Le auto “intelligenti” sono già fra di noi

di Vincenzo Conte
Sulle nostre strade, fra i veicoli che le percorrono tutti i giorni, ci sono già auto “intelligenti”. Non sono entità aliene ma vetture dotate di dispositivi tecnologici di ultima generazione che assistono il conducente e rendono più sicuro il tragitto.

Le auto “intelligenti” sono già fra di noi

Oggi le auto non sono più quelle di una volta. Negli ultimi anni, infatti, i progressi tecnologici che hanno caratterizzato il settore automobilistico hanno cambiato completamente il volto dei veicoli che circolano sulle nostre strade. Le auto, oggi, si possono a pieno titolo definire “intelligenti”. Questo perché sono in grado di rilevare e segnalare la stanchezza del conducente; possono aiutare i guidatori nelle situazioni più diverse (nelle manovre di parcheggio, nella circolazione per non superare la linea di mezzeria, per viaggiare ad una velocità costante impostata precedentemente, per monitorare l’angolo cieco della visuale del guidatore, per mantenere una distanza costante dal veicolo che precede, per riconoscere i segnali stradali,

Alessandro Torchio, Head of Consulting e CVO di Arval Italia
Alessandro Torchio, Head of Consulting e CVO di Arval Italia

per accelerare e frenare automaticamente in base a condizioni prestabilite) e possono far partire automaticamente una chiamata d’emergenza e trasmettere a distanza dati sulla situazione del veicolo e sui comportamenti dei driver. La parola chiave che rende possibili tutte queste funzioni è automazione: per questo si parla di auto “intelligenti”.

 

Nelle flotte aziendali  

Ad auto rinnovate e con contenuti tecnologici e funzioni “intelligenti” deve corrispondere una approccio nuovo da parte di chi usa le auto per lavoro. La rivoluzione delle auto “intelligenti”, infatti ha avuto effetti anche sulle flotte aziendali. “Le connected car o auto intelligenti – sostiene Alessandro Torchio, Head of Consulting e CVO di Arval Italia – sono oggi il cosiddetto ‘ultimo miglio’ verso le tecnologie ADAS (vetture a guida autonoma) e rappresentano una realtà tecnologica ormai alla portata di tutti. Quella che, fino a una dozzina di anni fa, era solo un progetto o l’obiettivo di qualche ingegnere illuminato, è diventata la tecnologia che permette già di guidare un’auto senza toccare i pedali o il volante. Entro il 2020, poi, assisteremo alla diffusione sul mercato di tecnologie di controllo delle vetture con telecomandi o smartphone per i parcheggi o di tecnologie che diventeranno vere estensioni di ambienti lavorativi o privati, possibili grazie alla guida sempre più assistita”.

 

LE OPINIONI DEI FLEET MANAGER

Soddisfazione del driver e riduzione del TCO

LE OPINIONI DEI FLEET MANAGERUna interessante analisi che emerge dai risultati dell’inchiesta citata n questo articolo riguarda l’influenza dei dispositivi di guida “intelligente” sulla soddisfazione dei driver e sulla riduzione del TCO. Nel caso della soddisfazione dei driver, sia chi ha già adottato questi dispositivi che chi non lo ha ancora fatto crede che possano contribuire ad aumentarla (posizione sostenuta in media dal 72,% degli interpellati). Per ciò che riguarda la riduzione del TCO, il 73% di chi ha già provato questi dispositivi (ed evidentemente si è reso conto della loro utilità) pensa che possano contribuire a ridurlo, mentre solo il 44,6% di chi ancora non li ha provati pensa che questo sia possibile. Quanto alle priorità da perseguire nell’impiego di auto “intelligenti” sia chi le ha già provate che chi non lo ha ancora fatto mette la possibilità di aumentare la sicurezza dei driver al primo posto, prima ancora del possibile incremento dell’efficienza della gestione della flotta.

