È mobile l’ufficio degli agenti di commercio

di Ermanno Molinari

imageL’auto è un bene strumentale fondamentale per l’esercizio della professione di agente di commercio. È questa la ragione per la quale la normativa tributaria  prevede per queste auto un trattamento particolare. L’obiettivo delle associazioni del settore è però quello di migliorare la fiscalità per le auto e, soprattutto, quello di sviluppare a favore degli agenti servizi di consulenza e di informazione per la scelta dell’autoNel nostro Paese attualmente sono quasi 280.000 e concorrono ogni anno con la loro attività alla realizzazione del 6% del Prodotto Interno Lordo. Si tratta degli agenti di commercio, lavoratori autonomi che svolgono un’importante funzione di collegamento tra imprese ed organizzazioni della distribuzione. Per la grande maggioranza di loro, l’autovettura costituisce il bene strumentale più importante per l’esercizio della professione. Proprio per questo, a favore degli agenti regolarmente iscritti alle Camere di Commercio e che fanno parte dell’albo professionale (ex Legge 204/1985) la normativa tributaria nazionale prevede per la gestione delle loro autovetture disposizioni molto meno sfavorevoli di quelle relative alle auto delle aziende o di esercenti di altre professioni.

Auto come ufficio mobile
“Per l’agente l’auto ha un’importanza fondamentale – dice Claudio Demozzi, presidente di Sna Servizi, sindacato nazionale degli agenti di assicurazione – e rappresenta nei primi anni di attività l’investimento principale”. “L’automobile è l’ufficio dell’agente di commercio – aggiunge Darwin Villa, membro della Giunta di Fnaarc di Milano, federazione nazionale delle associazioni degli agenti di commercio – uno strumento di lavoro indispensabile, senza il quale è praticamente impossibile svolgere l’attività. imageL’investimento per l’auto per un agente è notevole, soprattutto quando è all’inizio dell’attività, poi c’è il problema del difficile accesso al credito e quello dei costi di gestione dell’auto che incidono notevolmente”. Ed anche per Giuseppe Coppola, vicepresidente nazionale di Federagenti, federazione nazionale degli agenti di commercio, “l’autovettura è un vero e proprio ufficio mobile, in particolare per quegli agenti – circa il 90% del totale – che operano in forma individuale e non invece societaria. Nel conto economico a regime di un agente di commercio, l’auto incide mediamente per almeno il 20% tra spese di manutenzione, assicurazione, pedaggi e bollo. A ciò si aggiunge il carburante, basti pensare che mediamente un agente di commercio italiano percorre circa 60.000 chilometri all’anno. Con un consumo medio annuo di carburante di 5.000 litri, l’aumento di chi ha la macchina a gasolio nel triennio 2010/2013 è stato di circa 2.625 € (dal 2010, il gasolio è aumentato di 0,525 cent/litro); mentre per chi ha la macchina a benzina l’aumento è di circa 2.385 € (dal 2010, la benzina è aumentata di 0,477 cent/litro). In media, pertanto, un agente di commercio spende solo in carburante circa 9.000 € l’anno”.

Vetture prevalentemente in proprietà
Se l’auto incide in modo così significativo sui costi degli agenti di commercio, grande rilievo hanno anche le modalità e le condizioni di acquisto di quello che è il bene strumentale più importante per l’esercizio della professione. “L’acquisto in proprietà dell’auto – dice Darwin Villa – è sempre stata la modalità più diffusa tra gli agenti di commercio. In passato aveva avuto un certo successo la formula del leasing, ma attualmente questa scelta di acquisizione dell’auto è diventata piuttosto rara. I finanziamenti di banche e di società finanziarie sono spesso più convenienti, soprattutto perché hanno costi minori: per esempio non prevedono il costo del passaggio di proprietà al termine della locazione, oltretutto la fattura è interamente fatta all’agente che così scarica subito l’Iva”. Analoga è l’opinione di Claudio Demozzi: “negli ultimi anni nelle scelte degli agenti per l’auto prevale imagel’acquisto diretto, mentre negli anni scorsi era molto diffuso il leasing. Certo la situazione cambierebbe se fosse eliminato il limite di detrazione delle rate del leasing e del costo ammissibile per l’acquisto, così come nel caso del noleggio a lungo termine il suo utilizzo da parte degli agenti si svilupperebbe se fosse prevista la detrazione totale dei canoni”.

Percorrenze chilometriche medie
Le scelte della modalità di acquisto dell’auto da parte degli agenti, normalmente, tengono in considerazione le percorrenze medie che possono variare molto a seconda della zona operativa e del settore merceologico dell’attività. In generale, maggiore è la percorrenza più convenienti risultano leasing e noleggio a lungo termine, come è il caso di chi ha percorrenze medie annue superiori ai 50.000 chilometri. “Gli agenti di commercio che – conferma Giuseppe Coppola – percorrono molti chilometri e cambiano più frequentemente l’auto sono quelli potenzialmente più interessati al noleggio a lungo termine. Permane però, nel caso del noleggio a lungo termine, la scarsa convenienza in termini di trattamento fiscale che, per gli agenti di commercio, fissa un massimale di deducibilità di 3.615,2 euro per anno per la parte di canone relativa al solo noleggio dell’auto, senza quindi il costo di voci imageaggiuntive come assicurazione, bollo, ecc…”.  

