Nuova Qashqai: l’evoluzione di un mito

di Paolo Artemi

imageDesign dalla linea slanciata per la seconda serie di un’auto che è già l’icona dei crossover medi. Più lunga a vantaggio dell’abitabilità. Tekna l’allestimento al top da sposare all’equilibrato 1.5 turbodiesel da 110 cv con trazione anteriore. Sistemi di assistenza alla guida di categoria superiore. Il problema più scottante da affrontare se si vuole arruolare nella propria flotta la nuova versione della Qashqai, la crossover di casa Nissan che ha il merito di aver rivoluzionato il modo di concepire l’auto media, è la scelta della versione. La scelta, infatti, spazia tra una ventina di possibilità, tra motori a benzina o a gasolio, differenti allestimenti e altre variabili assortite. Per chi è attento al prezzo è praticamente indispensabile bocciare fin da subito l’opzione della trazione integrale, dato che è disponibile solo per i modelli che si collocano al top della gamma. Ottima, quindi, la scelta di puntare sulla motorizzazione a gasolio da 1.461 centimetri cubi, che eroga una potenza di 110 cavalli, più che sufficiente per dare brio alla guida e affidarsi sui fondi viscidi delle stagioni invernali a una guida prudente e a un bel treno di gomme omologate per neve e fango.
Così con quello che si è risparmiato scartando l’altro propulsore a gasolio, quello che di cavalli ne eroga 130, ci si può permettere il più completo dei tre allestimenti proposti identificato nei listini dal nome Tekna. Tradotto in euro il ragionamento fissa l’asticella del prezzo a quota 27.990, ed è proprio con questo biglietto da visita che si presenta l’esemplare oggetto della prova.

Allesterno
Osservandolo si apprezza il lavoro dei designer, che hanno allungato di cinque centimetri, allargato e abbassato la vettura rispetto alla versione precedente, dandole ulteriore slancio. Una rapida occhiata al bagagliaio è sufficiente per promuoverlo: la capienza di base è di 430 litri, che possono diventare 1.530 rinunciando al divano posteriore. La prima presa di contatto con gli interni è positiva: la pelle che integra il tessuto nel rivestimento dei sedili è di buona qualità e anche la plancia è costruita con materiali di prima scelta. Dietro al volante, al centro del campo visivo di chi guida, c’è un display verticale che fornisce informazioni quali, per esempio, il mancato allacciamento delle cinture di sicurezza o l’imperfetta chiusura di una delle porte. In più ecco la prima chicca dell’allestimento Tekna: una telecamera legge i segnali stradali e li riporta sul display. Così i limiti di velocità, anche quelli più strampalati fatti apposta per consentire agli enti gestori delle strade di declinare le proprie responsabilità in caso di guai, sono sempre sott’occhio e ci si può regolare di conseguenza.

imageDotazioni tecnologiche
Il sistema multimediale di bordo ha invece come interfaccia uno schermo da sette pollici posto al centro della plancia, sotto le bocchette di aerazione. Una volta ingranata la retromarcia e iniziata la manovra per uscire dal parcheggio, è proprio dai sette pollici formato Lcd che arriva una palese giustificazione della cifra sborsata da

imagechi opta per una Qashqai in questa configurazione: si vede con chiarezza che cosa c’è davanti, dietro, a destra e a sinistra della vettura, e se la vista non basta trillano i sensori di prossimità.

Fa caldo, molto caldo. Il climatizzatore è rapido nel portare la giusta temperatura nell’abitacolo e piuttosto silenzioso. Nel frattempo la nostra (per un giorno) Nissan ha imboccato una statale dove dimostra fin da subito le sue doti di manegevolezza. Per tenerla decisamente allegra giova usare spesso la leva del cambio a sei marce, per sollevare il morale di chi guida basta rivolgere il pensiero ai 27 chilometri con un litro dichiarati dal costruttore. Con un certo ottimismo, secondo quanto abbiamo rilevato, ma senza perdere del tutto il contatto con la realtà delle strade italiane, fatta di tanto frequenti quanto indesiderati stop and go (ma dove saranno mai le strade sconfinate e libere degli spot televisivi?). I 20 al litro sono comunque perfettamente alla portata di chi guida più con il cervello che col piede e agli ultimi esponenti della tribù degli smanettoni farà piacere sapere che la velocità massima teoricamente raggiungibile è di 182 chilometri orari. Noi, invece, chiediamo al cruise control di stare prima sui 90 e poi, imboccata l’autostrada, sui fatidici 130.