 

Inchiesta CVO – Econometrica

Può aiutare a comprendere il rapporto tra flotte aziendali e auto “intelligenti” una inchiesta del CVO di Arval e di Econometrica, inchiesta condotta intervistando un campione rappresentativo di fleet manager sul loro rapporto con le nuove funzionalità delle auto di oggi ed i cui risultati sono stati presentati in occasione dell’ultima Fleet Manager Academy, a Milano lo scorso 15 marzo. Il primo ed importante risultato che emerge da questa inchiesta è che le auto “intelligenti sono già presenti nelle flotte aziendali. Infatti ben il 63% degli intervistati ha dichiarato che nella sua flotta è già oggi presente almeno un’auto intelligente. Tra questi, poi, c’è già chi dichiara che l’intera flotta è composta da auto con almeno uno dei dispositivi che consentono di definirla intelligente; in media, le auto intelligenti rappresentano già oggi il 41,5% delle auto delle flotte in cui sono presenti. Un ulteriore approfondimento di indagine ha consentito di capire anche quali sono i dispositivi più diffusi nelle flotte. Al primo posto c’è l’assistenza al parcheggio, seguito dal mantenimento della distanza dal veicolo che precede, dalla frenata automatica in caso di emergenza e dal rilevamento della stanchezza del guidatore. I meno diffusi (forse perché molto recenti) sono il riconoscimento dei segnali stradali e la trasmissione a distanza di dati sul veicolo e sul comportamento del driver. 

 

Le auto “intelligenti” sono già fra di noi 2Chi le prova non torna indietro

Chi ha avuto modo di provare questi dispostivi ha verso di essi un atteggiamento molto positivo: solo lo 0,8% degli intervistati infatti ha dichiarato di giudicarli negativamente. Anche sul livello delle informazioni ricevute su queste novità i giudizi sono piuttosto positivi. Il 91,3% dei fleet manager e l’81,7% dei driver interpellati hanno infatti dichiarato di ritenere sufficienti le informazioni ricevute. Da un livello sufficiente, però, si può ancora salire. Come? Soprattutto con tutorial online, video esplicativi e brochure dedicate. In sintesi: l’80% dei fleet manager che hanno già in flotta auto con dispositivi “intelligenti” sono favorevoli ad accelerare l’introduzione di queste vetture nelle car list. Di nuovo, a questo punto, si pone la domanda: come agevolare l’introduzione di auto “intelligenti” nelle flotte? In due modi, essenzialmente: stabilendo che tutti gli utilizzatori dispongano di determinati dispositivi altamente tecnologici di assistenza alla guida e dando agli utilizzatori, a parità di spesa, la possibilità di scegliere tra auto tradizionali e auto “intelligenti”.

“Per quanto concerne le flotte – sostiene Torchio – la tecnologia delle auto intelligenti viene scelta in primo luogo per favorire la sicurezza dei dipendenti e, secondariamente, per i saving generati da efficienze gestionali dovute alla conoscenza estesa di tute le componenti statistiche di utilizzo. In un prossimo futuro, le auto intelligenti contribuiranno sempre di più alla crescita della soddisfazione dei driver: la multimedialità genererà infatti un miglioramento dei comportamenti alla guida e una maggiore sicurezza e, come conseguenza ulteriore, si registrerà un’ottimizzazione dei costi di gestione dell’intera flotta”.

SICUREZZA INNANZITUTTO

I dispositivi più utili

SICUREZZA INNANZITUTTOIl dispositivo che i fleet manager ritengono più utile, fra quelli presi in considerazione per questa inchiesta, è il rilevamento della stanchezza del conducente, a pari merito con la frenata automatica in caso di emergenza. Al secondo posto c’è il mantenimento della distanza di sicurezza dal veicolo che precede, seguito dalla segnalazione della presenza di veicoli nell’angolo cieco dello specchietto del guidatore. E poi, ancora. La chiamata di emergenza automatica, il dispositivo per evitare il superamento involontario della linea di mezzeria, la trasmissione a distanza di dati sul veicolo e sul comportamento del driver, accelerazione e frenata automatiche in base a condizioni prestabilite, il riconoscimento dei segnali stradali e l’assistenza al parcheggio.