Partenza in calo per il mercato europeo dell’auto: gennaio -4,6%

Dopo un 2018 all’insegna della stabilità, il mercato auto dell’area UE+Efta (che comprende i 28 paesi della UE e i tre paesi dell’Efta) inizia il 2019 con un gennaio che fa registrare 1.226.446 immatricolazioni e un calo del 4,6% sullo stesso mese del 2018.

Secondo il Centro Studi Promotor diversi sono i fattori che influiscono su questa partenza in rosso. Da un lato ovunque i potenziali acquirenti cominciano ad avvertire che il quadro economico è in peggioramento. Dall’altro le scelte per gli automobilisti si sono fatte più difficili del solito perché vi è incertezza sul tipo di auto da scegliere e ciò sia per la demonizzazione del diesel sia perché la gente avverte che è iniziata una transizione verso nuove forme di alimentazione e auto tecnologicamente molto più avanzate in larga misura ancora poco conosciute. Questa incertezza induce molti automobilisti a rinviare decisioni di acquisto che in altri tempi sarebbero state già mature. Il fenomeno interessa sia i grandi mercati che quelli di minori dimensioni ed è comunque piuttosto diffuso, come emerge chiaramente dal fatto che dei 31 mercati nazionali della UE+Efta ben 23 fanno registrare cali delle immatricolazioni in gennaio.  


Come è noto, nell’area UE+Efta un’importanza notevole hanno i cinque maggiori mercati (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna) che assorbono il 68,5% delle immatricolazioni complessive. In Germania le immatricolazioni in gennaio sono calate dell’1,4% essenzialmente per una diminuzione degli acquisti dei privati (-7%), mentre in aumento, sia pure modesto (+2,1%), sono gli acquisti di vetture diesel anche per la disponibilità in tutto il paese delle nuove diesel Euro 6d-temp.

Pure il secondo mercato dell’area, quello del Regno Unito, inizia il 2019 in lieve calo (-1,6%). Contrariamente a quanto avviene in Germania, nel Regno Unito sono, però, gli acquirenti privati a sostenere le vendite, mentre in pesante caduta sono le immatricolazioni dei diesel (-20,3%). E anche il mercato francese comincia in lieve perdita. Le immatricolazioni calano infatti dell’1,1%. Più pesante il quadro per il mercato italiano che accusa un calo del 7,5% dovuto ad una discreta tenuta del mercato degli acquisti dei privati (+3,7%), mentre per quelli delle società di noleggio si registra una contrazione del 17,8% e per gli acquisti di altre società vi è un calo del 29,7%.

Particolarmente pesante in Italia è la caduta delle immatricolazioni di vetture diesel (-31,4%), ma ancora più pesante è la contrazione per i modelli a metano (-46,1%), mentre crescono le versioni a benzina (+27,8%), quelle a gpl (+8,2%), le ibride (+17,8%) e le elettriche (+9,3%). Il quinto tra i grandi mercati, quello spagnolo, fa registrare un andamento ancora peggiore di quello italiano in quanto accusa un calo dell’8% dovuto a contrazioni degli acquisiti dei privati (-9,6%), delle società di noleggio (-8%) e delle altre società (-5,5%).

“In sintesi – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – dopo cinque anni di crescita ininterrotta e dopo aver raggiunto nel 2018 un volume di vendite di 15.624.486 autovetture con un gap negativo rispetto al massimo del 2007 ridotto al 2,37%, il mercato della UE+Efta sta invertendo la tendenza. E ciò per effetto essenzialmente del peggioramento del quadro economico, della demonizzazione del diesel e del disorientamento del pubblico di fronte alle non ancora ben definite prospettive dell’offerta di automobili”.