Nissan Leaf: ancora più chilometri a emissioni zero

di Paolo Artemi

La Nissan Leaf che abbiamo provato è la versione Visia Acenta, quella più nuova e appetibile per le flotte aziendali. È lunga quattro metri e mezzo, ben proporzionata e, soprattutto, con la batteria agli ioni di litio carica al 100% da 30 kWh, fatto che, secondo quanto dichiarato dal produttore, dovrebbe garantire un’autonomia di 250 chilometri. 


Silenziosa e morbida

L’appuntamento per il nostro test drive è fissato alla «Stazione Garibaldi Fs Nissan di Milano», che si chiama così da fine 2015 dopo un accordo tra la casa giapponese e il Comune, che ha concesso gli spazi per una mega-installazione che presenta a migliaia di passeggeri l’elettrica Leaf e il nuovo modo di vivere in città con l’automobile viaggiando a emissioni zero. La sensazione di accelerare a decibel zero, ovvero nel più assoluto silenzio, è gradevole, nessun rumore profana la musica diffusa dal sistema audio e bisogna solo tenere a mente il fatto che pedoni e ciclisti non sono ancora abituati a non sentire arrivare un’auto. Meglio, quindi applicare il principio di precauzione e dare qualche colpetto di clacson mentre si veleggia verso Porta Venezia per svoltare a destra ed entrare nell’Area C, che per le auto elettriche è una free zone. Così attraversare il centro storico è un gioco da ragazzi.

 

Una business car per arrivare dappertutto

Ma è il momento di dare una risposta alla grande domanda: la Leaf può essere una buona scelta per un fleet manager? Sicuramente sì, se si riesce a pensare al di fuori dei vecchi schemi. Prendete un’azienda che ha una sede con tanti posti macchina e immaginate che come fringe benefit per i manager di primo livello offra non solo una macchina, la Nissan elettrica, ma anche una colonnina con cui ricaricarla mentre si lavora. L’auto ha un costo ragionevole e, nel caso di ordinazioni corpose, pure trattabile, mentre la corrente per far fare il pieno ai dipendenti più preziosi costa assai poco se si stipula un contratto con un gestore. Il risultato è un effetto positivo sull’immagine aziendale abbinato alla soddisfazione dei collaboratori. Oltretutto i watt che vanno a riempire le batterie si pagano da soli se si considera che le auto tradizionali non possono entrare nelle zone a traffico imitato come la milanese Area C e, dunque, per andarci, per esempio per un incontro di lavoro, ci vuole un taxi dal tassametro “fumante” che andrà poi ovviamente rimborsato.

Il tempo passa veloce al volante della Leaf ed è ora di tornare in stazione per restituirla. Peccato perché quando ci prendi la mano sembra di veleggiare sulla città agilmente grazie a uno sterzo molto preciso e leggero

 

GUARDA IL VIDEO: NISSAN LEAF – TEST DRIVE