Il livello di immatricolazioni del 2023 sarà ancora una volta insufficiente per garantire il regolare rinnovo del parco circolante italiano

Lo scorso ottobre sono state immatricolate in Italia 139.052 autovetture, in crescita del 20,03% sullo stesso mese del 2022. Nel periodo gennaio-ottobre la crescita si attesta al 20,5% rispetto al gennaio-ottobre 2022. Proiettando quest’ultimo risultato sull’intero anno si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.586.626 vetture. Verosimilmente, il mercato italiano dell’auto dovrebbe chiudere il 2023 con poco meno di 1,6 milioni di immatricolazioni. Un livello inferiore del 17,2% rispetto a quello del 2019. Il livello di immatricolazioni del 2023 sarà ancora una volta insufficiente per garantire il regolare rinnovo di un parco circolante come quello italiano che conta più di 40 milioni di autovetture. E questo comporta un’ulteriore crescita dell’età media delle auto con ripercussioni importanti sulla sicurezza della circolazione e sulle emissioni nocive.
“Serve un intervento politico”
“Come è noto – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – Dalle situazioni di stallo si può uscire verso il basso o verso l’alto e questo, per l’attuale situazione dell’auto, significa che non è affatto scontato che i quindici mesi di crescita che ci lasciamo alle spalle saranno seguiti da un’altra serie di crescite che ci riporteranno ai volumi di vendite necessari per impedire ulteriori invecchiamenti del parco con il pericolo quindi di avere più inquinamento e meno sicurezza in una situazione in cui la transizione energetica acquisirà sempre più il carattere di un sogno irrealizzabile. Il settore dell’auto ha fatto tutto quello che gli è stato imposto dalla politica ad anche di più per creare le condizioni perché la transizione energetica diventi realtà. Ora la parola torna però alla politica”.