Mercedes-Benz CLS, l’auto che ha inventato un segmento

di Paolo Artemi

La nuova star della stella a tre punte, presentata alla fine dell’anno scorso a Los Angeles, e le cui prime consegne sono previste per questo inizio di primavera, è davvero bella, tanto bella da far sicuramente gola ai manager di alto livello. È un rarissimo caso di incrocio perfettamente riuscito tra una coupé e una berlina a quattro porte, portatrice molto sana del virus del lusso sfrenato. È stata la prima vettura a lanciare questo stile e ad aver avuto successo. Costa, è vero, ma è un benefit da non negare ai collaboratori indispensabili, soprattutto se nella versione CLS 450 4Matic ibrida, quella che consente ancora di veleggiare a proprio piacimento anche nelle zone a traffico limitato. 

 

 

Potente ma attenta ai consumi 

Un modello che, tra l’altro, dimostra come i tedeschi su certi fronti ne sappiano più dei popoli mediterranei, dato che monta un motore tremila a benzina sovralimentato da 367 cavalli e uno smilzo propulsore elettrico da 22 cavalli. Quest’ultimo svolge le umili funzioni di alternatore e motorino di avviamento e fornisce il suo piccolo contributo nelle fasi di accelerazione, ma tant’è, per i vigili a guardia di Area C a Milano e similari questa corazzata, comunque poco avida di idrocarburi (fa più di 13 chilometri con un litro di verde) risulta uguale a un’elettrica dura e pura anche se è capace di accelerare da zero a 100 in 4,8 secondi. Stabilita la versione su cui puntare meritano una sottolineatura le dotazioni di serie, che comprendono la frenata attiva e il sistema anti-sbandamento, oltre al rilevatore dei limiti di velocità, particolarmente utile su un’auto come questa che quando fila a 130 all’ora da dentro pare quasi ferma. 

 

Un ambiente quasi unico

Da segnalare gli interni rifiniti con una raffinatezza finora sconosciuta anche in casa Mercedes. Un esempio? L’illuminazione interna si può personalizzare in 64 colori e le bocchette della climatizzazione possono indicare la temperatura, nel senso che se l’aria emessa è calda si tingono di rosso mentre se soffiano una brezza fredda diventano blu. E che dire del quadro strumenti? È personalizzabile in tre differenti modalità: classica, sportiva e moderna, e si integra alla perfezione con due display ad alta risoluzione da 12,3 pollici inseriti nella console centrale con finiture in legno. 

 

 

Al volante 

Su strada, nei lunghi viaggi, le sensazioni sono quelle che prova nelle fiabe chi si muove sui tappeti volanti. Specialmente se si punta sull’assetto Ride Control+ AMG che permette di regolare a piacere il livello delle sospensioni. Se poi si integra al Dynamic Select e si sceglie attraverso la manopola tra le modalità di guida Eco, Confort, Sport, Sport+ e Individual, che intervengono su motore, servosterzo e sistemi di assistenza alla guida, si può passare da un comfort assoluto a risposte da sport car. La frenata è potente e senza incertezze, grazie all’impianto che propone dischi anteriori da 370 mm, con pinze a quattro pistoncini e posteriori da 360 mm con pistoncino singolo. Per tutto il 2018 la nuova CLS viene proposta nella serie speciale Edition 1 che ha allestimenti esclusivi come, per esempio, i rivestimenti in pelle nera con impunture color rame e un inserto di frassino sulla plancia. 

 

Un’auto da intenditori 

In estrema sintesi, questa è una macchina per palati fini che non merita orpelli e guitterie assortite perché così com’è praticamente è perfetta. Per i gestori delle flotte resta solo una dritta: se la CLS ibrida vi va larga come prezzo di listino e operate in zone che non risentono di blocchi del traffico e limitazioni affini potete risparmiare qualche migliaio di euro puntando sulle motorizzazioni più tradizionali. In primis il sei cilindri in linea a gasolio da 286 cavalli, per secondo quello che di purosangue in scuderia ne ha ben 340 e, soprattutto, ha la straripante coppia di 700 Nm. Se qualcuno alzerà la mano e dirà che l’ibrida è meglio, mostrate la tabella dei consumi, che nel caso dell’ammiraglia che viaggia a gasolio mette nero su bianco 18 chilometri al litro. Sono stati misurati nel paese dei balocchi delle piste prova della casa di Stoccarda, “ça va sans dire”, ma i 14/15 km sono garantiti. Quasi un aumento di stipendio mascherato, la garanzia di guidare una vettura di classe assolutamente superiore con costi di esercizio da middle class.  

 

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