PIL 2016 +0.9%, ma senza un’accellerazione pieno recupero nel 2024

 Nel 2016 secondo i dati diffusi oggi dall’Istat il prodotto interno lordo in euro 2010 è stato di 1.568.691 miliardi. Rispetto al 2015 vi è una crescita dello 0,9%. Confrontando il dato del 2016 con quello del 2007, che è l’anno che ha preceduto l’inizio della crisi economica da cui stiamo faticosamente uscendo, si registra ancora un calo del 7%. Quanto tempo occorrerà per colmarlo? Se la crescita continuerà nei prossimi anni con il tasso di sviluppo registrato nel 2016 (+0,9%), secondo un’elaborazione del Centro Studi Promotor occorreranno ancora 8 anni, cioè ritorneremo ai livelli ante-crisi nel 2024. Per valutare correttamente questo dato va considerato che la crisi del 2008 ha avuto un impatto estremamente modesto sulle economie emergenti ed è stata superata in pochi anni nelle economie avanzate. In particolare i livelli ante-crisi sono stati recuperati nel 2010 dal Canada, nel 2011 da Francia, Germania e Stati Uniti e nel 2013 da Giappone e Regno Unito.  Non hanno invece ancora raggiunto i livelli ante-crisi i paesi della fascia meridionale della zona euro fortemente penalizzati dalle politiche di austerity imposte da Bruxelles e tra questi paesi vi è ovviamente anche l’Italia.

Quando la crisi è deflagrata con il fallimento di Lehman Brother, il 15 settembre 2007, si affermò che l’impatto sull’economia sarebbe stato paragonabile a quello della crisi del 1929. Per i paesi emergenti e per i paesi economicamente avanzati non è stato così perché la crisi è stata molto più lieve. E non è stato così neppure per l’Italia perché per il nostro Paese la crisi è stata decisamente più grave e più lunga di quella del ‘29. Come mostra il grafico qui sotto, in Italia la crisi del ‘29 determinò una contrazione massima del Pil del 5,7% e l’economia ritornò ai livelli ante-crisi in sei anni. La crisi del 2008 ha determinato invece un calo massimo del Pil dell’8,7% e il ritorno ai livelli ante-crisi avverrà in 17 anni.