L’esperto risponde

aam16L’esperto rispondeUn approfondimento sulle differenze tra tabelle e tariffe Aci

Quesito: un nostro lettore chiede se esistono delle differenze dal punto di vista fiscale tra le Tabelle utilizzate per quantificare il rimborso chilometrico e quelle utilizzate per valorizzare il fringe benefit nel caso di utilizzo promiscuo dell’auto aziendale, entrambe previste dall’ ACI. Se la risposta è affermativa, chiede di sapere quali sono le principali differenze.

Caro lettore, la differenza esiste ed è anche piuttosto importante, almeno dal punto di vista fiscale. Spesso si crea confusione perché vengono definite entrambe “Tabelle” sia in riferimento al rimborso chilometrico e sia in riferimento alla valorizzazione del fringe benefit. Le prime sono predisposte dall’ACI ai fini della quantificazione del rimborso da erogare al dipendente che utilizza la propria auto per trasferte aziendali ed esprimono una media dei costi di esercizio del veicolo. Queste sono aggiornate due volte l’anno, indicativamente a marzo e settembre, e possono essere utilizzate quale parametro di riferimento nella compilazione della “nota spese” da parte del dipendente, ma non è previsto un obbligo di utilizzo. In questo senso sono Tabelle orientative. Tuttavia, ai fini fiscali, l’Agenzia delle Entrate ha più volte riconosciuto queste Tabelle come l’unica fonte attendibile, e dunque si consiglia di attenersi ai valori ivi indicati. I valori espressi nelle tabelle variano in funzione del modello e della potenza del veicolo. Il valore è comprensivo della quota di ammortamento del capitale; della quota interessi sul capitale investito; dei costi assicurativi RC auto; della tassa automobilistica; del carburante; del costo pneumatici e della spese per riparazioni e manutenzioni.

A contrariis le altre “Tabelle” ACI devono essere applicate quando il veicolo è di proprietà aziendale ed è concesso in uso al dipendente anche per fini privati con il cosiddetto “uso promiscuo”. In tal caso il valore del fringe benefit (reddito imponibile in capo al dipendente che deve essere allocato in busta paga) è determinato in misura pari al 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle Tariffe ACI., al netto degli importi eventualmente trattenuti al dipendente.

[adrotate group=”3″]A questo scopo l’ACI deve elaborare i valori di riferimento entro il 30 novembre di ciascun anno e darne notizia al Ministero delle Finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre di ciascun anno con effetto dal periodo d’imposta successivo. Gli importi relativi ai fringe benefit 2014 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 23/12/2013 supp. ord. n.86.

 

Pick up: è possibile un uso promiscuo?

Quesito: l’azienda in cui lavoro ha deciso di darmi in uso promiscuo, come auto aziendale, un Pick up. Mi sorge un dubbio perché quest’auto viene immatricolata come autocarro, cioè nella categoria N1 con cinque posti a sedere. Se io uso questo veicolo in giornate non lavorative posso incorrere nelle sanzioni previste dal codice della strada per uso improprio di un autocarro?

Caro lettore, l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 6 dicembre 2006,  ha indicato quali sono i veicoli che, essendo progettati e omologati per il trasporto di merci e consentendo anche il trasporto di persone,  vanno immatricolati nella categoria N 1 cioè nella categoria attribuita agli autocarri. Se questi  veicoli hanno un codice di carrozzeria FO, quattro o più posti a sedere e una potenza per tonnellata  inferiore a 180 KW non subiscono alcuna limitazione alla detraibilità dell’IVA e alla deducibilità dei costi.

Se invece questi veicoli hanno una potenza per  tonnellata uguale o superiore a 180 KW la detraibilità dell’iva e la deducibilità dei costi sono le  stesse previste per le autovetture.

Quanto fin detto qui vale per gli aspetti fiscali, ma per rispondere al quesito posto dal lettore occorre considerare anche il codice della strada (artt. 47 , 54 e 82 ) che, indipendentemente dalla normativa fiscale,  stabilisce che, dopo l’abolizione della categoria del trasporto promiscuo di persone e cose avvenuta nel 1998, i veicoli  immatricolati nella categoria N1, cioè gli autocarri, possono essere destinati unicamente al trasporto di cose e di persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse.

Ne consegue (art. 82 del codice della strada) che, al di fuori del caso del trasporto di persone addette all’uso e al trasporto delle cose trasportate, qualsiasi uso del veicolo per il trasporto di persone è vietato e in caso di infrazione si incorre in una sanzione pecuniaria e nella sanzione accessoria del ritiro della carta di circolazione da uno a sei mesi.

È questo il rischio in cui incorre il nostro lettore nell’ipotesi in cui una domenica utilizzasse il mezzo per andare al mare con la famiglia.