Ottimo avvio per il mercato dell’auto: gennaio +10,1%

In gennaio sono state immatricolate in Italia 171.556 autovetture con una crescita sullo stesso mese del 2016 del 10,1%. Si tratta di un risultato decisamente positivo e in qualche misura inatteso. Dopo 36 mesi in crescita e dopo incrementi medi annui che hanno sfiorato il 16% sia nel 2015 che nel 2016, un momento di pausa sarebbe stato  fisiologico anche in una situazione delle immatricolazioni decisamente proiettata alla crescita come è certamente quella attuale. La pressione della domanda di sostituzione rinviata durante la crisi ha però continuato a influenzare positivamente la propensione degli italiani all’acquisto di nuove auto. E ciò nonostante il maltempo e il terremoto e, soprattutto, nonostante il fatto che la ripresa dell’economia stia procedendo con un ritmo decisamente contenuto e che il clima di  fiducia dei consumatori abbia accusato nella seconda metà del 2016 un sostanziale ridimensionamento a cui è seguito, però, un recupero proprio nel mese scorso.

Il dato sulle immatricolazioni di gennaio è assolutamente coerente con la previsione avanzata dal Centro Studi Promotor nella conferenza stampa tenuta all’apertura del 40° Motor Show di Bologna, previsione che ipotizza per il 2017 un volume di immatricolazioni di 2.031.000 unità e quindi una crescita sul 2016 di circa l’11%. Le attese per i prossimi mesi sono infatti positive e un orientamento favorevole sull’evoluzione a breve del mercato emerge anche dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a  fine dicembre. Da questa rilevazione risulta che gli operatori che si attendono domanda in aumento a tre/quattro mesi sono il 24%, mentre il 66% si attende stabilità sugli elevati livelli attuali e solo il 10% teme un rallentamento della domanda. Tra l’altro, dalla stessa fonte, risulta che, a  fine gennaio, l’82% dei concessionari indica sui livelli normali o alti l’affluenza di visitatori nei saloni di vendita, affluenza che è un elemento importante per valutare le prospettive di vendita a breve.

Ci si può chiedere come possa il mercato dell’auto continuare a crescere con un tasso decisamente sostenuto mentre il recupero dell’economia è ancora lento. Secondo il Centro Studi Promotor questa situazione è dovuta a cinque buone ragioni. La prima è costituita dal fatto che, mentre nella crisi che ci stiamo lasciando faticosamente alle spalle il prodotto interno lordo ha subìto un calo massimo di circa il 9%, per il mercato dell’auto la contrazione massima è stata del 48%. La seconda ragione va ricercata nel fatto che la domanda di sostituzione rinviata durante la crisi è stata soltanto in parte recuperata negli ultimi due anni. La terza ragione è il fatto che la fortissima innovazione tecnologica che sta caratterizzando l’automobile e il conseguente lancio di molte novità decisamente attrattive sta esercitando una forte pressione sulla domanda. La quarta ragione è il fatto che, anche se lenta, la ripresa dell’economia è in corso e le attese per il futuro sono di ulteriore miglioramento e la conseguenza è che gli italiani, che durante la crisi avevano congelato i loro risparmi in vista di tempi peggiori, hanno ricominciato a riutilizzarne parte ed anche a far ricorso al credito per acquistare nuove automobili. La quinta e decisiva ragione è legata alla circostanza che il Pil italiano del 2016, nonostante sia ancora inferiore al livello ante crisi, supera comunque del 5,6% quello medio annuo del periodo 1996-2000 in cui la media annua degli acquisti era di 2.243.000 autovetture. Il nostro Paese dispone dunque di risorse suf cienti per alimentare una domanda di auto decisamente superiore a quella degli ultimi anni e, se la  ducia nel futuro tiene, è disponibile ad investire ancora in nuove automobili.