Nuova XE, la Jaguar che mancava

di Paolo Artemi

Jag_XE_S_Image_080914_13Il blasone britannico entra nell’arena dominata dalle tedesche premium sfruttando valori storici fondamentali come le ruote motrici posteriori. Solo 4 cilindri sotto al cofano: da 0 a 100 in 8,4 sec ed emissioni nel combinato di 99 g/km. Senti dire Jaguar e, se hai le tempie baciate dal grigio, pensi alla E-Type, quella guidata nei fumetti da Diabolik e nella realtà da qualche migliaio di facoltosi estimatori delle opere d’arte semoventi. D’accordo, lei non c’è più, ma la sua eredità è stata raccolta da modelli che con il passare del tempo si sono via via messi alla portata di molti, se non di tutti. Anche delle flotte aziendali, cui il Giaguaro strizza l’occhio con la XE, compromesso storico tra una berlina di rappresentanza e una sportiva, che promette costi di acquisto e gestione Jaguar XE 2.0 I4D 2capaci di portare alle stelle il rapporto immagine-prezzo, fondamentale per tutte quelle società che veicolano il loro valore anche attraverso le vetture guidate da chi le rappresenta.

 

Aristocratica al passo con i tempi

La sera prima della prova abbiamo dato una scorsa ai dati tecnici della vettura. Interessanti: un motore a gasolio da 2mila centimetri cubi che eroga 163 cavalli, trazione posteriore, un telaio nuovo di zecca fatto per il 75% in alluminio per ridurre il peso e, di conseguenza, i consumi in collaborazione con un Cx, il coefficiente di penetrazione aerodinamica di 0,26. Un dato, quest’ultimo, che andava molto di moda negli anni Novanta ma che oggi dice poco alla stragrande maggioranza degli automobilisti. Tradotto in chiaro, comunque, è uno dei migliori in assoluto nonostante la XE sia a tutti gli effetti una berlina, sia pure dal piglio sportivo. I designer dicono che ha il cofano lungo in omaggio proprio alla vecchia E-Type, ma sono dichiarazioni di maniera, in fondo le tradizioni della Casa andranno pur sfruttate… La verità è che con una lunghezza di 4,67 metri, una larghezza di 1,85 e un peso che sfiora soltanto quota 1.500 chilogrammi la XE è a pieno titolo figlia dei nostri tempi.

Jag_XE_S_Image_080914_07Lo si capisce, tra l’altro, appena saliti a bordo e impugnato il volante, che è asimmetrico per garantire la massima visibilità della strumentazione molto sportiva ma, nello stesso tempo, classica al punto giusto. La 24 ore è già stata fagocitata dal bagagliaio da 455 litri ed è ora di partire. In quarta avrebbero detto i nonni, ma qui non si sa che marcia mettere nella metafora perché il manuale di serie ne ha sei e l’automatico di cui è dotato l’esemplare che stiamo guidando addirittura otto. Sul comfort niente da ridire: i sedili sono comodi ed eleganti come si conviene a quelli di un’auto che inalbera lo Union Jack. Veleggiando nel traffico ancora scarso della prima mattina c’è tutto il tempo di ripassare la lezione studiata ieri sera. Jaguar-XE-2.0-I4D-5Secondo i dati forniti dal costruttore stiamo emettendo 99 grammi di CO2 ogni chilometro, forse troppi per un green duro e puro, ma comunque assai pochi per una vettura tradizionale, e viaggiamo al ritmo di circa 26 chilometri con un litro, grazie anche al sistema di start & stop.

 

Quattro cilindri all’altezza del compito 

Il fatto che i cilindri siano quattro e non sei, minimo sindacale per molti fan della Jaguar, onestamente passa del tutto inosservato. Merito della coppia e delle raffinatezze dei nuovi propulsori che, comunque, se vengono messi alla frusta non si lamentano, anzi: il limitatore calma i bollenti spiriti del driver a 4.800 giri, la velocità massima teorica è di 227 chilometri orari e per espletare la classica prova di accelerazione da zero a 100 all’ora si impiegano 8,4 secondi. Lo sterzo è preciso come un Patek Philippe a tutte le andature e a fornire la colonna sonora del viaggio pensa un impianto da 11 altoparlanti, chicca per veri appassionati capace di tenere perfettamente a bada senza distorcere anche il più scatenato dei crescendo rossiniani. L’hi-fi di bordo ha anche un altro merito: mette in secondo piano uno dei punti deboli della XE, ovvero il prepotente borbottio del motore quando è al minimo o giù di lì.

Non è facile, ma a questo punto dobbiamo metterci nei panni di un’azienda e del suo fleet manager: vale la pena di investire in immagine con le XE? Un’occhiata ai listini e verrebbe da rispondere con un sonoro sì. Il prezzo d’attacco è fissato a 37.750 euro, con un sovrapprezzo di 25 banconote da 100 per il cambio automatico, che dovrebbe essere indispensabile dato che il manuale è stato giudicato da più di un sito specializzato come «un po’ scomodo da manovrare». Sarà vero? Non siamo in grado di giudicare, ma siccome fidarsi è meglio consigliamo caldamente le otto marce che si inseriscono da sole… A proposito di dritte. L’esemplare che abbiamo provato aveva la carrozzeria grigio-metallizzata, un vero classico. Forse anche troppo, meglio puntare sul rosso scuro che ha i riflessi di un Amarone nel suo bicchiere di ordinanza o sul blu, poco utilizzato dai fan del Giaguaro ma capace di esaltare le linee della XE e, cosa che non guasta, molto «aziendale». Jag_XE_S_Image_080914_18Livrea a parte, resta una domanda: quella promessa di fare 26 chilometri con un litro di gasolio è stata rispettata? No, parliamoci chiaro. Per riuscirci ci vorrebbe l’intera produzione di una stia di polli sotto il pedale del gas ma, allora, che gusto ci sarebbe? Godetevi questa Jaguar senza troppe inibizioni e avvicinate quanto più possibile quota 20 con un litro. Del resto, se aveste problemi nei rapporti con il benzinaio perché mai avreste dovuto chiedere al responsabile della flotta un’auto di rango superiore come la XE?