Omicidio stradale, nuovi rischi per le aziende

di Giorgio Costa

Le assicurazioni scendono in campo per tutelare le imprese dai nuovi rischi legati alle sanzioni in fatto di omicidio e lesioni stradali previste nel nuovo Codice della Strada in vigore dal 25 marzo 2016 (legge 41/2016). Forte è l’impressione che la legge abbia ecceduto nel rendere omaggio all’emotività e al diritto penale per così dire “simbolico”, senza tenere nella giusta considerazione i principi fondamentali su cui si basa la responsabilità penale nel nostro ordinamento. 

 

Assicurazioni e indennizzi

In particolare, resta da valutare il rischio che l’impresa corre nel momento in cui un suo dipendente commette un reato che può privarlo della libertà e della possibilità di svolgere la propria funzione. A questo riguardo esistono compagnie assicurative disposte ad assicurare tale rischio con indennizzo liquidato all’azienda e non al dipendente che prevede l’erogazione di una diaria fino a un centinaio di euro per un massimo di 5 anni per i casi di omicidio stradale. Sono esclusi tutti i casi dolosi, come la guida sotto l’effetto di stupefacenti, omissione di soccorso, veicolo non assicurato, veicolo non revisionato, guida senza patente, ecc. Per le aziende esiste la possibilità, onerosa, di assicurarsi e quindi “coprire” tali rischi. Ora si tratta di elaborare le migliori soluzioni operative per utilizzare l’indennizzo a favore del dipendente, in relazione alle diverse tipologie di utilizzo dell’auto aziendale. 

I dettagli della normativa

I nuovi articoli 589 bis e 590 bis del Codice penale (e 189, 219, 222 e 223 del Codice della strada) individuano fattispecie delittuose identiche, caratterizzate da una serie di circostanze aggravanti (in particolare per le condizioni fisiologiche del conducente oppure per la sua condotta di guida) che non configurano distinti reati, ma, appunto, circostanze aggravanti “autonome”. L’ipotesi “base” è quella contenuta nel comma 1 degli articoli 589 bis e 590 bis, che sanziona chiunque provoca con violazione “generica” delle norme del Codice della strada la morte o lesioni personali gravi e gravissime. La situazione cambia radicalmente nei casi di omicidio e lesioni personali stradali commesse da conducente con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, oppure in stato di alterazione psico-fisica dovuta a sostanze stupefacenti (da 8 a 12 anni per l’omicidio, da 3 a 5 anni per le lesioni gravi, da 4 a 7 anni per le gravissime). 

 

La giurisprudenza

Stanti le novità, alcune Procure (Trento, Udine, Sondrio, Bergamo e Firenze) si sono mosse e stanno emergendo interessanti punti fermi. Uno di questi è l’importanza dei rilievi tecnici subito dopo l’incidente e, a questo riguardo, viene sostenuta da tutte le procure l’opportunità del sequestro immediato dei veicoli a scopo probatorio per poter effettuare gli accertamenti necessari per valutare la reale colpevolezza del guidatore, tenendo in considerazione l’esistenza di concause che possono far scattare una significativa attenuante della pena. Altro punto comune è l’invito alle forze dell’ordine a consultare il PM prima di procedere all’arresto in flagranza, perché pur essendo l’arresto un atto proprio della polizia giudiziaria, è al PM che spetta la convalida ed è corretto conoscere la sua opinione e condividere con lui tutte le circostanze rilevanti. 

In conclusione, si tratta di novità che le imprese e chi utilizza i loro mezzi devono conoscere, stante anche il pesante apparato sanzionatorio (revoca della patente in primis) che ha grande rilievo per chi come i responsabili del parco auto aziendale devono assicurare la sicurezza personale e della circolazione dei driver aziendali e al contempo prevenire e tutelare l’azienda da eventuali rischi dovuti alle conseguenze nefaste dell’incidentalità.