Miracolo: la ripresa accelera (così dicono)

di Gian Primo Quagliano

Parrà strano ma il calo dei prezzi per l’economia è un male di gran lunga peggiore dell’inflazione. Tecnicamente il fenomeno si chiama deflazione  ed è una piaga che quando si presenta è molto difficile da curare. Il pericolo della deflazione incombeva sull’Italia, ma da qualche mese sembra scongiurato: i prezzi hanno ripreso lentamente a salire


La lunga strada della ripresa 

È un segnale di ritorno alla normalità che si aggiunge ai dati abbastanza positivi che vengono dal prodotto interno lordo. Indicazioni moderatamente positive vengono dall’industria che sta continuando nel suo cammino di ripresa dopo la stangata della crisi che nel periodo più nero aveva ridotto i livelli della produzione fino al 26%. E qualche segnale positivo viene anche dal mondo del lavoro. Il tasso di disoccupazione è significativamente in calo. Certo i consumi sono ancora molto depressi (automobili a parte), ma gli ultimi dati dell’Istat dicono che in maggio il clima di fiducia delle imprese e dei consumatori è in ripresa. E la fiducia è il carburante essenziale per la ripresa. Ma la fiducia non basta, perché la nostra economia possa accelerare occorrerebbe quella politica economica finalizzata alla crescita che la nostra appartenenza al sistema dell’euro non ci consente di adottare almeno fino a quando non troveremo la forza (e le alleanze) per dire a chi oggi comanda nella UE che le regole del gioco vanno cambiate. 

 

 

Produzione industriale 

Ad aprile l’indice destagionalizzato della produzione industriale fa registrare un calo dello 0,4% rispetto a marzo. Rispetto allo stesso mese del 2016, al netto degli effetti di calendario, l’indice è invece aumentato dell’1%, che non è certo un incremento significativo se si considera che rispetto ai livelli ante-crisi restano ancora da recuperare 22 punti percentuali. La tendenza è comunque positiva e tale dovrebbe mantenersi anche nel prossimo futuro. Tra l’altro nei primi quattro mesi dell’anno si registra una crescita nel fatturato dell’industria del 4,6%, mentre per gli ordinativi la crescita è del 6%. Interessante constatare che negli ultimi anni un apporto importante al recupero della produzione industriale, che era arrivata a perdere fino al 26%, è venuto dal settore della costruzione di mezzi di trasporto che anche nel 2017 si mantiene abbastanza dinamico in quanto nel primo quadrimestre fa registrare un tasso di incremento del 3,5% contro una crescita dell’intero settore industriale dell’1,5%. Il fatto che l’industria sia in recupero è importante perché quello italiano è il secondo sistema manifatturiero d’Europa. 

 

Occupazione  

In aprile il tasso di disoccupazione è sceso dall’11,5% di marzo all’11,1%. Per trovare un dato migliore bisogna risalire alla prima metà del 2012. Il tasso di disoccupazione giovanile non accusa però alcun miglioramento e in aprile resta fermo al 34%. 

 

Prodotto interno lordo 

L’Istat, dopo aver comunicato il 16 maggio che il Pil nel primo trimestre era aumentato dello 0,2%, quindici giorni dopo ha rettificato il tiro raddoppiando addirittura il tasso di incremento: +0,4%