Lunga la vita felice del noleggio a lungo termine

di Gian Primo Quagliano

Gian Primo QuaglianoIl nostro mercato dell’auto sta faticosamente riprendendo quota anche in assenza della ripresa economica da tanto tempo annunciata, ma non ancora presente nei dati statistici sulla congiuntura. La ragione principale di questo recupero sta nel fatto che nei lunghi anni della crisi in cui ancora ci troviamo le immatricolazioni sono crollate, ma il parco circolante non è calato, ma anzi nel 2014 ha ricominciato ad aumentare. Ciò perché in un Paese in cui solo il 13,6% degli spostamenti avviene con mezzi pubblici dell’auto non si può fare a meno. Le auto però non durano in eterno e la loro sostituzione a un certo punto diventa indilazionabile. Questo punto è stato da tempo superato e dunque una certa quota di sostituzioni “forzose”  sta sostenendo il recupero.

 

C’è però anche un altro elemento che incide favorevolmente sulle vendite e che è venuto in luce solo recentemente: è il noleggio a lungo termine, che, dopo avere conquistato una quota dell’83% nelle flotte aziendali, sta entrando anche nel mercato delle cosiddette partite Iva e addirittura in quello dei privati. I lettori ci perdoneranno se nel titolo abbiamo parafrasato addirittura Hemingway e il primo dei suoi 49 racconti per parlare di un servizio, il noleggio a lungo termine, che pare avere molte vite e tutte felici.Questa formula presenta molti vantaggi. Innanzitutto non vi è bisogno di investire una cifra importante nell’acquisto dell’auto perché è la società di noleggio che compra la vettura e la mette a disposizione del suo cliente per  un periodo determinato (tre-quattro anni) e per un numero di chilometri prestabilito a fronte di un canone mensile che comprende non solo l’utilizzazione dell’auto ma anche il bollo, l’assicurazione, la manutenzione ordinaria, la sostituzione delle gomme e in genere tutti i costi per utilizzare l’auto fatti salvi quelli per i consumi di carburante. Le società di noleggio, che sono in genere grandissime aziende multinazionali legate al mondo della finanza che assicura loro gli elevatissimi capitali necessari per acquistare e mettere sulla strada centinaia di migliaia se non milioni di vetture, circa 10 anni fa avevano già conquistato, come abbiamo accennato, il mercato delle flotte. Per espandere la loro attività hanno puntato poi sul cosiddetto small business, espressione barbarica e vagamente offensiva nei confronti del pubblico a cui si riferisce e che è costituito da piccole aziende, professionisti e le altre cosiddette partite Iva.

 

I risultati di questi sforzi sono stati a lungo decisamente modesti perché l’atteggiamento verso l’automobile dello small business era ed è più vicino a quello dei privati che non a quello delle flotte, con l’importate conseguenza che l’automobile si preferiva acquistarla. La crisi, e forse non solo, ha però modificato questa situazione e a partire dal 2014 la penetrazione del noleggio a lungo termine nello small business ha cominciato a crescere e sullo slancio sta crescendo anche la quota di privati che optano per il noleggio a lungo termine. Se un comune mortale senza partita Iva fa bene i suoi conti il noleggio a lungo termine può essere infatti conveniente. Intanto non c’è bisogno di sborsare una cifra importante per cambiare l’auto, ma anzi molte società di noleggio acquistano l’usato da sostituire. Poi basta pagare un canone e il carburante e a tutte le seccature legate al possesso dell’auto ci pensa la società di noleggio. Sul mercato ci sono offerte veramente allettanti per i privati che naturalmente vanno valutate attentamente perché non è detto che le condizioni siano così vantaggiose come quelle che si fanno alle flotte aziendali, d’altra parte anche i canoni offerti sono molto competitivi.

 

Gian Primo Quagliano

direttore responsabile