Mini Countryman, nuove grandi ambizioni

di Roberto Mazzanti

Lo stile inconfondibile è rimasto, l’immagine che trasmette è immutata, in realtà però Mini Countryman, SAV compatto a marchio Mini by BMW, oggi si propone in versione profondamente rinnovata e soprattutto cresciuta nelle dimensioni, nella potenza dei suoi motori, nella tecnologia (con l’esordio di una versione ibrida plugin) e nel comfort. Ha conservato quella personalità che le ha consentito di farsi largo nel difficile segmento delle compatte raggiungendo 67 mila unità vendute dal 2010 ad oggi con incrementi annuali sempre a due cifre. La prova organizzata da Mini per Auto Aziendali Magazine si è svolta lungo un percorso collinare, molto tortuoso e ricco di saliscendi, da Bologna a Vignola per proseguire poi su strade secondarie di campagna fino a un agriturismo in provincia di Parma.

 

   

La seconda generazione  

A evidenziare il salto generazionale di Mini Countryman è la prossima versione ibrida plug-in che promette consumi ridottissimi (2,1 litri per percorrere 100 km) e un’autonomia in solo elettrico di ben 40 km. Al TwinPower turbo benzina a 3 cilindri di 1.5 litri e 136 CV si affianca il propulsore elettrico da 88 CV collocato sull’asse posteriore e così alla trazione anteriore collegata al motore termico si aggiunge quella delle ruote posteriori mosse dal propulsore elettrico: una soluzione affidabile ed ecologica. Le accresciute dimensioni della nuova Countryman, che ora raggiunge i 4,30 metri di lunghezza (+20 centimetri rispetto alla versione precedente) vanno soprattutto a vantaggio di chi siede dietro e della capacità del bagagliaio (450 litri che possono salire a 566 semplicemente facendo avanzare di 13 cm i sedili posteriori). Il massimo della capienza per i bagagli (1.390 litri) si raggiunge a sedili posteriori abbattuti.   

 

Propulsori moderni 

Novità importanti anche sul fronte dei motori che sono di ultima generazione interamente in alluminio. La scelta è tra due benzina (tre cilindri TwinPower turbo da 136 CV e 4 cilindri sempre turbo di 2 litri da 192 CV) e altrettanti diesel (2 litri TwinPower turbo di 150 e 190 CV). Leggeri e performanti, uniscono vivacità a bassi consumi e garantiscono un elevato piacere di guida. Sorprendente il 3 cilindri di soli 1.5 litri con 136 CV: nessuna vibrazione del motore, ripresa brillante anche da un basso numero di giri, nessun buco di potenza. Il tutto accompagnato da consumi più che onesti: 18,2 km con un litro di benzina nel ciclo misto, velocità massima di poco superiore ai 200 all’ora, appena 9,6” per passare da 0 a 100 km/h. 

 


Grinta e funzionalità  

Il look della nuova Mini Countryman è sportivo ed è accentuato dall’ampia griglia cromata e dal paraurti anteriore con la fascia nera che ingloba i due fendinebbia. Le fiancate larghe e le vistose protezioni per i passaruota trasmettono l’idea di robustezza, mentre il portellone ora dispone di apertura elettrica (senza mani) e di chiusura automatica, ma va sottolineata soprattutto la soglia di carico non troppo alta (67 cm) che non costringe a operazioni faticose di sollevamento dei bagagli. Per tutte le versioni il cambio di serie è un manuale a 6 marce, ma sono disponibili come optional gli automatici a 6 e 8 rapporti. Di buon livello l’insonorizzazione e ampia l’apertura delle portiere che rendono agevole l’accesso a bordo. L’abitacolo non solo è confortevole, ma anche lussuoso come ci si aspetta da un modello dichiaratamente Premium. Comodo l’Head-up display a colori che proietta su un piccolo schermo trasparente davanti agli occhi del pilota i dati di velocità e le indicazioni del navigatore. Al centro della console troneggia il classico schermo rotondo di grandi dimensioni con navigatore touch screen. La seduta è leggermente sopraelevata per favorire una perfetta visione della strada; i sedili hanno fianchi pronunciati per un buon contenimento in curva. 

Guarda anche: MINI COUNTRYMAN – TEST DRIVE