Noleggio a lungo termine Arval: una crescita inarrestabile

di Gianni Antoniella

Partenza da record per Arval in Italia con oltre 170mila unità a fine marzo. Un trend molto positivo. Continuerà? Per lanciare uno sguardo sul futuro prossimo di Arval ci siamo rivolti a Gregoire Chové (foto in basso), direttore generale di Arval Italia

 

Come sta il segmento business?

“Bene, grazie! In questo inizio di 2017 sembra che le mutate regole fiscali non abbiano inciso sulle dinamiche del mercato delle auto aziendali. Il 2017 è partito bene, stiamo continuando a registrare un buon tasso di crescita e, nel mese di marzo, abbiamo raggiunto un traguardo storico, arrivando a contare oltre 170.000 veicoli finanziati nel mercato italiano”. 

 

Dopo il lancio del contratto “a medio termine”, in che direzione si muove la vostra strategia?

“Arval Mid Term Rental si inserisce nella strategia di Arval di proporre prodotti e servizi che soddisfino le esigenze espresse dai nostri clienti per una mobilità sempre più flessibile e integrata. L’ottimo riscontro che stiamo registrando con Arval Mid Term Rental ci conferma che questa è la strada giusta e, nel corso dell’anno, lanceremo nuovi prodotti che amplieranno la nostra offerta e che contribuiranno al piano di sviluppo che si dispiegherà nel corso dei prossimi tre anni. La mobilità, e con essa il settore dell’auto aziendale, sta trasformandosi rapidamente e il nostro ruolo sarà quello di accompagnare i clienti nella fase di cambiamento e di anticipare, laddove possibile, i loro bisogni”. 

 

Oltre le aziende, i professionisti e le partite Iva ci sono i consumatori privati, state pensando a qualche prodotto specifico per aggredire questo mercato oppure è tutto in mano alla politica e alle decisioni governative? 

“La scelta di aprire al mercato dei clienti privati non dipende in alcun modo dalle decisioni che vengono prese nelle sedi governative. Da almeno due anni, ormai, il settore del noleggio auto sta aprendosi a nuovi segmenti di mercato e quello dei privati rappresenta un target che presenta importanti opportunità, che stiamo osservando con molta attenzione. Ma per poter rivolgerci a loro in modo efficace, è necessario offrire un prodotto che sia costruito sulla base delle loro esigenze, che sono evidentemente diverse da quelle aziendali e che necessitano di analisi accurate. A breve, partiremo con un progetto pilota che coinvolgerà un numero definito di clienti selezionati e che ci consentirà di testare la nostra value proposition”. 

 

La composizione delle flotte aziendali italiane sta cambiando? 

“Quello che sta cambiando principalmente sono i bisogni manifestati dai fleet manager, che sempre più sono alla ricerca di consulenza e di supporto nella gestione delle loro flotte. Per quanto riguarda le car list, notiamo che le scelte dei clienti sono sempre più incentrate su alcune tipologie di veicoli, come i Suv e i crossover, rispetto a modelli più tradizionali come le berline o le station wagon. Inoltre, registriamo una sempre maggiore attenzione ai dispositivi di assistenza alla guida in dotazione ai veicoli, importanti soprattutto nell’ottica del miglioramento della sicurezza alla guida”.