Mancava un convegno

di Gian Primo Quagliano

Il mercato dell’auto sta navigando ad una velocità di crociera su base annua di 1.800.000 immatricolazioni: un livello infimo tanto che per trovarne uno più basso bisogna tornare indietro di molti anni e cioè alla precedente grande crisi del mercato dell’auto, che durò dal 1993 al 1996 e che vide le immatricolazioni stabilizzarsi per ben quattro anni intorno a 1.700.000 unità. Il punto sul 2011, in vista del giro di boa di fine giugno, è stato fatto il 14 giugno in un convegno organizzato a Milano nella sede del Sole24Ore dal Centro Studi Promotor GL events a cui sono intervenuti i vertici di Anfia e Unrae e i numeri uno in Italia di Volkswagen Group, Fiat, General Motors, Toyota e Porsche. Una gran bella compagnia. Quello che è emerso è che il mercato complessivo per le autovetture è sostanzialmente in stagnazione e che è molto difficile prevedere quando da questa situazione si uscirà. Sulla ricetta per superare lo stallo e per vedere le immatricolazioni crescere le idee di tutti i partecipanti al convegno erano molto chiare. Le case automobilistiche hanno fatto tutto quello che potevano per stimolare la domanda. Non è pensabile che in tempi brevi ci siano nuovi incentivi alla rottamazione e quindi la ripresa del mercato dell’auto è legata essenzialmente alla ripresa dell’economia. Il 14 giugno, cioè il giorno in cui è stato fatto il convegno, grandi speranze si riponevano nella “manovra” del Governo per il rilancio dell’economia e per ottenere il pareggio del bilancio pubblico nel 2014. Queste speranze sono state deluse. Il pacchetto varato dal Governo non darà nessuna spinta all’economia e quindi neanche al mercato dell’auto. Anzi, per l’auto il giro di vite fiscale, cominciato nel 2011 con un rincaro delle accise, continuato con l’aumento delle tasse per l’assicurazione e con la riforma dell’IPT (leggi aumento), si è completato nella manovra con un nuovo aumento delle accise e con un superbollo. Ritenevamo che la specie dei superbolli fosse estinta, considerando i risultati catastrofici che hanno dato in passato, ma evidentemente il Governo non la pensa così.

Forse può consolare i lettori di Auto Aziendali Magazine il fatto che l’andamento negativo del mercato dell’auto è la risultante di due componenti. Nel primo semestre vi è stato infatti un calo del 22,3% delle immatricolazioni a privati e una crescita del 12,46% di quelle a imprese e società. Su quest’ultimo incremento bisogna fare naturalmente un po’ di tara perché i dati includono anche i chilometri zero. Però si può dire che per l’auto aziendale la crisi è superata. Ed è anche quello che emerge dalla inchiesta congiunturale trimestrale sul mercato dell’auto aziendale condotta dal Centro Studi Auto Aziendali (cioè dal nostro Centro Studi) su un campione di fleet manager con flotte di 10 o più auto. La prima rilevazione, realizzata all’inizio di aprile e relativa alla situazione del primo trimestre 2011 e alle prospettive del mercato, ha messo in buona sostanza in luce il fatto che il processo di sostituzione delle vetture dei parchi auto è tornato a normalizzarsi e, di conseguenza, è stata abbandonata o sta per essere abbandonata la prassi di allungare i tempi di permanenza dei veicoli in azienda sia in proprietà che in noleggio. L’articolo a pagina 18 illustra alcuni risultati dell’inchiesta. Chi volesse il rapporto completo può però richiederlo gratuitamente alla nostra redazione.

Un altro aspetto che è emerso dalle pieghe della rilevazione ed anche dalle riunioni del consiglio direttivo di Aiaga è che vi sono due temi di particolare interesse in questo momento. ll primo è quello della car policy che in molte aziende ha subito modifiche rilevanti durante la crisi che ci siamo appena lasciati alle spalle e che ora sta mutando nuovamente per il ritorno alla normalità con modalità tutte da investigare. Il secondo tema di grande rilievo è quello dell’assicurazione. A quest’ultimo tema dedicheremo uno spazio adeguato sul prossimo numero di Auto Aziendali Magazine, mentre per fare il punto sulla car policy abbiamo posto alcune domande nella già citata inchiesta che il Centro Studi Auto Aziendali ha promosso sul primo trimestre e molte altre le porremo con la rilevazione relativa al secondo trimestre che lanceremo non appena chiuso questo numero. I dati che raccoglieremo serviranno anche per il primo convegno che Aiaga ha promosso per il 25 ottobre e che verrà realizzato in collaborazione con la nostra rivista e con la Fondazione Alma Mater dell’Università di Bologna. Il tema del convegno è “Dalla car policy alla car list”, il programma ancora provvisorio è pubblicato a pagina 21 e la partecipazione di acquirenti e gestori di auto aziendali, responsabili del personale o comunque le persone che all’interno dell’azienda si occupano di auto aziendali sarà gratuita.

Naturalmente questo numero della rivista affronta molti altri temi. Non mancano gli interventi delle firme ospiti che ci danno lustro e decoro (Antonio Cernicchiaro, Sirio Tardella e Paolo Artemi); nè mancano le interviste ai top manager del settore (Fabrizio Longo di Hyundai e Fabrizio Ruggiero di Volkswagen); nè mancano le inchieste che danno voce a fleet manager ed operatori e soprattutto, per noi che amiamo l’automobile, non mancano le prove e le novità.

 


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