MOBILITYhub e il futuro della mobilità

di Rossana Malacart

L’evento ha messo a confronto i diversi operatori, le differenti esperienze e gli obiettivi per il futuro del mercato, sulla base delle diverse esigenze dei singoli protagonisti

“L’obiettivo di questo evento è stato mettere allo stesso tavolo i diversi attori della filiera: costruttori tradizionali e innovativi, dealer grandi e piccoli, noleggiatori, aziende importanti e start up, in uno spirito aperto, collaborativo e di condivisione”. Queste le parole di Matteo Cimagotto, Founder, socio e Business Development Manager di BTheOne Automotive, ad Auto Aziendali magazine, per spiegare la finalità dell’ edizione 2026 di MOBILITYhub, che si è tenuto lo scorso 12 e 13 marzo, la terza (dopo le precedenti edizioni milanesi) nella sede del Centro Congressi Move di Venezia, organizzato da BTheOne Automotive.

NETWORKING E CONDIVISIONE

La necessità di condividere esperienze, aspettative e strategie è stato il filo conduttore della due giorni: sia negli interventi dedicati al mercato e agli operatori del settore, sia in quelli solo all’apparenza estranei, come quello di Ernesto Sirolli, economista e politologo, esperto di organizzazione aziendale, che ha spiegato come l’innovazione delle aziende parta sempre dalle persone e dalle idee che riescono a
mettere in comune e a realizzare; un approccio tanto più urgente in uno scenario come quello attuale.

MERCATO E ASPETTATIVE

Partendo dall’assunto che l’automobile non è più (solo) un prodotto, ma un servizio, il futuro della mobilità passa attraverso nuovi canali di vendita e utilizzo, per esempio il noleggio a lungo termine, ma è anche fortemente condizionato dalla congiuntura economica. I livelli di vendita pre covid del settore automotive sono difficilmente replicabili. “Mancano 300 mila unità”, ha scandito Andrea Cardinali, Direttore Generale di Unrae ( Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), e “difficilmente in futuro torneremo ai livelli del 2019”. Il quadro generale è infatti mutato in modo impressionante: “l’endotermico sta scomparendo (pesa per il 10% del mercato), in favore delle motorizzazioni ibride. Tuttavia, per proseguire e portare a termine una completa evoluzione verso motorizzazioni sostenibili è necessario un quadro normativo certo e stabile, e infrastrutture collegate”, ha spiegato Cardinali, sottolineando come l’Italia sia partita in ritardo rispetto ad altri Stati in materia di sostegni economici, e le infrastrutture di ricarica non siano ancora adeguate

POLVERIZZAZIONE E MARGINI

In più, il settore è stato letteralmente travolto da una polverizzazione dei brand: si è passati in poco tempo da 39 a 49 marchi disponibili. E in una situazione di mercato in calo questo ha comportato una diminuzione delle vendite di vetture per singoli brand, dando vita ad una competizione price sensitive. Che si è accesa in una situazione di mercato caratterizzata da un rapido aumento dei prezzi dei fattori
produttivi. Il risultato è stato una compressione dei margini, che impone un cambio di strategie tra i diversi attori della filiera. Uno per tutti l’assistenza, sempre più aggregata e polarizzata per far fronte ai cali nel giro d’affari.

COMPRENSIONE RECIPROCA DELLE ESIGENZE

Alla luce di ciò “un evento come MOBILITYhub, in grado di mettere a confronto i diversi operatori, stampa di settore compresa, le differenti esperienze e gli obiettivi per il futuro del mercato, sulla base delle
diverse esigenze dei singoli protagonisti, ricopre una valenza importante, perché cerca di suggerire opportunità di crescita e risposte concrete”, ha sottolineato Cimagotto.