LCV, il noleggio la fa da padrone

di Vincenzo Conte

Il mondo dei veicoli commerciali leggeri presenta alcune peculiarità che lo distinguono dal mondo delle autovetture. Una rilevazione aiuta a far luce proprio su questi aspetti. NLT molto forte, cresce l’interesse per le alimentazioni alternative. 

Il mondo dei veicoli commerciali leggeri è spesso accomunato a quello delle autovetture, con il quale condivide molto, a partire dalle case costruttrici; gli andamenti di questi due mercati, però, non sempre sono simili, anzi a volte si differenziano notevolmente, a causa delle complessità e delle peculiarità che caratterizzano questi due mondi. Di certo una tendenza comune emersa in questi mesi di emergenza per entrambi i settori è quella relativa ai cali di mercato, che, con i concessionari chiusi a causa del lockdown, sono quasi inevitabili. Si dovrà pensare a come rilanciare anche il mondo dei veicoli commerciali leggeri, oltre a quello delle autovetture, a maggior ragione perché questi veicoli sono diventati strategici per il settore delle consegne nei centri cittadini.

Per sostenere il rilancio di questo comparto è quindi necessario comprendere a fondo le peculiarità che lo differenziano da quello delle auto. Per approfondire la conoscenza degli aspetti peculiari legati alla gestione degli LCV (veicoli commerciali leggeri), Econometrica, in collaborazione con l’Arval Mobility Observatory (piattaforma indipendente di ricerca e intelligence che fornisce dati e tendenze sul mondo della mobilità), ha realizzato una rilevazione su un campione di 300 fleet manager di aziende che operano in Italia e che hanno a disposizione, nella loro flotta, anche veicoli commerciali leggeri.

METODO DI FINANZIAMENTO PREFERITO

Da questa rilevazione emerge, tra l’altro, che oggi il metodo più diffuso per acquisire gli LCV è il noleggio a lungo termine (46%), seguito da acquisto in contanti (24%), acquisto con finanziamento (22%) e leasing (8%). Il tempo medio di permanenza in flotta degli LCV è pari a 6 anni e 1 mese. Per ciò che riguarda il tipo di alimentazione a farla da padrone è il diesel, con una quota del 78%, seguito metano/GPL (12%), benzina (7%) e infine da ibrido/elettrico (3%). Sempre in tema di alimentazione dei veicoli, parlando di alternative al diesel il 29% dei fleet manager interpellati ha espresso interesse nei confronti dell’ibrido, il 22,3% per metano/GPL e il 21,7% per l’elettrico.

ADAS OBBLIGATORI

Passando agli aspetti specifici che distinguono la gestione degli LCV da quella delle automobili, dalla rilevazione emergono alcuni elementi interessanti da mettere in evidenza. Ad esempio il fatto che il 63% degli interpellati dichiari che gli LCV della loro flotta effettuano mediamente in una giornata lavorativa più di 5 fermate (con il 28% che ne fa più di 10). Di particolare interesse anche la graduatoria degli Adas obbligatori sugli LCV in flotta: al primo posto c’è la frenata di emergenza automatica, seguita dall’indicatore di sovraccarico, dall’allerta per il rischio di collisione, dal sistema di mantenimento della carreggiata e dal dispositivo che sorveglia l’angolo cieco dello specchietto retrovisore. 

UN SETTORE IN PIENO CAMBIAMENTO

Dai dati rilevati emerge quindi il ritratto di un settore in trasformazione, che oggi è ancora legato a logiche di gestione tradizionali ma che guarda con interesse alle opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico ed è molto interessato anche ai nuovi servizi che consentono di massimizzare l’operatività e di avere pieno controllo sui veicoli della flotta. Non solo: con i nuovi sviluppi sulla gestione della mobilità legata all’emergenza Covid-19 il mondo dei veicoli commerciali leggeri è diventato ancora più importante, dal momento che è aumentato il ricorso agli acquisti online, e che le consegne di questi acquisti avvengono proprio grazie a flotte di veicoli commerciali leggeri. Torneremo quindi presto a parlare di questo mondo, soffermandoci sulle prossime novità in tema di veicoli elettrici sul mercato e sull’interesse da parte degli utenti per questi veicoli.