Su strada
Le sospensioni sono ottime per l’uso stradale e questa constatazione fa ricordare che, a dispetto della faccia cattiva, la Nissan Qashqai in realtà è la versione contemporanea di quelle che una volta si chiamavano station wagon, prima ancora giardinette e, nella notte dei tempi automobilistici, familiari. Auto dalla vocazione concreta, insomma, che hanno come compito portare da un punto A fino a un punto B un agente o una famiglia con tutti i suoi bagagli. Sotto questo aspetto la portacolori del Sol levante è impeccabile. Se la legge dei crossover dice che per metà deve essere una fuoristrada meglio lasciar perdere: per chi pensasse di imboccare un tratturo, magari sotto una pioggia battente, non c’è trazione integrale che tenga, questa Nissan è stata pensata e costruita soprattutto per la strada intesa come nastro d’asfalto anche se all’occorenza si difende bene anche in fuoristrada.
Sì, a dispetto delle apparenze questa è un’auto che appartiene alla media borghesia delle quattro ruote e in quanto tale non dimentica che oggi la parola d’ordine che lega casa, ufficio e mezzi di trasporto è «connessione». Alla prova dei fatti il reparto multimediale non mostra pecche: il sistema è facile da usare anche da un “nativo analogico”, lo screen è touch e ben visibile anche in una giornata di gran sole, internet è a portata di un paio di clic…
Il navigatore ci ha condotti su una strada mista, con curve e controcurve. Il terreno ideale per apprezzare la cura dimagrante che ha fatto perdere alla nuova Qashqai quasi un quintale rispetto alla versione precedente: il saldo positivo alla prova della bilancia si traduce in un’agilità che viene oltretutto esaltata dalla leggerezza dello sterzo, con servoassistenza che può essere regolata su due livelli in funzione del tipo di guida. Buona l’insonorizzazione che tiene bene il campo fino a quando la lancetta del tachimetro non supera quota 110 ma questa Nissan si apprezza poi particolarmente nel momento in cui si deve frenare con vigore: l’impianto è potente e progressivo al punto di assicurare spazi di arresto da record per la categoria.

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Sicurezza al top
Se, poi, si ha un attimo di distrazione ecco entrare in scena il sistema di copertura degli angoli ciechi Safety Shield Plus, che allerta anche dell’eventuale presenza di oggetti (o persone) in movimento nelle vicinanze dell’auto. Al tramonto i fari si accendono da soli e in caso di pioggia i tergi sono avviati da un sensore. Insomma: tutto aiuta a concentrarsi solo sulla guida, compreso il rilevatore dell’attenzione del conducente, inesorabile cane da guardia contro i colpi di sonno. L’elenco della schiera di servomeccanismi potrebbe essere ancora lungo, ma per evitare ai lettori i colpi di sonno di cui sopra ci limitiamo ad aggiungere il sistema che capta e segnala le escursioni fuori dalla carreggiata o nella corsia opposta al senso di marcia.
Un’ultima annotazione di carattere cromatico. La vettura oggetto della prova vestiva una livrea bianco perla, molto elegante ma poco adatta alla nuova Qashqai. Perché, infatti, scegliere un’auto dalle linee così aggressive per poi nasconderle con un colore più adatto a una tranquilla berlina o a una piccola city car? Nella tavolozza predisposta dalla Nissan ci sono i ben più azzeccati «magnetic red», un rosso scuro che dichiara grinta da tutti i pori, e un blu brillante che non passa inosservato neanche nelle strade della movida più sfrenata. Non è ancora abbastanza? Cercate di prenotare uno dei 2.007 esemplari tirati in edizione limitata (dedicati all’anno di nascita del modello giapponese) con interni lussuosi e finiture cromate all’esterno. Costa 33.600 euro ma, in fondo, tutti i club esclusivi hanno delle rette salate…