Nuova VW Passat Variant: un classico sempre di moda

di Paolo Artemi

aam16pp-Nuova-VW-Passat-Variant-un-classico-sempre-di-modaProvare una station wagon con il 2015 che bussa alle porte suona un po’ strano. Siamo o non siamo nell’era di nuove tipologie a quattro ruote come crossover, hatchback, Suv, Cuv e acronimi vari? Sulla carta una «familiare» sta alla modernità automobilistica come una stilografica sta a internet… La vettura che stiamo andando a raggiungere, in realtà, è l’ennesimo aggiornamento di un grande classico come la Volkswagen Passat Variant, capace di restare saldamente nella “top five” delle classifiche che mettono in fila i modelli preferiti dalle flotte aziendali italiane. E la prova ha proprio lo scopo di verificare il perché di un successo così ostinato.
In mezzo a tante nuove tipologie di auto la versione station wagon di Passat resta un punto di riferimento per le flotte. Design da ammiraglia e sicurezza al top. Cresce ancora la capienza del bagagliaio che sale a 650 litri.Silenzioso e parsimonioso il brillante TDI da 150 cv. Ed eccola, vestita di un’elegante livrea Harvard blu metallizzato  che rappresenta a sua volta un intramontabile classico cromatico. La linea è stata decisamente modernizzata e il fulcro del nuovo design è la larga calandra, che conferisce alla vettura un piglio aggressivo, figlio della prestigiosa matita del designer cult Walter de’ Silva. La linea di cintura è alta e tutto l’insieme è progettato per dissimulare dimensioni comunque importanti (è lunga 4,77 metri). A bordo si ritrova il classico lusso alla tedesca, fatto di materiali di ottima qualità e di una quasi maniacale attenzione all’ergonomia e alla sicurezza. Quest’ultima si concretizza, tra l’altro, nella frenata d’emergenza automatica quando si viaggia ad andature «urbane», nel riconoscimento dei pedoni, nell’assistenza alla guida durante la marcia in colonna e nel sistema che consente una visione a 360 gradi di ciò che avviene intorno all’auto.

aam16pp-Nuova-VW-Passat-Variant-un-classico-sempre-di-moda2Un motore per tutte le occasioni
A noi resta una delle poche operazioni non ancora appaltate ai computer, infilare la chiave e accendere il motore. Che nell’esemplare oggetto del test è un turbodiesel due litri da 150 cavalli, tra i più parchi nei consumi tra quelli a gasolio proposti dalla Volkswagen: la casa tedesca indica una percorrenza media di oltre 24 chilometri con un litro.
In attesa di verificare sul campo la sobrietà della Passat (che in versione 2015  pesa 85 kg meno della precedente) è d’obbligo un’ispezione del vano bagagli che, ovviamente, deve essere il pezzo forte di ogni station wagon che si rispetti. La capienza di base è di 650 litri, 47 in più rispetto alla versione precedente, ma abbattendo lo schienale posteriore ai bagagli si apre un mondo di spazio che, oltretutto, può essere sfruttato in modo molto razionale proprio grazie alla linea tradizionale che non fa sconti alle tendenze delle mode. Stabilito che con questa vettura potremmo fare un mini-trasloco, entriamo nel traffico. aam16pp-Nuova-VW-Passat-Variant-un-classico-sempre-di-moda3La prima cosa che salta all’occhio (e non potrebbe essere altrimenti) è il grande display posto tra contagiri e tachimetro. È a colori e ad alta definizione e offre tutte le informazioni possibili e immaginabili senza che si debba distogliere lo sguardo dalla strada.

Potente, sicura e affidabile
Il cambio manuale è impeccabile negli innesti (quello automatico richiede un sovrapprezzo di 2.500 euro), la ripresa favorita dalla coppia generosa del propulsore a gasolio. E quando ci si lascia il traffico alle spalle si gode dei benefici dell’insonorizzazione molto ben progettata e realizzata. La tenuta di strada è impeccabile ma questa, per una Passat, è una non notizia: le vetture che portano questo nome costruite dal 1973 fino a oggi sono ben 22 milioni, a dimostrazione della qualità insita in queste Volkswagen. In viaggio un pensiero a uno dei dati salienti della Variant, l’emissione di soli 107 grammi/chilometro di CO2. Un’ottima cosa per chi ha a cuore la salute della Terra, ma anche il termometro di consumi veramente ridotti all’osso.

La strada si fa tormentata, ma l’auto è più agile di quanto farebbero immaginare le sue dimensioni. Tutto sommato non si invidia più di tanto chi guida la Passat con il motore biturbo da 240 cavalli e la trazione integrale. Questa è pur sempre una vettura per lavoro e, si sa, con colleghi e campionario a bordo le velleità corsaiole passano decisamente in secondo piano. E poi la versione monstre della Passat va pagata a caro prezzo e in ogni azienda degna di questo nome il bilancio è una cosa seria…

Cura del dettaglio
Godiamoci dunque la straordinaria normalità di questa Variant e, mentre veleggia a velocità di crociera, gustiamo le tante raffinatezze dell’allestimento Highline: gli inserti decorativi sulla plancia sono in alluminio spazzolato, mentre i sedili sono rivestiti in alcantara e pelle. E sono pure riscaldabili, anche se in questa giornata di sole crediamo sulla parola all’efficienza di questa funzione.
La prova è quasi al termine. Resta da confrontarsi con il computer di bordo sui consumi: saranno o no confermati i mirabolanti 24 con un litro dichiarati dalla casa tedesca? Purtroppo no, in fondo sarebbe stato troppo bello. E poi le strade vere sono ben diverse da quelle in cui vengono svolti i test ufficiali. Ma quota 20 è davvero alla portata di tutti quelli che hanno un rapporto ragionevole con il pedale dell’acceleratore. Vi sembra poco? Chiedete a qualsiasi rappresentante e lui vi dirà che rispettare gli appuntamenti a quei ritmi di consumo nel comfort più totale non è roba da tutti i giorni.

aam16pp-Nuova-VW-Passat-Variant-un-classico-sempre-di-moda4Un benchmark per le flotte
“Sì, la Passat Variant ha superato l’esame della strada a pieni voti”, dice il compagno di viaggio con il quale ho condiviso la prova. E continua. “Devo parlarne al mio fleet manager. So che lui mi proporrà una vettura più piccola, in fondo io sono single e risparmiare sui costi di gestione è il suo mestiere, ma quello che lui non sa è che sono sì celibe, ma ho a carico uno spinone italiano, un simpatico cagnone da 40 chili. Basta far montare la rete «modello codice» (della strada) che divide lo spazio degli umani da quello dell’animale e potremo andarcene in giro in pieno relax”. Chiedete al cane se preferisce questa giardinetta o una delle tante crossover, hatchback, Suv, Cuv e acronimi vari.