Lenta procede la ripresa dell’economia

di Gian Primo Quagliano

Dall’indice anticipatore del ciclo economico dell’Istat vengono indicazioni positive. La ripresina dell’economia italiana in atto continua, anche se non si colgono segnali significativi di accelerazione e di conseguenza il ritorno del prodotto interno lordo italiano ai livelli antecrisi (2007) resta per ora fissato a metà dei prossimi anni ‘20. La ripresina in corso è dovuta al recupero dell’attività manifatturiera. Gli acquisti di alcuni beni di consumo durevole (automobili) sono fortemente in crescita, ma in generale la ripresa dei consumi non è sostanzialmente ancora cominciata. Il pericolo della deflazione sembra però scongiurato in quanto in marzo i prezzi al consumo crescono dell’1,4% e non vi è certo il pericolo di inflazione. Da segnalare che in deciso miglioramento in febbraio è il tasso di disoccupazione che passa dall’11,8% di gennaio all’11,5%. Anche per la disoccupazione giovanile vi è un lieve miglioramento. Il tasso di disoccupazione giovanile passa infatti dal 36,9% di gennaio al 35,2%. Notizie discrete anche per il nostro commercio estero. Nei primi due mesi del 2017 le esportazioni crescono del 7,2%, le importazioni crescono però del 12,2% per effetto soprattutto del rincaro dei prodotti petroliferi. 

 

Fiducia operatori auto

In marzo l’indicatore di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor ha toccato quota 47,8 con un recupero di ben cinque punti rispetto a febbraio. La fiducia degli operatori del mercato auto aveva toccato un massimo alla fine del 2015. Si era poi diffusa, soprattutto tra i concessionari, la convinzione che il mercato non potesse continuare a crescere con il tasso a due cifre che aveva caratterizzato il 2015. Con il passare dei mesi gli operatori si sono però resi conto che il mercato dell’auto conservava intatte anche nel 2016 le potenzialità di crescita già espresse nell’anno precedente. E così nella seconda metà dell’anno scorso l’indicatore ha prontamente recuperato. 

 

Consumatori 

In marzo l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta di un punto netto passando da 106,6 a 107,6. Secondo l’Istat l’aumento dell’indice di fiducia dei consumatori è dovuto essenzialmente al miglioramento del clima economico, cioè dell’andamento generale dell’economia, e di quello futuro, mentre il clima personale e quello corrente scendono. 

 

Imprese 

Anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese in marzo cresce passando da 104,3 a 105,1, livello che non veniva più raggiunto da dicembre 2015. Dei quattro macro comparti considerati per il calcolo dell’indice composito tre crescono e uno cala. L’indice del manifatturiero sale in marzo a 107,1 da 106,4 di febbraio, quello dei servizi passa da 105,5 a 106,5 e quello del commercio al dettaglio sale da 108,4 a 108,7. Il settore delle costruzioni è invece in controtendenza. L’indice accusa un calo, passando da 123,9 a 123,3.