Molte le vie dell’auto aziendale

di Mario Anzola

La prima possibilità che le imprese hanno avuto per disporre di autoveicoli è stata quella di acquistarli, ma nel tempo a questa soluzione se ne sono affiancate altre con caratteristiche profondamente diverse sul piano finanziario, fiscale e della gestione. La prima è stata il leasing finanziario, quindi il full leasing e poi il noleggio a lungo termine e il fleet management.

Il leasing si afferma verso la fine degli anni ’70. È una soluzione esclusivamente finanziaria. La società di leasing acquista l’auto scelta dall’azienda che paga un canone mensile e alla fine del contratto ha la possibilità di riscattare il veicolo corrispondendo una cifra in genere poco più che simbolica. Il canone è interamente detraibile e la normativa fiscale non pone limiti alla durata del contratto. Si fanno così leasing anche brevissimi (persino di qualche mese) e alla possibilità di ottenere un finanziamento per l’acquisto dell’auto si aggiunge un vantaggio fiscale non indifferente perché il costo dell’auto può essere dedotto in tempi molto più brevi del normale periodo di ammortamento.

Dal leasing all’outsourcing
La molla del vantaggio fiscale è molto efficace e favorisce un forte sviluppo del leasing finanziario. Ma il fisco vigila e finisce per fissare un limite minimo alla durata del contratto e così il beneficio si ridimensiona notevolmente. In parallelo si afferma sempre più anche in Italia la logica dell’outsourcing, cioè la politica delle aziende di privilegiare il core business (la loro specifica attività) e di decentrare a organizzazioni specializzate le funzioni non peculiari dell’azienda. Fa, così, la sua comparsa il full leasing. È una formula con la quale la società interlocutrice dell’azienda, direttamente o attraverso una sua partner, si assume oneri e costi della gestione del parco. A questo punto l’azienda utilizzatrice beneficia di auto in leasing che può riscattare al termine del contratto e ha anche decentrato ad una organizzazione specializzata le incombenze e le spese relative al parco. Come corrispettivo paga un canone mensile predeterminato che si aggiunge a quello del leasing finanziario. Restano, però, all’azienda gli adempimenti burocratici ed i costi relativi al riscatto dell’auto e alla vendita dell’usato. Il passo successivo è l’outsourcing anche per questi aspetti. E arriviamo al noleggio a lungo termine. Gli autoveicoli vengono scelti dalla società utilizzatrice, ma sono acquistati e restano di proprietà della società di noleggio a lungo termine. Il contratto non prevede infatti la possibilità di riscatto, ma pone costi e oneri di gestione del parco a carico della società di noleggio.

Fleet management
Una modalità ulteriore è il fleet management. In questo caso le auto sono di proprietà dell’azienda, ma oneri e costi di gestione vengono assunti da una società specializzata. È una forma di outsourcing parziale che, spesso, è una fase intermedia per passare al noleggio a lungo termine, ma che ha anche una sua autonoma valenza quando l’azienda vuole conservare in bilancio una posta relativa all’investimento in autoveicoli, questa formula potrebbe trovare buone possibilità di applicazione anche per le piccole imprese e i professionisti ancora legati al concetto di proprietà dell’auto.
Quelle che abbiamo elencato sono le soluzioni su cui una azienda oggi può  contare, non soltanto per disporre degli autoveicoli necessari per lo svolgimento della sua attivita, ma anche per avere autovetture da dare in benefit a dirigenti, quadri o altri dipendenti perche le utilizzino, anche per uso personale seguendo una dettagliata normativa civilistica e fiscale e le regole che la stessa azienda stabilisce. Negli articoli che seguono abbiamo esaminato in dettaglio le varie soluzioni, intervistando anche gestori di parchi auto aziendali per vedere che cosa succede nella pratica e per mettere in luce potenzialità e limiti delle diverse  “vie” all’auto aziendale nelle varie situazioni che possono verificarsi.

Altre modalità
Per completezza va detto che oltre a quelle indicate vi sono altre due modalità che una azienda può seguire per utilizzare autoveicoli per far fronte ad esigenze di mobilità legate alle sue esigenze operative. La prima è una soluzione molto antica ed è l’utilizzazione per viaggi aziendali di auto dei dipendenti a cui si corrisponde un compenso chilometrico determinato secondo una precisa normativa. La seconda possibilità è costituita dall’utilizzazione di auto in noleggio a breve in occasione di viaggi di lavoro, come auto sostitutive o per altre esigenze di carattere temporaneo. Vi è anche un’altra grande “disciplina” da studiare ed è il business travel, di cui sempre più spesso si occupano  i fleet manager tanto che Giovanni Tortorici, buyer flotte di Barilla, nel suo articolo sui premi per le flotte dice Non è un caso che esista già a livello europeo l’ European Travel Buyer Award che si interseca con il mondo del Fleet Management e che non sia difficile ritrovare Fleet Manager internazionali, specialmente nei paesi nord europei, che concorrono per i riconoscimenti del business travel. Di queste altre modalità e discipline non diciamo nei servizi che seguono dal momento che non presentano particolare complessità. Nei prossimi numeri di Auto Aziendali Magazine dedicheremo però spazio anche a queste soluzioni. L’auto del dipendente è una formula ancora molto usata in certe soluzioni. Noleggio a breve e business travel sono in forte sviluppo.

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