Mazda 6: un’ammiraglia con l’abito di una sportiva

di Roberto Mazzanti

imageÈ un’auto che a prima vista trae in inganno: ha le dimensioni, la potenza, la qualità ed il comfort di una berlina alto di gamma, mentre la linea è quella di una filante sportiva con il “muso” sporgente ed aggressivo, il tetto ed il padiglione posteriore molto inclinati in stile coupè. L’inganno va addebitato (in senso positivo, perché l’insieme è particolarmente gradevole e riuscito) ai designer giapponesi che possono esprimersi in grande libertà, senza vincoli e senza l’obbligo di utilizzare piattaforme di altri modelli per realizzare i risparmi industriali di grande moda nei Gruppi automobilistici più articolati.

L’auto al centro della nostra analisi e che, per così dire, trae in inganno è la nuova Mazda 6, al vertice con la sorella wagon della gamma della Casa giapponese, quasi un’ammiraglia con i suoi 4,87 metri di lunghezza, “ringiovanita” nella carrozzeria dall’immagine di un coupè, sottoposta ad una salutare cura dimagrante (ora l’ago della bilancia oscilla attorno ai 1.400 kg), “vitaminizzata” con l’utilizzo di motori turbodiesel vivaci a partire dal 2.2 Skyactiv-D da 175 cv con turbo a doppio stadio,  Linea aggressiva ed affascinante con il tetto molto inclinato verso il bagagliaio. Lunga 4,87 metri ospita comodamente 5 passeggeri: con il turbodiesel di 2.2 litri è veloce (220 km/h) pur mantenendo i consumi sotto controllo (16 km/l) grazie all’innovativa tecnologia Skyactiv. Abitacolo elegante e ricca dotazione di sistemi elettronici di aiuto alla guida. È già in regola con l’Euro 6.già in linea con le norme antinquinamento Euro 6 grazie alla semplice riduzione del rapporto di compressione (sceso a 14:1) che limita la produzione di ossidi di azoto e che quindi non costringe ad adottare sistemi di abbattimento dell’NOx sui fumi di scarico.

Skyactiv-D
Assieme alla linea quella dei motori e del telaio rappresentano la sorpresa più piacevole di Mazda 6. Infatti questo modello si giova di una serie di primizie tecnologiche che rientrano nel programma Skyactiv-D: massa totale ridotta, maggiore rigidità telaistica grazie a nuove leghe d’acciaio, riduzione degli attriti della trasmissione, aumento della coppia e della sua disponibilità nell’arco dei giri-motore. Il risultato di questi interventi su diversi componenti è che si sono ridotti consumi ed emissioni a tutto vantaggio delle prestazioni e del piacere di guida.
imageL’abito sportivo che i designer giapponesi hanno cucito addosso Mazda 6 ha finito per condizionare tutto il resto della vettura: dai motori brillanti (ma anche poco assetati per via del peso ridotto della berlina) all’assetto rigido che contribuisce a regalare a chi sta al volante piacevoli sensazioni di guida sportiva; infine i cerchi da 19 pollici e le sospensioni decisamente poco morbide, unite alla aumentata rigidità torsionale della carrozzeria, avvicinano questa ammiraglia nel comportamento su strada ad una sportiva vera (la velocità massima sfiora i 220 all’ora).
Frontale aggressivo, dicevamo, con passaruota sporgenti, fari sottili che si arrampicano sui parafanghi, parabrezza inclinato e montanti centrali arretrati per offrire una buona visibilità in avanti e lateralmente. Ci sono telecamera e sensori ad aiutare chi sta al volante. Ampie portiere facilitano l’accesso all’abitacolo.
In virtù di questa sua linea sportiva Mazda 6 piace soprattutto con colori vivaci della carrozzeria, il rosso metallizzato su tutti, perché completano un’immagine distante da quella di un’ammiraglia com’è Mazda 6. imageVa detto anche che l’eleganza delle finiture ed il buon assemblaggio dei materiali di qualità che caratterizzano l’abitacolo riconciliano con l’idea di una berlina alto di gamma coerente con la missione che questo modello vuole portare avanti nell’affollato panorama delle berline di lusso. Dalla sua la Mazda 6 vanta pure un ottimo rapporto tra qualità e prezzo: il modello al top, la 2.2 Skyactiv-D Exceed da 175 cv, ha un prezzo a cavallo dei 35 mila euro ed è completissima negli accessori.

Su strada
Per la nostra prova abbiamo scelto la 2.2 da 175 cv che ha confermato quanto di positivo scritto fino a qui. Il motore, grazie al turbocompressore a doppio stadio e all’iniezione diretta common rail, è sempre in tiro e la coppia non manca mai (420 Nm a 2mila giri al minuto). Alle basse velocità è attivo il turbo di minori dimensioni che brilla per la rapidità d’azione; quando il motore sale di giri e c’è richiesta di ulteriore spinta da parte del pilota entra in funzione il turbo di maggiori dimensioni: nell’insieme un’efficienza ed una risposta davvero confortanti.
La trazione anteriore sconta un leggero sottosterzo quando in curva si sfiora il limite di aderenza (ma l’elettronica vigila attraverso il controllo di stabilità); lo sterzo è abbastanza diretto e asseconda bene le traiettorie nei tratti tortuosi; il cambio è un tradizionale automatico a 6 rapporti e dispone di una caratteristica molto interessante: il blocco quasi istantaneo del convertitore di coppia quando ci si ferma per ridurre i consumi e per dare una maggiore reattività nelle ripartenze. Altra novità degna di essere sottolineata: il recupero di energia in decelerazione. Anziché immagazzinarla nella batteria la accumula in uno speciale condensatore a doppio strato che provvede a rimetterla in circolo durante le soste al semaforo o per una fila senza gravare sulla batteria.

Le finiture
La Mazda 6 è decisamente bassa (1,45 metri di altezza), ma al posto di guida, grazie alle regolazioni elettriche, si può sistemare senza problemi un pilota di qualsiasi statura. imageDispone dei più moderni sistemi elettronici di supporto alla guida tra i quali spicca il Radar cruise control che mantiene automaticamente la distanza di sicurezza dalla vettura che precede e che a bassa velocità (max30 km/h) può fermarsi da sola la nostra Mazda 6. Poi ci sono l’allarme per il cambio di corsia involontario, il controllo dell’angolo cieco con una vettura in fase di sorpasso, il passaggio automatico agli anabbaglianti per non accecare l’automobilista che incrocia.
Nell’abitacolo si nota subito la cura con cui sono rifiniti i sedili, nonché la massiccia consolle centrale con in testa lo schermo del navigatore e sotto i comandi audio e del clima bizona. Sul tunnel la leva del cambio e subito dietro un rotellone con il quale comandare le diverse funzioni. A proposito di navigatore si possono leggere le schermate con indirizzi e numeri del telefono dallo smartphone. Ci sono i comandi vocali e se si riceve un messaggio (che appare sul display) è possibile farselo leggere da una voce elettronica.
Detto che la Mazda 6 non delude mai anche quando si spinge a fondo l’acceleratore e che il suo assetto è garanzia di eccellente tenuta, restano da sottolineare un aspetto significativo: il consumo moderato di gasolio a cavallo dei 16 km/l anche quando si viaggia veloci.

 

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