Deducibilità fiscale all’80%
E proprio la normativa fiscale per l’auto in vigore nel nostro Paese, notoriamente penalizzante rispetto a quella delle maggiori nazioni europee, rappresenta anche per gli agenti di commercio un elemento di criticità. “Per gli agenti di commercio – dice Darwin Villa – la normativa tributaria nazionale prevede la possibilità di una deducibilità fiscale per l’auto all’80%. Ciò è anche dovuto anche alle battaglie di Fnaarc, che è riuscita a preservare questa possibilità anche quando le recenti manovre finanziarie intendevano abolirla o ridurla. In effetti, quella degli agenti di commercio è una delle poche categorie che può usufruire di una deducibilità per l’auto. Un problema è però rappresentato dal tetto sull’importo auto deducibile, che si ferma a 25.822,84 euro. In altre parole, la deducibilità si applica solo fino a questo tetto e non sulla parte del prezzo che lo supera e questo è un grosso problema per gli agenti che utilizzano di norma auto di grossa cilindrata, proprio per esigenze di lavoro. Il tetto di 25.822,24 euro andrebbe quindi ritoccato verso l’alto. E questa è una richiesta che la Fnaarc ha portato più volte all’attenzione del Legislatore”. “Già nel recente passato – dice Giuseppe Coppola – abbiamo chiesto, purtroppo inascoltati, ai Ministeri dell’Economia e delle Finanze, delle Infrastrutture  ed ai Presidenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato un provvedimento che consentisse la detrazione del 100% dei costi legati all’autovettura o comunque permettesse di innalzare l’attuale percentuale di detrazione dell’80% o di aumentare la soglia di costo deducibile (25.822,84 euro) ad almeno 40.000 euro. Quelli in vigore sono limiti fissati da ormai 20 anni e dovrebbero essere assolutamente ritoccati, contribuendo così da un lato ad una ripresa del mercato delle autovetture  e dall’altro a dare una boccata di ossigeno alla nostra categoria”.

Più informazione sulla scelta delle auto
L’auto per gli agenti rappresenta, come abbiamo visto, un tema molto importante e le associazioni professionali devono necessariamente fare fronte alle istanze degli associati su questo argomento, sia in termini di consulenza che di informazione ed orientamento nelle scelte. “Attualmente – dice Demozzi – non forniamo agli agenti alcuna consulenza sulla gestione della autovettura, ma in futuro ciò sarebbe auspicabile. Ai nostri associati servirebbero soprattutto specifici canali di informazione su prodotti, soluzioni e servizi per le auto”. Diversamente, Fnaarc ha da tempo attivato un servizio di consulenza a favore dei propri soci. “A volte riusciamo a sottoscrivere – dice Villa – convenzioni con case automobilistiche che prevedono condizioni vantaggiose per gli agenti, oppure diamo consigli agli agenti per la parte finanziaria. imageA Milano per esempio proponiamo anche il servizio Fidicomet di Confcommercio Milano, che è in grado di assistere il nostro associato nel rapporto con le banche, offrendo le garanzie richieste per la concessione del prestito per l’acquisizione dell’auto”. “Presso le nostre sedi sul territorio nazionale – dice Giuseppe Coppola – uno degli aspetti più richiesti ai nostri esperti fiscali è proprio la consulenza sui costi dell’automobile, ma certamente poter contare su canali di informazione professionali, su una informazione seria e trasparente da parte di esperti del settore, sarebbe un’opportunità accolta molto positivamente dagli agenti di commercio”.

Contributo alla mobilità sostenibile
Consulenza sul tema dell’auto per gli agenti di commercio significa anche contribuire, almeno in parte, a promuovere la mobilità sostenibile, sia favorendo la scelta di vetture sicure e con emissioni contenute che, ulteriormente, consigliando specifiche soluzioni per il miglioramento complessivo delle condizioni di mobilità degli agenti. Ciò anche in mancanza, spesso, della dovuta attenzione da parte delle Pubbliche Amministrazioni alle esigenze di mobilità della categoria. “Alcune formule di mobilità – dice Giuseppe Coppola – adottate finora per la mobilità sostenibile, in particolare le politiche di tariffazione e pedaggi, il  park pricing e le ZTL, penalizzano oltremodo gli agenti di commercio, in primis quelli con un campionario voluminoso (penso al settore del “Pronto Moda”) o di particolare valore (settore preziosi, oreficeria ecc.). Né, del resto, altre soluzioni quali  car sharing, car pooling e trasporto a chiamata possono essere applicate alla nostra categoria vista la specificità della professione”.