Noleggio 2012: tiene il lungo, cala il breve

di Riccardo Celi

imageL’8 maggio scorso l’Aniasa ha presentato a Milano il suo 12° rapporto sulle attività 2012 delle aziende che operano nel noleggio e sulle prospettive per il 2013. Il quadro che ha tracciato il presidente, Paolo Ghinolfi, fotografa uno scenario complesso che vede il comparto del lungo termine, pur in presenza di innegabili segnali di criticità, mantenere sostanzialmente le posizioni del 2011 mentre, a causa della crisi, si assiste invece al retrocedere del breve termineIl fatturato complessivo del settore del noleggio nel 2012 s’è mantenuto (al netto delle attività di rivendita dell’usato) sostanzialmente invariato rispetto al 2011, registrando un marginale calo dello 0,7% a 5,019 miliardi di euro. Il numero di veicoli in flotta è diminuito dell’1,8% a 669.480 unità, ma a tale dato si arriva considerando un aumento dello 0,5% per il lungo termine (526.822 unità) e un calo dell’8% nelle flotte del noleggio a breve termine (142.658).

Anche il numero di nuove immatricolazioni riflette le difficoltà di quest’ultimo comparto, derivanti da una contrazione delle attività in tutti e tre i sub-settori (viaggi per lavoro, per turismo e “replacement” di veicoli), che registra una diminuzione del 22% a 91.805 esemplari contro il 10,9% del lungo termine (164.791). Leggera variazione, -3,6%, nel numero di dipendenti diretti, scesi a 7.050 unità complessive. Anche le prime indicazioni relative al periodo gennaio-marzo 2013 confermano il quadro sopra descritto. Il fatturato complessivo è risultato in crescita dello 0,4% (un dato che Aniasa, considerando l’andamento imagedell’economia nazionale, giudica “decisamente positivo”) e il parco circolante è rimasto pressoché invariato. Il dato più preoccupante è quello delle nuove immatricolazioni, complessivamente diminuite, nel trimestre, del 17,8%. Il comparto del noleggio a lungo termine accusa addirittura un -23%, indice inequivocabile del fatto che le aziende ricorrono alla proroga dei contratti in essere facendo invecchiare la flotta. I dipendenti diretti sono diminuiti del 5%, ma secondo Aniasa ciò è dovuto al fatto che alcuni punti vendita diretti si sono trasformati in indiretti. Lo scenario, tuttavia, potrebbe tendere al peggioramento per effetto dell’inasprimento della politica fiscale nei confronti dell’auto e, in particolare, delle vetture aziendali, penalizzate con modalità che non trovano riscontro negli altri maggiori mercati europei dove le percentuali di detraibilità dell’Iva e di deducibilità dei costi sono assai più favorevoli che in Italia. Ciò spiega anche come mai nel nostro Paese la percentuale delle auto aziendali sul totale immatricolato sia appena del 36% contro il 63% della Germaia, il 49% della Spagna, il 43% della Francia e il 55% della Gran Bretagna. Nel sottolineare che il governo Letta sembra più sensibile del precedente ai problemi che stanno ritardando la ripresa dell’economia italiana, il presidente Ghinolfi ha auspicato che il nuovo esecutivo riconosca l’importanza economica del settore auto proprio rivedendone l’intera fiscalità. In caso contrario, alla fine dell’anno in corso l’ingresso di nuovi veicoli nelle flotte aziendali potrebbe diminuire di oltre l’8% nei volumi, passando da 256mila a 235mila veicoli targati. Il presidente ha inoltre lanciato un vigoroso segnale d’allarme sul fenomeno dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, che ha raggiunto livelli insostenibili. Se la tendenza non si invertirà, ha dichiarato Ghinolfi, le aziende di noleggio potrebbero addirittura decidere di uscire dal settore pubblico, e a questo punto le amministrazioni sarebbero costrette ad acquistare direttamente i veicoli, peggiorando così i loro bilanci.

Il noleggio a lungo termine tiene…
Il rapporto Aniasa sottolinea che nel 2012, nuove immatricolazioni a parte, tutti gli indicatori del noleggio a lungo termine sono migliorati rispetto all’anno precedente. In particolare, il fatturato (riferito ai soli contratti di noleggio) è aumentato dell’1,8% sfiorando i 4 miliardi di euro, mentre la crescita è assai più significativa nel settore del remarketing dell’usato, che mostra un +11,5%. Risulta invariata la durata media dei contratti (43,8 mesi), con il consolidamento di una tendenza già in atto da tempo. In calo dell’1,1%, invece, la percorrenza media annua per veicolo, a conferma sia delle esigenze imagedi riduzione dei consumi da parte delle aziende (dovuti, però, anche al rallentamento delle attività imposto dalla congiuntura sfavorevole), sia dell’ottimizzazione dei percorsi aziendali ottenuta con il ricorso a strumenti telematici. I primi dati del 2013 (gennaio-marzo), sui quali possono aver pesato la cosiddetta “riforma Fornero” e il “decreto stabilità 2012”, confermano il quadro già emerso l’anno scorso: il fatturato e i veicoli in flotta sono cresciuti entrambi dell’1%, mentre sono in calo del 2% gli addetti.

…ma quello a breve soffre
Negli ultimi 10 anni, soltanto in due (2009 e 2012) s’è registrata una decrescita nel settore del noleggio a breve termine. Qui, al contrario di quanto è accaduto nel lungo termine, gli indicatori sono tutti negativi, come dimostra la tabella. In particolare, si segnalano il calo del fatturato e dei dipendenti, pari in entrambi i casi all’8% rispetto al 2011, e quello dei giorni di noleggio, in diminuzione del 9%. La perdita nelle nuove immatricolazioni, del 22%, si riflette nella consistenza complessiva della flotta, che ha perso 9.192 veicoli (circa l’8%). Il prezzo medio di ciascun noleggio, diminuito del 4%, non è dovuto a sacrifici tariffari da parte degli operatori, ma piuttosto all’ulteriore rimodulazione dei contenuti di servizio in chiave low cost che la clientela dimostra di gradire da anni. Anche nel noleggio a breve termine, le prime indicazioni trimestrali del 2013, anche se fotografano una situazione propria della parziale inattività che precede il periodo estivo, confermano le difficoltà: il giro d’affari e il numero di noleggi sono diminuiti del 3% e anche la durata media di ciascuno appare in calo, cosa che conferma la tendenza della clientela a vacanze più brevi. Significativi appaiono la diminuzione dell’8% dei noleggi nelle stazioni cittadine, tipica del renting relativo alla clientela business e “replacement”, e l’aumento del 3% dei noleggi aeroportuali attribuibili al turismo.

Profondo rosso per il fleet management
I servizi di fleet management hanno fatto registrare numeri preoccupanti, con un giro d’affari diminuito, nel 2012, di ben il 25%, risultato che si aggiunge al calo del 26% subito dal comparto nel 2011. Il numero di veicoli gestiti è sceso di 19mila esemplari. Tuttavia, a soffrire di più sembrano i gestori non “specialisti”, ossia le società di noleggio per le quali la gestione non costituisce il core business, mentre la quota del fatturato delle aziende “specialiste” è aumentata dal 27% al 30%. Le specialiste stanno potenziando i servizi consulenziali destinati alla costruzione, per esempio, della car policy aziendale, una tendenza che dimostra come le aziende del settore puntino a non limitare più alla semplice gestione della flotta l’offerta rivolta ai clienti.