Mancava una piattaforma

di Gian Primo Quagliano

Quasi un quarto delle autovetture immatricolate ogni anno in Italia vengono acquistate da imprese e società. Se a questo importante contingente aggiungiamo anche le auto acquistate da operatori individuali che dispongono di una partita Iva, la quota delle autovetture che vengono impiegate esclusivamente per lavoro o promiscuamente per lavoro e per usi personali sfiora il 40%.
Quattro auto su dieci hanno quindi caratteristiche di impiego e trattamenti fiscali e normativi che sono diversi da quelli delle auto utilizzate da automobilisti privati esclusivamente per le loro esigenze personali. E naturalmente gli impieghi e i trattamenti normativi variano molto anche all’interno del 40% del mercato dell’auto riferibile a persone giuridiche o a persone fisiche che esercitano un’attività economica assoggettata a partita Iva.

Per l’auto il mercato degli operatori economici ha dunque proprie peculiarità, peraltro molto articolate, e va quindi affrontato con un approccio che, in parte, coincide con quello da utilizzare nei confronti dei comuni automobilisti in quanto il piacere dell’auto accomuna tutte le persone che la guidano, ed, in parte, è radicalmente diverso perché profondamente diverse sul piano giuridico e fiscale sono le situazioni dell’automobilista che è anche operatore economico.

Ricerca e comunicazione
Ci è parso che il grande segmento di mercato costituito dalle imprese e da coloro che comunque acquistano con partita Iva necessitasse di una piattaforma di ricerca e di comunicazione specifica a disposizione innanzitutto degli utilizzatori di auto aziendali e poi di tutti gli operatori della filiera dell’auto che non possono certo trascurare il 40% del loro mercato.
Da queste considerazioni è nata l’idea di creare una nuova rivista dedicata alle auto aziendali, comprendendo in questa categoria anche le vetture appartenenti al popolo delle partite Iva. E ci è parso anche opportuno che questa rivista si inserisse in un progetto più ampio, cioè in una piattaforma di ricerca che poggia su quattro pilastri: il primo è un centro studi (Centro Studi Auto Aziendali), il secondo è la rivista (Auto Aziendali Magazine), il terzo è un portale web (www.autoaziendalimagazine.it) e il quarto è una forte presenza sui social network, cioè sul web 2.0 da cui non si può ormai più prescindere, se si vuole avere un marketing effettivamente incisivo.

Ci rendiamo conto che il progetto è ambizioso, ma siamo perfettamente consapevoli di poterlo realizzare con successo creando una base conoscitiva più sicura ed affidabile e quindi una infrastruttura a disposizione delle aziende della filiera dell’auto, di chi l’auto la utilizza, pure per lavoro ed anche dell’economia del Paese che in questa fase non facile ha certo bisogno di razionalizzazione e di impostare su basi conoscitive affidabili il processo di ripresa che lo porterà fuori dalla crisi degli ultimi anni.

In questo numero
Detto del progetto, diciamo di questo primo numero. La rivista si apre, come consuetudine della maggior parte delle riviste, con le rubriche, partendo da temi generali per arrivare ad argomenti meno direttamente legati all’auto, ma di grande importanza perché “non di solo auto vive il fleet manager”. Apriamo con la congiuntura economica, per dare poi spazio ad una analisi sull’andamento del mercato dell’auto aziendale nel 2010 affidata ad una autorità in materia come Sirio Tardella, direttore del Centro Studi Unrae. Fatto il punto sulla situazione quale emerge dai dati statistici, una grande firma dell’automobile e non solo, Mauro Tedeschini, getta uno sguardo sul 2011 sentendo anche autorevoli addetti ai lavori. Abbiamo poi un’intervista a Paolo Ghinolfi, nuovo presidente di Aniasa e poi parliamo di flotte e telematica. Vi è quindi il punto sul fisco di Antonio Cernicchiaro direttore delle relazioni istituzionali di Unrae, segue un’analisi sui riconoscimenti ai gestori di flotte affidata a Giovanni Tortorici, anch’egli premiato in ambito europeo e buyer flotte di Barilla. Poi, dato che “non di solo auto vive il fleet manager” parliamo di ristoranti con la guida Audi e di cultura a 360° con una nuova e innovativa rivista: “451”. Affrontiamo poi un’ampia analisi delle soluzioni a disposizione dell’azienda per risolvere il problema dell’auto aziendale e cioè la proprietà, il noleggio a lungo termine, il leasing e il fleet management. Se allarghiamo l’orizzonte a tutti gli aspetti della mobilità aziendale a queste soluzioni dobbiamo aggiungere anche il business travel, l’impiego dell’auto del dipendente e il noleggio a breve. Ne parleremo nel prossimo numero.
La terza sezione della rivista è dedicata alla filiera, cioè a tutti coloro, persone e imprese, che lavorano per fornire al mondo dell’auto aziendale i veicoli e tutto quello che occorre per utilizzarli e gestirli. In questo numero parliamo di assicurazione, di fuel card e di concessionari flotte e poi, dulcis in fundo, per aiutare i fleet manager a fare le scelte giuste, ma anche per il piacere di tutti lettori, le automobili. Ed anche per questa sezione ci siamo affidati a firme prestigiose: da Paolo Artemi, a Piero Evangelisti, a Roberto Mazzanti. Resta ancora da dire dell’approccio multimediale. Un ruolo molto importante è riservato ai video delle prove auto, degli eventi o comunque su temi di immediato interesse per il lettore. I video vengono realizzati da una apposita redazione video e possono essere fruiti direttamente dalle pagine della rivista o dal sito www.autoaziendalimagazine.it. Per partire ce n’è abbastanza. Poi vedremo.

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