L’89% delle imprese ha già introdotto veicoli BEV o Phev e il 73% prevede di ampliarli ulteriormente entro il prossimo anno. Lo studio dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Polimi

Nel 2025 il mercato Connected Vehicle & Mobility continua a crescere in Italia e secondo la ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle raggiunge un valore di 3,7 miliardi di euro (+14%), trainato dalla diffusione di veicoli connessi, dallo sviluppo delle Smart Road e dall’evoluzione dei servizi di mobilità intelligente. E il fleet manager segue questa tendenza. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano. Le auto connesse in circolazione sono ormai 18,8 milioni, oltre il 40% del parco auto nazionale, il 48% degli italiani ne possiede una e, tra questi, il 91% utilizza regolarmente le funzionalità smart disponibili. Oggi il 54% degli italiani vorrebbe utilizzare un’auto a guida autonoma, che rappresenta una leva strategica per la mobilità del futuro, con un potenziale di benefici sociali per il Paese fino a 6,1 miliardi di euro. In prospettiva, Robotaxi e Robosharing potrebbero ridurre fino al 90% i feriti nei servizi di mobilità e portare a 900.000 auto in meno nelle città entro il 2050.
Il mercato connected vehicle in Italia ha proseguito la sua corsa, crescendo di quasi 500 milioni di euro e arrivando a sfiorare i 3,7 miliardi di euro. In termini di diffusione, si registrano 6,5 milioni di auto nativamente connesse tramite SIM (+16% sul 2024), 1,7 milioni di veicoli commerciali e industriali connessi (+8%) e 10,6 milioni di box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (+1%). Il fleet management sta attraversando una trasformazione strutturale in cui sostenibilità, elettrificazione e digitalizzazione diventano elementi centrali della strategia. Il processo di elettrificazione è già molto avanzato: l’89% delle imprese ha introdotto veicoli BEV o PHEV e il 73% prevede di ampliarli ulteriormente entro il prossimo anno.
In questo scenario di trasformazione, la connettività si configura come il ponte imprescindibile tra l’asset fisico e l’efficienza operativa. Sebbene la quota di veicoli pienamente connessi si attesti solo al 27%, le funzionalità smart stanno già ridefinendo l’esperienza di guida e gestione: i sistemi ADAS (61%) e l’Infotainment (57%) dominano le dotazioni attuali, seguiti da soluzioni per la gestione di guasti e manutenzione (39%), e navigazione real-time (39%). La scelta di investire in veicoli connessi è guidata da priorità strategiche chiare: la sicurezza dei dipendenti (45%), l’ottimizzazione dei consumi (45%) e l’attivazione di nuovi servizi di manutenzione predittiva (36%). Per i prossimi cinque anni, le priorità di investimento dei fleet manager si concentreranno su un equilibrio tra rinnovo delle flotte e innovazione digitale: acquisto di nuove tipologie di veicoli (34%), sviluppo di servizi IT (33%) e potenziamento della telematica (24%).