Mercato auto la ripresa che verrà

di Sirio Tardella

La ripresa nel 2015 si è consolidata, eppure molto si deve ancora fare per rendere più semplice e razionale l’uso dell’automobile. Manca, a livello governativo, una strategia per l’automobileIl mercato italiano dell’auto chiude il 2015 con un risultato decisamente superiore alle migliori previsioni elaborate dagli analisti di settore all’inizio dello stesso anno. L’incremento delle vendite del 15,8% rispetto al 2014 è sintomo di una ripresa che si è consolidata mese dopo mese durante tutto l’anno appena trascorso. Il volume delle immatricolazioni, 1.505.000 unità, resta molto inferiore ai livelli potenziali di un mercato che in anni passati, precedenti la crisi, rappresentava il secondo mercato europeo. L’analisi dei dati indica chiaramente l’uscita del settore dal tunnel ma anche che la strada da percorrere per raggiungere la normalità sarà ancora lunga.

 

Mercato auto la ripresa che verràUn cammino appena cominciato

Quando per rappresentare con maggiore efficacia la durata e la profondità della crisi economica fu preso ad esempio il percorso in un tunnel, avevo immaginato che all’uscita il panorama si sarebbe presentato profondamente diverso da quello lasciato all’entrata e che anche il settore dell’auto avrebbe saputo adeguarsi a quanto di nuovo sollecitato dalla crisi, nella convinzione che i periodi di difficoltà vengono di solito superati anche attraverso l’adozione di nuove strategie. Mai previsione fu più errata!

Alla fine del 2015 e all’inizio del 2016 si è tentato di combattere gli alti livelli di inquinamento con il blocco della circolazione e in assenza di un piano organico si è lasciata ai Sindaci delle città la improbabile lotteria delle ore, dei giorni, degli Euro, delle alimentazioni e il ritorno all’antico delle targhe alterne. Il tutto si conclude con la pioggia riparatrice dei parametri e la sigla di un documento d’intenti redatto dal Ministero dell’Ambiente capace  di infiammare le speranze delle Associazioni di settore per un fugace riferimento alla necessità di svecchiare il parco circolante anche attraverso un non precisato intervento pubblico.

 

Niente di nuovo per gli automobilisti

Il 2016 inizia con il consueto immancabile aumento delle tariffe autostradali mentre i carburanti non diminuiscono nonostante la quotazione del greggio sia mediamente un terzo di quella ante-crisi. Nulla si è fatto per rendere più semplice e razionale l’uso dell’auto mentre un settore così importante per l’economia è presente in Legge di Stabilità per l’annuncio che l’enorme evasione dell’assicurazione RCA sarà contrastata con l’uso dell’autovelox. Ma non sarebbe più semplice e veloce incrociare i dati del Pubblico Registro Automobilistico  e del Ministero dei Trasporti con quelli in possesso delle Compagnie Assicurative?

Restano insufficienti gli sforzi per guadagnare e mantenere la fiducia dei clienti messa a dura prova anche dagli avvenimenti che hanno coinvolto il Gruppo Volkswagen mentre la gran parte delle transazioni di usato è ancora appannaggio di venditori di non provata professionalità che svolgono spesso la loro attività in spazi verdi appena fuori città nella più totale assenza di garanzia per i clienti.

Il settore dell’auto è tanto importante quanto complesso e nessuno possiede la ricetta per una guarigione veloce e definitiva. Un’autorevole rivista del mondo dell’auto riportava recentemente le proposte delle quattro più importanti associazioni di settore tutte diverse fra loro ma tutte tese ad auspicare un intervento pubblico diretto o indiretto sul mercato. Dopo averle attentamente lette sono rimasto convinto che la ripresa verrà ma sarà necessario molto lavoro e un po’ di tempo per renderla stabile.