Momento delicato per l’economia italiana

di Gian Primo Quagliano

I segnali di rallentamento della ripresa dell’economia italiana emersi nel secondo trimestre dello scorso anno hanno portato ad una crescita zero del prodotto interno lordo nel terzo trimestre 2018. Così dice la prima stima diffusa dall’Istat il 31 ottobre. Vista la tendenza negativa che emerge con chiarezza dai grafici e visto che non ci sono elementi per ritenere che il quadro sia cambiato alle preoccupazioni sull’evoluzione della nostra economia che hanno tenuto campo nella prima parte del 2018 se ne aggiungono altre. 

 

Segnali di rallentamento

È probabile che il dato sul quarto trimestre di quest’anno sarà negativo e negativo dovrebbe essere pure quello del primo trimestre 2019. E così saremmo ritornati in recessione. D’altra parte l’indicatore anticipatore del ciclo economico calcolato dall’Istat è in calo dall’ottobre 2017. All’economia italiana è venuto meno soprattutto il supporto della produzione industriale. La nostra attività manifatturiera è da circa un anno in una situazione di stagnazione e l’impatto sul Pil non si è fatto attendere. Difficile prevedere come evolverà questa crisi che arriva mentre l’economia mondiale è in piena espansione e quella dell’Unione Europea pure, anche se con tassi decisamente più contenuti di quelli che si registrano, ad esempio, negli Stati Uniti. 

 

 

Produzione industriale 

La produzione industriale nella lunga crisi iniziata nel 2008 è arrivata a perdere fino al 25,9%. Poi c’è stato un discreto recupero, una nuova discesa e una lentissima risalita che ha ridotto il gap sui livelli ante-crisi al 18,5%. Il fatto nuovo particolarmente significativo è però che dal secondo semestre 2017 è iniziata una fase di stagnazione con riflessi particolarmente pesanti sul prodotto interno lordo e sull’evoluzione sulla congiuntura economica del Paese. Non si può quindi escludere la possibilità che si apra una nuova fase di recessione dagli esiti al momento imprevedibili. 

 

Consumatori e imprese

Nella seconda metà del 2017 la fiducia dei consumatori ha fatto registrare un sensibile miglioramento portandosi su valori più elevati su cui sembra essersi sostanzialmente stabilizzata. Si può quindi dire che la fiducia dei consumatori tiene. Anche la fiducia delle imprese si è mantenuta sostanzialmente stabile nel 2017 e nel 2018, ma negli ultimi mesi cominciano ad emergere perplessità diffuse in quasi tutti i settori produttivi. Gli operatori economici avvertono che il sistema ha cominciato a perdere qualche colpo, e forse è in arrivo una nuova recessione.