Nuova Polo: non chiamatela “Piccola”

di Gianni Antoniella

Ma come sei cresciuta! Ma proprio tanto! È questo il primo pensiero che viene in mente quando ci si trova davanti alla nuova Polo, la sesta generazione della (ex) piccola Volkswagen. L’incremento delle dimensioni non è indifferente, perché rispetto alla generazione precedente (quella che sta per andare in pensione) la lunghezza è aumentata di 8 cm, per cui la nuova Polo supera i 4 metri (4,05 per l’esattezza). In questo incremento dimensionale è coinvolto anche il passo (la distanza fra ruote anteriori e posteriori) che è cresciuto di 9 centimetri per un totale di 2,56 metri: è migliorato quindi lo spazio nell’abitacolo sia per chi viaggia sia per i bagagli; ora il vano dedicato ha una capacità minima di 351 litri ovvero una misura sufficiente per il bagaglio di quattro/cinque persone. 

 

 

Di categoria superiore

Questa Volkswagen adotta la piattaforma MQB, lo stesso schema costruttivo, con motore anteriore trasversale, ad alta flessibilità che viene utilizzato anche per le Golf e su su fino all’ammiraglia Arteon. Tra i vantaggi di questa scelta c’è la possibilità di sfruttare anche per la “piccola” Polo la tecnologia che viene utilizzata sui modelli delle fasce superiori del mercato. Per cui sul nuovo modello sono a disposizione controlli e sistemi elettronici che le dirette concorrenti non hanno. Un vantaggio decisivo che, come dice Andrea Alessi, direttore del Marchio Volkswagen in Italia, “aiuta ad arricchire il prodotto, perché la missione della nuova Polo è quella di migliorare se stessa…”. E questo non è certo un compito facile, visto il successo raggiunto dalla Polo, “che in alcune zone d’Italia – è sempre Alessi che parla – è la vera rappresentante del marchio Volkswagen, più di Golf!”. 

 

Valore residuo

Questo modello ha un altissimo valore residuo e ciò ha consentito a Volkswagen Italia di non toccare le rate, per esempio, nel contratto chiamato Progetto Valore Volkswagen nonostante un ritocco, verso l’alto, dei prezzi di listino. A proposito del listino, la gamma della Polo in fase di lancio si articola su tre livelli di allestimento tutti motorizzati da propulsori a tre cilindri benzina aspirati o turbo. Le versioni “atmosferiche”, siglate MPI, hanno 65 e 75 cavalli. Quella con il turbo (TSI), invece, arriva a 95 cv. Abbiamo provato la nuova Polo sulle strade intorno ad Amburgo e le prestazioni sono da brillante citycar. Soprattutto quelle con motore aspirato. Verso la fine dell’anno arriveranno la 1.0 TSI, sempre tre cilindri, con 115 cv, l’interessante 1.0 TGI (a metano) da 90 cv e le due versioni turbodiesel 1.6 con 80 e 95 cavalli. A gennaio, infine, arriverà la GTI con un quattro cilindri turbo 2.0 da 200 cavalli. 

 

Allestimenti intelligenti

Abbiamo già accennato ai tre livelli di allestimento previsti per il mercato italiano. Quello d’ingresso, battezzato Trendline, è essenziale ma è studiato con una dotazione adatta alla clientela business, in abbinamento al motore a benzina da 65 CV e al diesel da 90 CV. Sulla Trendline sono previsti di serie 6 airbag, l’assistenza per le partenze in salita, la frenata automatica in caso di pericolo con riconoscimento dei pedoni e il rilevatore della stanchezza del conducente. L’allestimento intermedio (Comfortline) propone, fra l’altro, il climatizzatore manuale, cerchi in lega, autoradio e ricarica a induzione per gli smartphone. Il top è costituito dalla Highline che ha, oltre l’allestimento R-Line con particolari di stampo sportivo, la strumentazione digitale tipo Active Info Display.

 

 

Guarda anche il video: VOLKSWAGEN POLO – TEST DRIVE