Nuova BMW X3, un pieno di tecnologia

Chi si aspettava dalla nuova X3 un semplice restyling rimarrà piacevolmente sorpreso: lo Sport Activity Vehicle di BMW non solo si è dato dimensioni maggiori ed una linea slanciata, ma ha anche fatto il pieno di tecnologia ereditando ciò che di meglio si può trovare su X5 e sulla ammiraglia di Monaco di Baviera, la Serie 7.

I centimetri in più di lunghezza e larghezza la rendono più accogliente e capiente; l’elettronica di ultima generazione contribuisce ad aumentare l’efficienza complessiva della vettura e ad esaltare il piacere di guida, una “qualità” quest’ultima alla quale BMW ha sempre attribuito grande importanza.
Un design innovativo
Il “muso” allungato con il “doppio rene” sporgente, i fari rotondi stretti e a sviluppo orizzontale, le profonde nervature che attraversano le due fiancate, il bordo nero che dal paraurti anteriore si arrampica sui passaruota e corre sotto l’apertura delle portiere fino ai passaruota posteriori, il portellone con un doppio spoiler (in cima al lunotto ora meno squadrato e al di sotto dello stesso) sono gli elementi che caratterizzano il design della nuova X3 e che la avvicinano alla X5. L’impressione di un maggiore slancio dell’insieme deriva dalla migliorata aerodinamicità grazie anche alla riduzione di un centimetro dell’altezza.
Le accresciute dimensioni (4,65×1,88×1,66) regalano spazio ai passeggeri e migliorano la capacità di carico con un volume che va dai 550 ai 1.600 litri con i sedili posteriori reclinati. A proposito di questi ultimi, va sottolineato che sono divisi in tre segmenti (40/20/40) ripiegabili separatamente oppure insieme. Sul fondo e sui fianchi del vano bagagli sono presenti anelli per ancorare in modo sicuro le valigie, mentre esiste la possibilità di inserire una rete di divisione tra i posti del pilota e del passeggero anteriore rispetto al vano bagagli nel caso in cui si vogliano trasportare colli ingombranti.

Materiali di qualità
Entrando nell’abitacolo si percepisce il salto di qualità nell’utilizzo dei materiali di pregio: finiture in legno, sedili in pelle, climatizzatore automatico bizona, tetto panoramico in vetro. Ma torniamo all’abitacolo. Il volante è a tre razze attrezzato, il cruscotto sotto un’ampia palpebra che si estende fino al display del navigatore dispone di quattro indicatori rotondi (velocità e contagiri) con al centro in piccolo le indicazioni della temperatura esterna e dei chilometri totali e parziali. Il sistema di comando iDrive con il classico rotellone sul tunnel centrale dietro il cambio utilizza lo schermo da 8,8 pollici ad alta definizione del Control Display.

I motori
Tra le piacevoli sorprese che offre la nuova X3 troviamo i motori che in una fase iniziale di lancio sono solo due, uno a gasolio e l’altro a benzina. Il primo, particolarmente interessante per il mercato italiano, è l’esuberante 2 litri (xDrive 20d) a quattro cilindri con basamento in alluminio, turbodiesel ed iniezione diretta di gasolio Common-Rail che sviluppa una potenza di 184 cv a 4 mila giri e mette a disposizione una coppia massima di 380 Newtonmetri tra i 1.750 ed i 2.750 g/min. L’accelerazione è notevole (da 0 a 100 in 8,5”) così come notevole per questo tipo di mezzo è la velocità massima di 210 km/h. Grazie all’efficienza che deriva dall’applicazione del sistema EfficientDynamics i consumi dichiarati nel ciclo misto sono contenuti in 5,6 litri per 100 km (ovvero 17,8 km/l) con emissioni di CO2 di 149 g/km che scendono a 147 se si utilizza il cambio automatico ad 8 rapporti (optional nel 20d che ha di serie un manuale a 6 marce).
L’alternativa a benzina, l’xDrive 35i, è un potente 6 cilindri in linea con TwinPower, iniezione diretta di carburante e Valvetronic, con 306 cv ed una coppia di 400 Nm a soli 1.300 g/min. Accelerazione (da 0 a 100 in 5,7”) e velocità massima (245 km/h) straordinarie. 8,8 litri per 100 km nel ciclo misto ed emissioni di CO2 pari a 204 g/km. Entrambi i motori, naturalmente, sono Euro 5.
La funzione Start&Stop, abbinata anche al cambio automatico, in un primo momento sorprende per l’efficienza e per l’assenza di strappi o ritardi nelle fasi di ripartenza. La serie di accessori di aiuto alla guida è lunghissima: troviamo infatti il servosterzo elettromeccanico e come optional lo sterzo sportivo variabile, l’Head-Up-Dispaly che proietta davanti agli occhi del pilota i dati essenziali del viaggio (velocità e indicazioni del navigatore), la telecamera di retromarcia con Top View, una sorta di visione dell’alto dell’intera vettura, l’utilizzo di Internet a bordo, la regolazione in estensione e compressione degli ammortizzatori (Dynamic Damper Control), il tasto per modificare l’assetto della vettura (Driving Dynamic Control). Quest’ultimo è l’optional più interessante perché ci ha permesso, attraverso la scelta dell’assetto migliore in funzione delle condizioni del fondo stradale, di godere del massimo comfort sia sull’asfalto che sullo sterrato in assenza quasi totale di quel fastidioso rollio che di solito caratterizza i veicoli con una certa altezza dal suolo.

Su strada
La nostra prova infatti si è svolta lungo le strade che portano da Bari a Matera, in parte diritte in parte tortuose compreso un breve tratto sterrato per raggiungere una masseria isolata. La versione scelta è quella spinta dal 4 cilindri con 184 cv che, nelle previsioni degli stessi tecnici di BMW, sarà la più “gettonata” in Italia. L’impressione di guida è che la nuova X3 mostri sui percorsi misto-veloci le stesse qualità di una berlina di pari categoria. Merito della corretta ripartizione dei pesi tra l’asse anteriore e quello posteriore, del servosterzo elettromeccanico e soprattutto della trazione integrale xDrive che può intervenire sulle singole ruote con un sistema elettronico collegato al DSC (Dynamic Stability Control). Il temperamento vivace e l’elasticità del motore hanno esaltato il piacere di guida anche in condizioni difficili, mentre la capacità della trazione integrale di adattarsi alle condizioni di aderenza del fondo, unita ai dispositivi di assistenza alla guida, hanno garantito disimpegni facili anche nelle prove di un “off road” leggero.

Lascia un commento