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Mazda6 Wagon, la “classica” con una marcia in più

di Paolo Artemi

Per un fleet manager è come sparare sulla Croce rossa: propone ai collaboratori dell’azienda una flotta composta da Suv e crossover et voilà, il gioco è fatto, l’immagine è salva, ci si sente tanto cool e le vetture sono pronte a salpare verso nuove avventure. Ma c’è un problema. Le componenti a quattro ruote delle flotte devono svolgere il loro servizio nel mondo reale, fatto di weekend con famiglia appresso, di maxi-spese al centro commerciale e trasporti di oggetti più o meno ingombranti, tutte situazioni che finiscono per mettere alle corde le auto che vanno tanto di moda, progettate più che altro per pavoneggiarsi nelle strade delle varie movida. 

Ecco perché, anche se magari non osano confessarlo, molti manager e funzionari meritevoli sognano una vecchia, cara, familiare, giardinetta o station wagon, come preferite chiamarla, una formula che alla prova dei fatti resta la più razionale alla faccia di tutte le sport utility. Auto spaziose e flessibili come la Mazda6 Wagon che ci ha accompagnato verso il Piemonte e il parco della Burcina, vicino al Santuario della Madonna di Oropa, un’area naturalistica di circa 57 chilometri quadrati. 

 

 

La capacità di carico

Per dare subito uno schiaffo, più materiale che morale, ai modelli più trendy facciamo finta di partire per una settimana di vacanza con i conseguenti bagagli, passeggino compreso. Quindi la mattina carichiamo come un mulo la giapponese dopo averne apprezzato la cifra stilistica e le linee fluide, sfruttando quasi fino all’ultimo i 1.664 litri della capienza massima del vano bagagli. Con quasi tutte le crossover qualche borsone sarebbe finito in overbooking, qui invece si parte con l’equipaggiamento al completo per imboccare la A4 e veleggiare sul filo dei 130 all’ora, andatura ideale per apprezzare la buona insonorizzazione dell’abitacolo, che tra l’altro rinnega certe plasticacce ed è arredato con materiali di ottima qualità, inserti in legno compresi. Il quattro cilindri a benzina da 1.998 centimetri cubi e 165 cavalli alle andature che ci sono concesse oggi fila via liscio come l’olio, del resto potrebbe galoppare anche oltre i 200 all’ora, dunque mandiamo in fuorigiri almeno la mente con una compilation di cattivissimi pezzi heavy metal caricati sulla chiavetta Usb. 

 

GUARDA IL VIDEO: MAZDA6 WAGON – PROVA SU STRADA

 

La dotazione a bordo

Beh, complimenti a casa Mazda, il sistema Bose e i suoi 11 altoparlanti tengono alla grande anche quando usciti al casello di Carisio viaggiamo verso Cossato affidando la colonna sonora a Beethoven. Il traffico c’è, e si vede, ma meglio di chi sta al volante lo osservano quattro telecamere e otto sensori mentre le informazioni essenziali sono proiettate sul parabrezza per non distogliere gli occhi dalla strada neppure per un secondo. Il cambio manuale è veloce e preciso negli innesti mentre scorrono sotto le ruote le strade dei comuni di Biella, Occhieppo, Sordevolo ed ecco al termine Pollone, lo splendido traguardo dove in aprile e maggio si può ammirare la fioritura di rododendri di tutti i colori. L’ora di invertire la marcia, purtroppo, arriva troppo presto. Si torna al punto di partenza affrontando discese non scoscese ma decise, con la consapevolezza del fatto che la Mazda6 Wagon quando frena accumula energia in un condensatore per conservare l’elettricità che potrebbe tornare utile per alimentare fari, climatizzatore, impianto audio e quant’altro. 

 

 

Risparmio energetico

Un’ibrida? Non proprio, ma chi crede che mentre si viaggia i watt siano gratis sbaglia di grosso, ogni grammo di energia risparmiato fa risparmiare benzina, a parità di prestazioni. E, in effetti, il computer di bordo dice che fin qui abbiamo fatto 15 chilometri con un litro senza neppure sentire il classico uovo sotto il pedale del gas, grazie anche al sistema che stoppa il motore quando la vettura si ferma. Il tempo di avvicinarsi all’autostrada e fa già buio, è la stagione. Sapete che la maggior parte dei colpi di sonno si verifica proprio al crepuscolo? Tranquilli: sulla Mazda6 Wagon c’è il sistema di rilevazione della stanchezza del guidatore che monitora costantemente il comportamento al volante e se si entra in zona rischioabbiocco visualizza un’icona di allarme direttamente sulla linea dello sguardo, oltre a far scattare un cicalino che sveglierebbe anche gli zombie di “The walking dead”.

Per andare sul sicuro, poi, c’è il sistema di mantenimento della carreggiata che a velocità superiori ai 60 chilometri orari utilizza una telecamera per verificare che si stia rigando dritto. In caso contrario, prima vibra lo sterzo quindi la vettura si rimette in carreggiata da sola. Ovviamente tutto l’armamentario non è dovuto scendere in campo, la gita è andata via come l’olio. Resta il tempo di provare il cruise control adattivo integrato da un radar piazzato nella griglia anteriore. È comodo, molto comodo, e oltretutto fa riflettere su quanto la distanza di sicurezza reale sia superiore a quella che di solito teniamo quando non lasciamo mano libera ai microchip. 

 

Un listino “moderato”

Ma quanto costerà tutta questa tecnologia? Dopo aver scaricato le mercanzie un occhio ai listini della Casa giapponese e arriva una sorpresa. I prezzi, anche per i privati, sono abbordabili. Cari fleet manager, lasciate che il risparmio vi diventi familiare mentre i collaboratori che meritano l’auto aziendale si dimenticano felicemente di crossover, suv e compagnia rombante lasciando ai modaioli l’onere di comprare vetture che rischiano di cantare (ovvero di mantenere valore) per un numero limitato di stagioni.