Mobility Plan, un’occasione per la crescita dei fleet manager

di Giovanni Tortorici

Oggi la mobilità aziendale viene vista in una prospettiva sempre più integrata, in cui il fleet manager deve farsi trovare pronto a condividere ambiti di attività e competenze con il mobility manager

La mobilità aziendale è sempre più importante per le imprese, che si trovano a valutare la gestione efficiente dei veicoli e la sostenibilità degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti.

L’argomento è stato reso ancora più rilevante dal decreto attuativo dell’11 maggio 2021 siglato dal Ministro della Transizione Ecologica e dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il quale ha reso obbligatoria la nomina del mobility manager aziendale e la redazione annuale del piano spostamenti casa-lavoro per le aziende aventi più di 100 dipendenti nella stessa sede, se questa è ubicata in un Capoluogo di Regione, in un Capoluogo di Provincia, in un Comune di una Città Metropolitana o comunque in un Comune sopra i 50.000 abitanti.

Pensare alla mobilità in maniera sistemica migliora:

• l’accessibilità della sede aziendale

• i costi aziendali

• il benessere ed il rendimento dei propri dipendenti

• l’immagine aziendale

• l’impatto sul traffico e quindi anche sull’ambiente

La redazione annuale del PSCL (Piano degli Spostamenti Casa Lavoro), necessaria per assolvere agli obblighi previsti dal Decreto Ronchi del 27/03/1998, ripresi dal Decreto Rilancio del 19/05/2020 e confermati dal Decreto Attuativo dell’11/05/2021, non è un’attività semplice, perché comporta la valutazione degli spostamenti dei dipendenti che non utilizzano mezzi prettamente aziendali. Probabilmente si apre un altro filone aurifero per la consulenza: il mobility management. Di conseguenza si prospettano anche soluzioni di outsourcing dello stesso. È però opportuno cogliere questa occasione per trasformare il Fleet Manager in un Mobility Manager.

LA FLOTTA COME ELEMENTO DI MOBILITÀ

Adottare una prospettiva focalizzata sulla mobilità aziendale non significa sminuire l’importanza di una gestione efficiente della flotta. Proprio dal rapporto tra mobilità e flotta si può partire per sviluppare un armonico piano di mobilità. Ma cosa è un piano di mobilità (mobility plan)?

Molto spesso si sente parlare di PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), un piano strategico che si basa sugli strumenti di pianificazione esistenti e tiene in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare, oggi e domani, le necessità di mobilità delle persone e delle merci  con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni. Le politiche e le misure definite in un PUMS devono riguardare tutti i modi e le forme di trasporto presenti sull’intero agglomerato urbano, pubbliche e private, passeggeri e merci, motorizzate e non motorizzate, di circolazione e sosta. È però necessario un concetto più esteso di “Mobility Plan” rispetto al PUMS, che fornisca anche una base metodologica per arrivare al piano stesso.

IL PIANO DELLA MOBILITÀ

Il piano della mobilità è un insieme di misure volte ad ottimizzare gli spostamenti per le attività lavorative: spostamenti casa-lavoro, trasporto di merci, viaggi di lavoro, ecc. Poiché l’obiettivo di questo piano è ridurre le emissioni inquinanti ed il traffico stradale, l’accento è posto sul fornire adeguate alternative alle auto private ed aziendali. Questo piano fa parte di una strategia ambientale sostenuta dalle autorità pubbliche. Sono necessari diversi passaggi per l’elaborazione del business travel plan: diagnosi, piano d’azione, piano di finanziamento, stesura di un programma per la realizzazione delle azioni e procedure di monitoraggio e aggiornamento. Partiamo dall’assunto che esista una Car Policy e la relativa Car List.

Un’analisi dei dati della flotta può evidenziare qualche probabile miglioria da apportare, in fase di assegnazione della vettura aziendale in funzione della destinazione d’uso. Se fossero disponibili i dati di consumo e quindi di emissioni di ciascuna vettura, si potrebbe disporre di un‘ottima base di partenza per cercare di ottimizzare al meglio la flotta e creare le basi per una Car List che diventa sempre più precisa e tagliata su misura per l’azienda. La flotta risulta quindi essere un punto di partenza per la redazione del Piano della Mobilità, con il vantaggio di poter contare su elementi chiari e misurabili che sono facilmente utilizzabili come base per l’intero piano.