Pensieri d’agosto: aspettando “Federauto”

di Sirio Tardella

Pensieri d’agostoIl mese di agosto, in Italia, era storicamente il mese delle ferie estive: le fabbriche chiudevano, le città si spopolavano tutti gli appuntamenti e le attività importanti venivano rinviati a settembre. L’agosto 2014 sarà ricordato per avere mutato questa dinamica non solo a causa delle condizioni economiche, dell’andamento meteorologico o dei politici stranamente al lavoro. [adrotate group=”3″]Anche il settore dell’auto ha registrato un avvenimento importante. Il mese ha debuttato con la storica decisione assembleare che decretava la definitiva fine della Fabbrica Italiana Automobili Torino e il consolidamento del processo di internazionalizzazione delle attività con la nascita di FCA, società con sede legale in Olanda, sede fiscale in Gran Bretagna e da ottobre quotata a Wall Street.

L’ossessione della quota di mercato
Si tratta certamente di eventi meno importanti di quelli descritti nelle conferenze stampa, magari d’improbabile realizzazione ma pur sempre riferibili ad un mercato per anni secondo in Europa e ad un Paese con la densità automobilistica più alta al mondo.
E’ auspicabile che l’attenzione della società appena nata sia in massima parte rivolta ai mercati continentali liberando il nuovo Gruppo dalla “ossessione” del raggiungimento della quota sul mercato domestico a tutti i costi. Si realizzerebbero le condizioni per un mercato italiano dell’auto più adeguato all’andamento reale della domanda, ridimensionando i parchi delle auto a Km0.
La nascita di Fiat Chrysler Automobiles Group apre un nuovo capitolo nella storia del Gruppo torinese che si internazionalizza. Confermato il ruolo del complesso industriale in Italia mentre i centri decisionali vanno all’estero.  Una Fiat “straniera” potrebbe avvicinarsi a Unrae e rimediare ad alcune anomalie del nostro mercato.

Le dimensioni della holding e la quotazione a Wall Street dovrebbero rendere secondaria l’importanza dei livelli mensili delle immatricolazioni italiane facendo venir meno l’opportunità di comunicare i risultati del mercato automobilistico alle 18 dopo la chiusura della borsa di Milano. Una revisione di questa convenzione permetterebbe al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di diffondere i dati già dalle primissime ore del mattino seguente all’ultimo giorno del mese come il sistema, secondo a nessuno in Europa e nel mondo, già da tempo permetterebbe.
La definitiva e irreversibile internazionalizzazione del marchio del Lingotto potrebbe attenuare anche le ultime tentazioni nazionalistiche che ancora trovano spazio in qualche settore della Pubblica Amministrazione e dei Media che continuano ad osservare in maniera bifocale la presenza, sul mercato italiano del marchio Fiat rispetto a tutti gli altri brand disconoscendo che gran parte delle auto Fiat, da molto tempo ormai, sono prodotte all’estero. Se di ciò si prendesse atto in tempi rapidi, verrebbero meno anche le principali motivazioni fondative delle due più importanti
Associazioni che rappresentano il mondo dell’auto in Italia: Anfia e Unrae.

Una sola associazione
E’, allora, solo un’ipotesi agostana immaginare la messa in comune degli interessi, delle strategie e delle potenzialità delle due associazioni finora espressi separatamente? Del resto qualche anno fa, proprio in concomitanza con l’avvio del processo concluso con la nascita di FCA, fu Jacques Bousqet, allora Presidente pro-tempore di Unrae, a parlare di Stati Generali del mondo rappresentativo dell’auto in Italia per meglio affrontare una crisi che già si immaginava profonda e duratura. E non fu Sergio Marchionne a teorizzare, in concomitanza con l’uscita di Fiat da Confindustria, la costituzione di una Federazione dell’automobile che ne rappresentasse con più determinatezza gli interessi? La indicò con l’acronimo “Federauto” generando un po’ di confusione perchè con lo stesso nome era già indicata l’associazione dei concessionari italiani di auto. Della ipotesi federativa proprio i concessionari potrebbero costituire uno dei pilastri come pure la altre Associazioni rappresentative del noleggio e del credito senza escludere tutti coloro che hanno l’obiettivo di uno sviluppo corretto della mobilità e un confronto costruttivo con le stanze dove si assumono decisioni importanti per il settore. A tutti questi un augurio di buon lavoro.