Abbiamo provato il modello che il marchio del gruppo Chery considera più importante. Intanto le vendite nel canale business salgono al 12%

“Dopo appena un anno e mezzo di presenza in Italia le flotte rappresentano per Omoda circa il 12% delle vendite. Siamo già entrati nelle user policy di moltissime aziende ma il nostro obiettivo per quest’anno raddoppiare i nostri volumi in questo mercato. E ciò avverrà assumendo dei key account per siglare accordi con le aziende, consolidando quello con Ayvens, leader nel mondo delle flotte. E con tanti nuovi modelli a cominciare da Omoda 7 SHS-P, quello più importante per il nostro brand”. Lo ha spiegato a Auto Aziendali magazine Nicola Marsala, business director di Omoda & Jaecoo Italia, il doppio marchio del gruppo Chery che ha chiuso il 2025 vendendo 15488 vetture, 8153 Omoda e 7335 Jaecoo, a margine del test drive a Milano del nuovo crossover hybrid plug-in del segmento C che si insinua nella gamma del marchio cinese tra la numero 5 e la numero 9.
Dall’esterno Omoda 7 si fa notare per un design elegante e d’impatto visivo, la griglia frontale X-Shape parametric con elementi esagonali 3d, i tergicristalli nascosti, le maniglie a filo carrozzeria, le superfici scolpite con il ”muscolo” posteriore che le regala un profilo architettonico deciso per tutti i 4,62 metri di lunghezza e 1,87 m di larghezza. All’interno l’abitacolo è un salotto viaggiante, ampio e spazioso anche per i passeggeri posteriori, dove tutto ruota attorno ad una assoluta novità: il display centrale da 15’6 non è fisso ma può scorrere lateralmente dal centro del cockpit al lato del passeggero anteriore, tramite un gesto touch o un comando vocale e consente così anche a chi viaggia accanto al guidatore di condividere informazioni e divertimento, persino la funzione karaoke, stando seduto su sedili sportivi, tra rivestimenti soft touch, guardando il cielo dal tetto panoramico infinity. Un salotto che offre anche ricarica wireless raffreddata, spazi contenitori refrigerati, luci ambiente multicolor e tanto spazio pure nel bagagliaio che nasconde un altro vano a scomparti per cavi di ricarica e molto altro.
Nel test drive troppo breve per avvalorare la sua autonomia che le consente, secondo le indicazioni del marchio, di viaggiare per 1.200 chilometri con serbatorio pieno e batteria carica, nell’itinerario che porta fuori Milano, tra tangenziale trafficata e strade di campagna, Omoda 7 SHS-P scatta silenziosa e con molto swing, merito della motorizzazione che combina un motore benzina 1.5 TGDi a ciclo Miller da 143 CV con due motori elettrici, uno di trazione da 204 CV e uno da 82 CV dedicato alla ricarica della batteria Litio-Ferro-Fosfato da 18,4 kWh. Il sistema sviluppa 279 CV di potenza massima complessiva che le consente in tangenziale di scattare da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi e in modalità 100% elettrica di affrontare il traffico urbano con un’autonomia fino a 128 km. E si viaggia in completa sicurezza con 19 sistemi ADAS di assistenza alla guida, tra cui l’Adaptive Cruise Control, l’Emergency Lane Keeping, l’assistenza alla guida nel traffico e la telecamera panoramica a 540° con funzione di visualizzazione in “trasparenza” anche sotto la carrozzeria che facilita le manovre pure negli scenari e nelle strade più difficilii. Inoltre un’app consente, anche quando il viaggio finisce, di restare sempre connessi controllando da distante tetto apribile, finestrini e climatizzazione, di creare recinti di sicurezza per capire in tempo reale se l’auto è stata spostata, di trovare dov’è parcheggiata. Omoda 7 SHS-P, in concessionaria in questi giorni, con prezzi che partono da 38.900 euro si può scegliere in una palette di 5 colori e 3 alllestimenti, Pure, Premium e Premium Pro Pack, quest’ultimo sulle strade da marzo e che include anche l’assistenza al parcheggio automatico e da remoto, dunque stando in auto oppure attivandola da fuori.