Lettera ai fleet manager: Obiettivo sicurezza

di Giovanni Tortorici

imageLa sicurezza in automobile è legata a due fattori fondamentali: il rischio e il pericolo ai quali veicolo e driver sono esposti nel corso dell’uso del mezzo. Per un’azienda l’approccio corretto con questa problematica è la metodologia del fleet risk management abbinata a una costante formazione dei driver sotto il profilo della guida sicura. Procedure dettagliate e condivise.
Qual è la differenza tra rischio e pericolo? Il pericolo è la proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni; il rischio è la probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione. Nel caso dell’auto aziendale il rischio si manifesta quando contemporaneamente si ha un pericolo ed un driver esposto al rischio. Per questo è bene affrontare questa tematica secondo la metodologia del fleet risk management.

Trasformare un costo in un saving
I costi sociali degli incidenti fanno parte di quei costi nascosti che poche aziende riescono a quantificare, così come i vantaggi prodotti da una gestione attenta della sicurezza stradale, arrivando a concludere che la sicurezza della flotta auto possa in qualche modo rappresentare una componente del vantaggio competitivo per le aziende. In quest’ottica, i costi occulti che emergono da un’attenta analisi, devono essere ridotti e la strada più concreta per farlo è quella di affrontare la questione come un progetto di risk management che partendo dalla selezione dei veicoli e delle tecnologie di sicurezza, non ultime le soluzioni telematiche (p.e. black box), porti al successo dell’iniziativa. Indubbiamente i driver devono assumere stili di guida responsabili, quindi fondamentale è anche l’educazione alla sicurezza, non vissuta come fatto episodico, ma come formazione permanente. imageScelta delle vetture in funzione del loro equipaggiamento di sicurezza e della dotazione telematica, unita a uno stile di guida responsabile dei driver, raggiunto con corsi di formazione permanente, sono alla base del successo dell’iniziativa e sono fattori capaci di generare saving attraverso una diminuzione dell’incidentalità. Indispensabile, quindi, è un programma di formazione che venga messo a disposizione degli utilizzatori di veicoli aziendali e che venga da questi condiviso anche sotto il profilo delle loro responsabilità derivanti da incidenti per i quali vanno definite precise regole di rilevamento.

[adrotate group=”3″]Il piano per la sicurezza della flotta 
Il possesso della patente non basta, e l’idoneità del driver deve essere periodicamente verificata con controlli del suo stato di salute complessivo ai quali il soggetto deve accettare di sottoporsi allo scopo di favorire la sicurezza sul lavoro. Vanno quindi valutati dall’azienda precisi standard come atteggiamento/comportamento alla guida, consapevolezza e percezione di pericolo/incidente. Deve inoltre essere predisposta la procedura per la registrazione degli eventuali incidenti nei quali un driver e una vettura aziendale rimangono coinvolti. I corsi di formazione per una guida sicura devono avere come obiettivo quello di mettere il driver nelle condizioni di evitare situazioni pericolose dalle quali può nascere un incidente, di mantenere cioè uno stile di guida consapevole che segua regole fissate in un manuale da consegnare al momento dell’accettazione dell’auto aziendale. La prevenzione di comportamenti scorretti (come, per esempio, l’uso di telefonini che è un fattore di pericolo) può essere implementata attraverso la dotazione dell’auto di particolari dispositivi (nel caso del telefonino l’adozione di bluetooth/ viva-voce). Più in generale, l’azienda dovrebbe puntare a scegliere i mezzi aziendali negli allestimenti standard delle Case che favoriscono prevenzione e protezione. Decisivi rimangono la regolare manutenzione e il controllo dell’efficienza dei dispositivi per conservare i veicoli in condizioni di piena sicurezza e conformità alle normative.

Gli incidenti e le responsabilità del driver
I driver sono, come ovvio, sempre responsabili delle proprie azioni. La disattenzione è una delle cause principali di incidenti e tecniche di base per una guida sicura possono essere di beneficio diretto sia per il driver sia per l’azienda. La partecipazione del driver a corsi di guida sicura è importante per poter prendere provvedimenti disciplinari nei suoi confronti in caso di comportamenti pericolosi alla guida. I driver più virtuosi entrano in un sistema di incentivazione, mentre per quelli che si classificano al di sotto degli standard previsti e concordati, bisogna identificare i motivi delle carenze e porvi rimedio. Per applicare misure disciplinari eventualmente previste dalla car policy bisogna aver fornito al driver la conoscenza delle problematiche legate alla sicurezza. imageIl comportamento del driver potrà essere preso in considerazione nell’elaborazione di un sistema che preveda un punteggio negativo da assegnare ad ogni incidente imputabile alla responsabilità del driver. In caso di più incidenti in un arco di tempo prestabilito, i punti andranno sommati e qualora raggiungano o superino un totale predeterminato potranno scattare sanzioni come il fermo dell’auto aziendale per un periodo durante il quale al driver non verrà riconosciuto alcun rimborso per l’uso dell’auto personale.

Le opzioni di fleet risk management
Una corretta strategia di fleet risk management deve impostare la car policy aziendale in considerazione della sicurezza occorre poi implementare le iniziative in tutta l’azienda, stabilire “best practices” e condividerle tra tutti i driver. Tutto deve essere naturalmente approvato dai massimi vertici aziendali. Nel Documento di Valutazione del Rischio, da redigere seguendo quanto stabilito dalla legge in fatto di responsabilità, il datore di lavoro dovrà considerare rilevanti le condizioni del veicolo, lo stato del guidatore e le condizioni del viaggio. Nell’ottica di una efficace valutazione e gestione dei rischi derivanti dall’uso di veicoli aziendali, è opportuno che il Datore di Lavoro/RSPP dell’azienda riceva idonea formazione specifica al fine di possedere capacità e requisiti professionali adeguati nell’approfondimento di diverse tematiche, fra le quali: dati statistici (Inail + Istat) da confrontare con quelli aziendali, consultazione e coinvolgimento dei lavoratori con conseguente elaborazione del Mansionario aziendale per la Sicurezza, valutazione globale del Rischio, strategie Prevenzione e gestione del Rischio Residuo. Al fine poi di garantire un processo di miglioramento continuo ed efficaci economie di gestione è anche opportuno considerare, nella scelta del parco auto, i dispositivi di sicurezza ed i veicoli che abbiano superato bene dei test specifici di sicurezza (Crashtest, Euroncap, spazi di frenata in funzione della distribuzione delle masse, tipologia di trazione, ecc..). Ciò non di meno, sono importanti anche l’ergonomia del posto di guida e l’“impatto ambientale”. A ciò è poi necessario associare prassi di valutazione delle competenze del driver, dell’atteggiamento, delle conoscenze, delle abilità di riconoscimento di pericolo intese come parte integrante di una parte importante di una corretta strategia di prevenzione del rischio. Resta il fatto che per il fleet manager aziendale, il rispetto delle strategie e delle normative in conto all’azienda in tema di sicurezza al fine di gestire i rischi per la flotta significa soprattutto: identificare le vulnerabilità proprie di ciascun bene, individuare le minacce potenziali capaci di sfruttare tali vulnerabilità per determinare un impatto e quindi un danno, quantificare il rischio correlato a ciascun danno individuato, individuare e porre in atto le contromisure utili a rendere accettabile il livello di rischio individuato.
La missione del fleet manager è anche quella di far percepire all’azienda il tema della sicurezza della flotta come un’attività integrata nel risk management aziendale, specifica per la gestione del parco auto, ma pienamente collocata all’interno delle strategie globali aziendali per la prevenzione e la sicurezza.