L’esperto risponde

di Carla Brighenti

imageAntonio Passerini fleet manager di Giesse Group ci scrive segnalandoci un “inconveniente” che ha determinato un aggravio di costi nella gestione della sua flotta. “Ero sicuro − scrive Passerini – che l’immatricolazione come autocarro di un veicolo che ha le caratteristiche tecniche per esser immatricolato sia come autovettura che come autocarro fosse molto più conveniente. Non avevo però mai fatto conti precisi. Li ho dovuti fare perché la società di noleggio a cui  avevo ordinato una Fiat Qubo da utilizzare come autocarro con trasporto persone ha immatricolato il veicolo come M1 (autovettura) invece che come N1 (autocarro con trasporto persone) e alle mie rimostranze l’incaricato ha risposto ‘fammi i conti che ti rimborso’ pensando a pochi spicci. Per cui ho fatto i conti e la sorpresa è stata tanta. Solo per un errore di immatricolazione (che mi dicono irrimediabile) lo Stato si porta via in cinque anni 16.000 euro in più!!! Per cui sarebbe molto interessante se chiariste in quali casi un veicolo può essere immatricolato come autovettura e in quali casi può essere invece immatricolato come autocarro con trasporto persone e quali sono le differenze di trattamento fiscale.”

Le norme fiscali, tra loro coordinate, oggi prevedono che l’IVA assolta sull’acquisto, a qualunque titolo, di “autovetture” non utilizzate esclusivamente nell’esercizio dell’impresa o della professione, sia detraibile al 40 %.
Fanno eccezione le autovetture utilizzate dagli agenti di commercio, le autovetture che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa e le autovetture concesse in uso promiscuo ai dipendenti a fronte del pagamento di un corrispettivo per le quali l’iva è detraibile al 100%.
Vi sono poi autovetture, che per l’esattezza la norma definisce “veicoli”, destinate al trasporto di merci che  possono essere utilizzate anche per il trasporto di persone e vi sono anche autovetture destinate al trasporto di persone che, rispondendo a determinate caratteristiche tecniche definite dalle direttive europee, possono essere utilizzate anche per il trasporto di merci e quindi possono essere immatricolate come autocarri.

[adrotate group=”3″]Per limitare abusi nell’immatricolazione di autovetture come autocarri (di falsi autocarri come dice la norma) l’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento del  6 dicembre 2006 con il quale vengono individuati i veicoli che a prescindere dalla categoria di immatricolazione, risultano da adattamenti che non ne impediscono l’utilizzo per il trasporto privato di persone ma che, ai fini delle normative fiscali (art. 19 bis del decreto IVA e art. 164 del testo unico sulle imposte dirette) sono equiparati alle autovetture e comportano una limitazione alla detrazione dell’IVA e alla deducibilità dei costi di acquisto e  dei costi di impiego.
Dobbiamo, innanzitutto, precisare che dal 1° ottobre 1998 non è più possibile immatricolare alcun  veicolo nella categoria di trasporto promiscuo di persone e merci.
Le categorie omologabili secondo le direttive comunitarie, che qui interessano, sono dunque oggi le due seguenti:
M1 veicoli a motore destinati al trasporto di persone aventi al massimo otto posti a sedere oltre il  conducente
N1 veicoli a motore destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 tonnellate (autocarri).
Tutte le autovetture comprese nella categoria M1, quindi, salvo le eccezioni richiamate in apertura, comportano una detrazione dell’IVA del 40% e una deducibilità dei costi e dell’ammortamento del 20% con un massimale su cui calcolare la deduzione per l’ammortamento fissato in euro 18.076. Non solo, anche i veicoli immatricolati come N1 che hanno un rapporto tra potenza del motore e portata uguale o superiore  a 180 KW per tonnellata  ai fini fiscali sono equiparati alle autovetture.
Infatti in base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 dicembre 2006 i “veicoli che consentono anche il trasporto privato di persone, immatricolati o reimmatricolati  come N1 (che è la categoria attualmente  prevista  per i veicoli adibiti al trasporto di merci)  con un codice di categoria FO (effe zero), quattro posti o più posti a sedere e un rapporto tra la potenza del motore (Pt) espressa in  KW e  la portata uguale o superiore a 180 KW comportano una detrazione  dell’IVA al 40% in quanto equiparati ai veicoli omologati nella categoria M1 e una deducibilità dei costi uguale a quella dei veicoli immatricolati come M1”.
In sintesi i veicoli che subiscono una limitazione alla detrazione dell’IVA e alla deducibilità dei costi, salvo i casi espressamente previsti dalla norma,  sono tutti quelli del categoria M1 e quelli della categoria N1 con una potenza per tonnellata uguale o superiore a 180 KW, mentre per i veicoli N1 con potenza per tonnellata non superiore a 180 KW la detraibilità dell’iva e la deducibilità dei costi sono integrali.
È del tutto evidente, quindi, che immatricolare come M1 un veicolo che avrebbe potuto essere immatricolato come N1 comporta una pesante penalizzazione fiscale.
Nel programmare l’acquisto di una autovettura da adibire al trasporto di persone oltre che di merci è dunque necessario verificare preventivamente se il mezzo può essere immatricolato come N1 con le caratteristiche richiamate e una potenza per tonnellata inferiore a 180 KW al fine di detrarre interamente l’IVA e dedurre integralmente i costi di esercizio e ammortamento.
Un’ultima avvertenza per coloro che utilizzassero come autovetture veicoli immatricolati come N1. L’art. 82 del codice della strada  vieta un uso diverso da quello indicato sul libretto di circolazione. Ne consegue che non è possibile per le autovetture immatricolate come N1, un utilizzo diverso da quello aziendale o professionale.

Carla Brighenti