindi di “attendismo” reciproco, fiduciosi che qualcun altro faccia i primi passi e da questi trarre le indicazioni per le strategie da perseguire.

Non possiamo comunque restare fermi ed allora è necessario, nell’immediato, attenersi a poche, semplici regole sempre efficaci.

COSA FARE

Ecco quindi qualche consiglio:

  • È opportuno programmare con un orizzonte temporale non troppo impegnativo: prediligere soluzioni brevi, con exit way praticabili, che non sbilancino dal punto di vista dell’ingaggio finanziario. Le trasformazioni in atto sia a livello di protagonisti del settore automotive che di prodotto ci procureranno un futuro interessante ma ancora dai contorni indefiniti; avere un fardello leggero al seguito potrebbe essere una mossa vincente.
  • Si devono testare nuove strategie di mobilità e condivisione delle risorse: forse ora abbiamo una predisposizione mentale un po’ più elastica per sperimentare, con meno assilli di tempo e di risultato. Possiamo cioè permetterci un piccolo lusso di “caducità di risultati” contenuta che in altri momenti risulterebbero esecrabili.
  • Bisogna avere i riferimenti ben puntati su due, tre obiettivi di fondo sempre da ricercare: economicità di esercizio, contenimento delle emissioni, comodità d’uso del prodotto; sembrano concetti scontati ma spesso non lo sono e alla fine possono fare la differenza in ogni situazione.

Non dobbiamo dimenticare che dal punto di vista macroeconomico stiamo andando incontro ad una tempesta annunciata, quella dell’autunno, sia in termini sanitari che in termini economici. Non è nel nostro carattere dispensare pessimismo ma realisticamente dobbiamo essere attrezzati per fronteggiare un contesto burrascoso.

Uscirne con successo insieme ai nostri cari ed alle aziende per le quali spendiamo l’intelletto che abbiamo a disposizione è un obiettivo che, se sapremo ben costruire le nostre scelte con le consapevolezze e le esperienze di oggi, potremmo perseguire con successo. Quello che ne risulterà sarà un nuovo mondo.