Lexus RX, l’ibrido venuto dal futuro

di Paolo Artemi

L’appuntamento con la Lexus RX 450H è fissato a Peschiera Borromeo, 23mila anime e rotti che si sono stabilite a est della grande Milano, terra di piccole e medie imprese, start up e di un castello aristocratico. Uno dei bacini di utenza ideali per un’auto lussuosa e ambita da chi ama fare scelte fuori dal coro e quindi, fuor di metafora, rinuncia volentieri alle solite corazzate tedesche. Un Suv per imprenditori, manager, professionisti che amano la tecnologia e la sicurezza.

 

 

Forme audaci 

Quando te la trovi davanti sulle prime ti spiazza, con le sue forme caratterizzate da spigoli e tagli audaci. Per chi ha le tempie brizzolate ed è abituato alle bellezze classiche fa l’effetto di una diva del film Blade Runner, indubbiamente bella ma con un fascino aggressivo e un po’ eccessivo. Un modo per gridare al mondo la sua presenza sulla strada. Varcata la portiera ci si sente più tranquilli, contenuti in un abitacolo comodo anche per chi è diversamente alto, diciamo in zona uno e 90. E poi ad accoglierti c’è l’head-up display, un monitor posizionato alla base del parabrezza che visualizza i principali parametri di marcia ed evita a chi guida di distogliere lo sguardo da quello che succede davanti. 

 

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Sulla strada

Le prime impressioni di guida sono rassicuranti. Quest’auto è lunga quasi cinque metri e, soprattutto, pesa più di due tonnellate. A rendere la guida leggera pesa una folta schiera di servomeccanismi, mentre l’ottima insonorizzazione lascia fuori i rumori indesiderati lavorando in sintonia con le sospensioni. Sì, perché per raggiungere il luogo del meritato pranzo, in provincia di Pavia, il navigatore è stato impostato sull’itinerario più breve e, come avviene sempre in questi casi, trasporta la vettura in una gimkana tra stradine perse nella campagna lombarda, di questa stagione perlopiù fresca di aratura. Le stradine sono il terreno ideale per saggiare le qualità dei motori di questa Lexus, uno tradizionale e due elettrici. Il primo è un 3,5 litri V6 a iniezione diretta che sviluppa una potenza di 263 cavalli a 6mila giri/minuto, mentre il secondo e il terzo, ovviamente elettrici, portano la scuderia a un totale di 313 cavalli. Che, naturalmente, invitano a una guida brillante alla quale contribuiscono anche i molti sensori che raccolgono e trasmettono dati (per esempio sulla forza longitudinale e su quella laterale oppure relativi alla rotazione delle ruote e dello sterzo) per adattare il comportamento della vettura alle diverse superfici stradali. La distribuzione della coppia può variare tra una trazione completamente anteriore e una divisione a metà tra l’anteriore e la posteriore, assicurando quindi la massima efficienza dinamica. 

 

Sicurezza al top

È da sottolineare che per contenere i consumi la trazione integrale entra in azione solo quando serve davvero, consentendo al motore posteriore elettrico di agire come fosse un generatore di potenza dedicato alla ricarica della batteria quando la vettura è impostata in modalità di frenata rigenerativa. La distribuzione dei livelli di coppia viene puntualmente visualizzata sul display multi-informazioni, che evidenzia i livelli di coppia fronte-retro e perfino quelli assegnati a ogni singola ruota. Il susseguirsi di curve e controcurve particolarmente strette mette in evidenza i miglioramenti del servosterzo elettrico, che rispetto alla versione precedente è molto più reattivo. Mentre sulla via del ritorno, in autostrada, la Rx veleggia sul filo dei 130 in modalità Eco, quella che gestisce la potenza del motore, l’apertura della farfalla e il sistema di climatizzazione per minimizzare i consumi, garantendo un silenzio quasi irreale a chi sta a bordo. Ovviamente un’auto di questo censo dispone di tutti i sistemi di sicurezza, sia attiva sia passiva, che si possono desiderare. Meritano una citazione particolare il sistema che sfrutta un radar a onde millimetriche, una telecamera e un sensore per rilevare (e correggere) i livelli di imbardata, l’assistenza alla frenata che, tra l’altro, accende gli stop se ritiene imminente una collisione, evitando così che oltre a tamponare si venga tamponati, e il riconoscimento automatico della segnaletica stradale. Le informazioni su limiti di velocità, sensi unici, divieti di sorpasso e quant’altro vengono visualizzate sul display con un’ovvia ricaduta positiva sulla sicurezza di marcia. 

 

 

Appetibile per le flotte 

La riconsegna della vettura è vicina, se tutto fila liscio, dice il computer di bordo, avverrà tra mezz’ora. Resta il tempo di fermarsi in una piazzola per valutare il baule, che risulta capiente e caratterizzato da una soglia di accesso piuttosto alta. Prima di riconsegnare le chiavi un’ultima occhiata al maxi display per verificare i consumi, che la Lexus fissa a quota 18,2 km/l. Nel corso della prova quest’auto ha fatto registrare un brillante 13,5 non certo aiutato, va detto, dalla prima parte del test fatta tutta di frenate e accelerazioni. Si tratta, comunque, di un dato che conferma l’appetibilità per le flotte di questa corazzata, in modo particolare nell’allestimento F Sport, la RX della nostra prova, che secondo noi mostra il miglior rapporto prezzodotazioni