Mazda6 SW, una giapponese per manager europei

di Paolo Artemi

Per i fleet manager le station wagon sono da sempre la soluzione migliore per mettere d’accordo tutti i collaboratori dell’azienda. Se, poi, la familiare ha una linea da coupé «allungata» come quella della Mazda 6 Wagon tanto meglio. Rispetto alla berlina la familiare è più corta di sei centimetri eppure lo spazio per i bagagli è maggiore. 

 

 

Spinti dal biturbo

Uscendo dalla città si comincia ad apprezzare l’agilità di un’auto che ha comunque dimensioni ragguardevoli dato che è lunga 4,81 metri e larga 1,84. E fin da subito si nota una raffinatezza tecnologica, ovvero il doppio turbocompressore con la turbina più piccola attiva ai bassi regimi e quella più grande che entra in scena quando c’è bisogno di una maggiore spinta. Il tutto si traduce in una coppia di 420 Nm a 2mila giri, sinonimo di un comportamento su strada all’insegna di una poderosa dolcezza.

 

Confortevole in autostrada 

In autostrada andare ai canonici 130 all’ora significa filare via lisci in totale comfort, anche perché l’insonorizzazione è stata recentemente migliorata. In ogni caso l’impianto audio, un Bose con 11 altoparlanti, compensa automaticamente eventuali rumori indotti, per esempio, dall’irregolarità del fondo stradale. La velocità massima è (o, meglio, sarebbe) di 209 chilometri orari mentre l’accelerazione da zero a 100 all’ora è una formalità che si sbriga in 9,1 secondi

 

 

Sorvegliati dal grande fratello

Una sosta per un caffè, consente di verificare la buona capienza del bagagliaio, 522 litri, che in caso di necessità, abbattendo tutto l’abbattibile, possono arrivare a 1.664. Ottimo il pacchetto-sicurezza, che offre tra l’altro il sensore radar che mantiene costante la distanza dal veicolo che ci precede. E se la caffeina non dovesse fare il suo proverbiale effetto niente paura: c’è il dispositivo che contrasta i colpi di sonno prima avvisando il guidatore con una vibrazione del volante e, subito dopo, riportando l’auto al centro della corsia di marcia. 

 

Arrampicatrice nata

Ed ecco la salita, molto sinuosa e con pendenze più alpine che appenniniche, che permette di notare come le sospensioni in un contesto come questo siano un po’ morbide, un sacrificio forse inevitabile sull’altare del comfort. Per il resto nulla da dire, questa è un’arrampicatrice nata.

 

Guarda il video: MAZDA6 SW – TEST DRIVE