Mercedes GLK 200 CDI, solida eleganza

I designer di Mercedes-Benz non rinunciano alle linee squadrate tipiche del Suv compatto della Casa di Stoccarda, il GLK, che un certo scalpore suscitò al suo debutto in un mercato ricco di concorrenti dall’immagine “morbida” e arrotondata. Il restyling, al quale il modello è stato sottoposto a tre anni di distanza dalla commercializzazione, non tocca in alcun modo la linea: spigoli e nervature restano immutati.

Di nuovo ci sono alcune motorizzazioni e soprattutto le versioni con la sola trazione posteriore che si rivolgono principalmente alla clientela interessata ad un uso urbano del modello.

Per sfruttare fino in fondo le qualità di compattezza (4,53×1,84×1,69 le dimensioni) e di agilità di questo Suv, a Stoccarda hanno pensato di creare una versione entry level con la sola trazione posteriore in modo da contenere i prezzi di listino (si parte da 35 mila euro) ed i costi di gestione. Tra i motori che rientrano in questa nuova filosofia spicca il 200 CDI da 143 cv, propulsore con la medesima cilindrata (2.143 cc) del 220 CDI ma depotenziato da 170 a 143 cv appunto, con benefici effetti sui consumi (sfiora i 18 km/l nel ciclo misto) e sulle emissioni di CO2 (153 g/km), un dato quest’ultimo sorprendente se si considera che il mezzo pesa 1.790 kg.

Suv indenni da crisi
Il mondo dei Suv e dei fuoristrada non ha risentito, se non in minima parte, della crisi che attanaglia il mercato dell’auto in Italia a partire dalla fine degli incentivi statali: è una categoria che rappresenta il 13% delle immatricolazioni totali e che viene considerata interessante da una fetta consistente di utenti conquistati dalla solidità di questi mezzi, dal piacere di guida in posizione sopraelevata (con straordinaria visibilità della strada), dalla maneggevolezza legata alle dimensioni compatte. Suv e fuoristrada in altre parole sono stati “scoperti” anche da un pubblico femminile che li utilizza per lo shopping o per portare i figli a scuola, per nulla in imbarazzo per l’ingombro del mezzo. Vince su tutto il senso di sicurezza e di praticità che questi veicoli regalano a chi li guida.
GLK allarga la sfera dei clienti
In un certo senso Mercedes ha “fatto uscire” il GLK dal ristretto recinto dei fuoristrada “doc” in grado di affrontare l’off road più impegnativo che piacciono tanto agli specialisti (e nella gamma GLK sono rimasti i motori performanti a 4 e 6 cilindri nonché la trazione integrale 4MATIC) per consegnarlo ad un pubblico più vasto che vede in questo mezzo non solo il fascino della Stella, ma la robustezza e la praticità di un veicolo adatto a tutti gli usi. Condizioni essenziali per la riuscita dell’operazione: prezzo d’acquisto non proibitivo e costi di gestione contenuti. E va detto subito che Mercedes-Benz sembra avere centrato in pieno l’obiettivo.La nostra prova ha come protagonista l’inedito GLK 200 CDI a trazione posteriore, la vera novità di questa operazione-restyling. Parliamo subito del motore, e cioè il 4 cilindri turbodiesel di 2.143 cc con 143 cv: non v’è dubbio che i dati cronometrici siano più che adeguati alla mobilità dei giorni nostri. Ciò che sorprende è la brillantezza della guida che il GLK 200 CDI regala: grazie ad una coppia massima di 350 Nm lo sprint è assicurato anche a partire da un basso numero di giri senza essere costretti a fare frequente ricorso al cambio (un efficiente manuale a 6 marce). Chi volesse   farsi un bel regalo, potrebbe scegliere come optional l’automatico 7G-Tronic che ha innesti morbidi ed una tendenza ad utilizzare appena possibile le marce alte con benefiche ricadute sui consumi.

Più di 17 km con un litro
Tra i modelli della sua categoria (e peso) GLK 200 CDI ha pochi concorrenti in tema di consumi ridotti: nel ciclomisto con un litro di gasolio percorre 17,2 km ed emette solo 153 g/km di CO2. Si fanno sentire gli effetti della sola trazione posteriore che incide decisamente meno sui consumi di quella integrale 4Matic. Non siamo a livello di una city-car, ma ci avviciniamo molto ed il dato sorprende considerando la mole e la consistenza di GLK.
Detto della notevole elasticità di marcia, una nota ulteriore di merito va riconosciuta alle sospensioni che riescono a tenere sotto controllo con efficacia le irregolarità del fondo stradale. L’assetto è buono ed il rollio in curva non eccessivo a patto che ci si ricordi di essere su una vettura dal baricentro alto. Il 4 cilindri non vibra ed è silenzioso; assenti anche quei fastidiosi fruscii aerodinamici che di solito accompagnano vetture di questa mole. In sostanza siamo alle prese con un comfort generale che ha poco da invidiare rispetto ad una berlina di categoria medio-alta.

Abitacolo confortevole e spazioso
Nessun ritocco evidente alla carrozzeria che conserva tutti gli spigoli e le nervature originali. Per il mercato italiano sono stati predisposti due allestimenti (Sport e Premium), che si differenziano per il diverso numero di lamelle cromate della calandra con al centro una vistosa Stella a tre punte. La vettura della nostra prova in versione Sport ha un assetto ribassato di 20 millimetri, fendinebbia cromati e cerchi in lega a 10 razze da 19 pollici. Colori sobrii delle poltrone, volante multifunzione a tre razze, quadro strumenti sportivo, sedili anteriori regolabili elettricamente, sistema audio 20 con lettore CD, Mp3 e Bluetooth. Ai massimi livelli le dotazioni di sicurezza attiva e passiva: sistema PRE-SAFE che predispone i freni ad un arresto d’emergenza; poggiatesta anteriori attivi NECK-PRO; sospensioni Agility Control; 7 airbag e cellula dell’abitacolo ad alta resistenza.
Pur non avendo una spiccata vocazione all’off road, la versione Sport di GLK 200 CDI può essere equipaggiata senza sovrapprezzo con il pacchetto Offroader che esalta lo stile fuoristradistico: protezione antincastro anteriore e posteriore in nero; protezioni tecniche in materiale sintetico nei paraurti; pedane laterali in acciaio e cerchi in lega da 17”. Per chi invece pensa di avventurarsi in un fuoristrada vero e proprio esiste un pacchetto tecnico Offroader Pro con diverse funzioni per favorire le massime prestazioni su ogni tipo di fondo: dal dispositivo ausiliario per la guida in discesa ai punti d’innesto del cambio automatico, Esp con tarature specifiche, altimetro e registrazione della rotta. Un menù particolarmente ricco per chi ama l’avventura.

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