Mercedes-Benz T: lo spazio prima di tutto

di Enrico Rondinelli

imageUltimamente il mercato automobilistico si trova di fronte ad un nuovo cambiamento nei gusti del pubblico, sempre più vicini alle Crossover ed alle MPV. Come in passato, assistiamo a nuove tipologie di auto che conquistano il mercato soppiantando carrozzerie più classiche, come le station wagon. Proprio nel segmento delle familiari  Mercedes-Benz è stata pioniera, con il lancio della versione T, che alla fine degli anni ’70 diede vita a questo fortunato segmento di mercato.
La serie W123 introdotta nel 1976, permise a Mercedes di consolidare la sua offerta di berline dalla meccanica indistruttibile, sicure ed efficienti; la qualità costruttiva era garantita sia nella carrozzeria – zincata e protetta da trattamenti in PVC – sia nelle lussuose finiture degli interni. Non era una versione adattata della berlina, né era una carrozzeria speciale per uso promiscuo, e nemmeno una “giardinetta” da lavoro. È stata la prima station wagon premium. Stilisticamente raffinata aveva nel bagagliaio il suo punto di forza.        Lo stile risultava privo di eccessi, asciutto ed elegante, studiato da Bruno Sacco (designer italiano a capo dello stile Mercedes dal 1975 al 1999) richiamandosi agli stilemi della rivoluzionaria Classe S del 1972.

Alta qualità
La fortuna di questa serie la si deve certamente alla qualità della vettura, ma soprattutto all’introduzione della variante T (Transporter o Touring): la prima vera station wagon Mercedes prodotta in grande serie.
La nuova T  non era una spartana vettura dall’ampio bagagliaio per trasportare attrezzature da lavoro, ma una spaziosa berlina − lussuosa e confortevole − con un bagagliaio in grado di ospitare molte valigie, soddisfacendo le esigenze di famiglie numerose e degli amanti del tempo libero. Il bagagliaio non era solo uno spazio di carico, ma una parte integrante dell’abitacolo, coordinato nei materiali e nelle finiture;  il vano di carico poteva passare da 600  a 1500 litri. Tra gli optional, due sedili di fortuna nascosti nel pavimento del bagagliaio, per rendere ancora più versatile questa SW: quasi una monovolume. La sospensioni della T furono appositamente riprogettate con un sistema autolivellante idraulico in grado di mantenere costante l’altezza da terra anche a pieno carico.
imageLa dotazione era quasi da ammiraglia e privilegiava la sicurezza attiva e passiva; di serie comandi incassati nella plancia – rivestita e imbottita per maggiore sicurezza in caso d’impatto -, cinture di sicurezza ad avvolgimento automatico, piantone dello sterzo collassabile. Tra gli optional: tetto apribile, chiusura centralizzata, servosterzo, interni in pelle e climatizzatore bi-zona.

I motori
Le motorizzazioni erano a 5 o 6 cilindri, benzina e diesel, queste ultime particolarmente apprezzate data la loro considerevole potenza che salì con il turbo fino a 125 CV. Le W123 prodotte in totale, tra berlina e familiare, furono quasi 2,5 milioni e stime ufficiali della Casa dicono che il 70% di queste auto sia ancora circolante.
Le auto affidabili, si sa, vengono usate e sfruttate: per cui, nonostante l’alta qualità, trovare oggi una bell’esemplare di Mercedes T in buona condizioni non è semplice; meglio prediligere motorizzazioni a benzina e vetture con più chilometri ma con una storia conosciuta e certificata. Una Mercedes T storica, vera icona del mercato automobilistico degli Anni ’70/’80,  è un investimento di sicura rivalutazione.