Lazzaroni (Assilea): il leasing anticipa la ripresa

Nel 2010 il leasing di autoveicoli ha fatto registrare una crescita dello stipulato del 2,1% e ciò dopo due anni di forti contrazioni. Tra l’altro nel comparto del leasing il settore auto è l’unico in crescita se si esclude il boom del leasing per l’acquisizione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, impianti la cui diffusione è sostenuta da poderosi incentivi statali. Come interpretare la crescita del leasing auto in un anno certamente non felice per il mercato automobilistico italiano? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Lazzaroni, Presidente di Assilea (Associazione Italiana Leasing) e  vice Presidente di UBI Leasing.

“L’esperienza – spiega Lazzaroni – ci ha insegnato che il risveglio della domanda di leasing in genere anticipa la ripresa economica e sostiene, in tempo reale, quella del mercato dei beni che sono oggetto del contratto. Il recupero del leasing è quindi di buon auspicio per l’intero mercato automobilistico, Infatti i  dati a febbraio  2011 (+ 7% circa complessivo e + 18% circa nel segmento autovetture, rispetto al corrispondente periodo 2010) indicano che qualcosa si muove nel segmento dell’auto aziendale in quanto dopo una fase molto difficile la domanda di auto delle aziende comincia a sentire la ripresa”.

Maurizio Lazzaroni, Presidente di Assilea, in questa intervista illustra le ragioni che fanno del leasing auto una formula pienamente vitale,  che  ha certamente bisogno di maggiore comunicazione e probabilmente anche di un’innovazione di prodotto, ma che ha le potenzialità non solo per mantenere ma anche per aumentare la sua quota di mercato. Sarà vera ripresa?
I prossimi mesi diranno se l’andamento del 2010 e dei primi mesi del 2011 segna effettivamente l’avvio di una svolta del mercato dell’auto aziendale ed in particolare per il ricorso al leasing, che nel 2006, contestualmente all’eliminazione degli ammortamenti anticipati, ha visto allungare a 48 mesi la durata minima dei contratti per poter beneficiare della detraibilità dei canoni. “In effetti – dice Lazzaroni – l’allungamento della durata minima dei contratti per il leasing auto ha creato qualche problema nel 2006/2007. Con il passare del tempo questa penalizzazione ha perso però importanza, da un lato, perché i clienti hanno compreso che il leasing resta conveniente anche con la durata del contratto di 48 mesi e, soprattutto, perché la crisi economica ha reso necessario allungare il periodo di utilizzazione dell’auto aziendale. Infatti anche la scadenza di molti contratti di noleggio a lungo termine è stata prorogata da 36 a 48 mesi ed anche più”. Certo è che, con l’affermarsi di una ripresa, il bisogno delle imprese di “stringere” sul ciclo di sostituzione si  ripresenterà quasi certamente.

Una tassazione più semplice
Il problema della penalizzazione fiscale resta comunque molto serio, non solo per i veicoli in leasing ma in generale per l’intero comparto dell’auto aziendale, come pensa Assilea di contribuire alla soluzione di questo problema? “Fermo restando che in questa fase qualsiasi proposta di modifica del sistema di tassazione viene valutata se rispetta, quantomeno, l’invarianza del gettito, l’obiettivo che sta perseguendo Assilea è quello di lavorare ad una riorganizzazione e razionalizzazione delle innumerevoli regole e norme fiscali che gravano sul mercato dell’auto. Parlare di semplificazione ci piace e riteniamo che possa senza dubbio stuzzicare l’interesse dello stesso Ministero dell’Economia. In quest’ottica, Assilea ed Unrae hanno recentemente messo a punto un modello microeconomico di simulazione degli effetti di gettito in conseguenza di modifiche alla disciplina fiscale dell’auto aziendale; questo modello può dare un notevole contributo per verificare come a parità di gettito sia possibile rendere il sistema fiscale più semplice con beneficio non solo delle imprese ma anche dell’erario. Più turn over di parco circolante genera vantaggi per l’erario e spazi di intervento a favore delle imprese, creando un circolo virtuoso il cui beneficio è generale”.

Un problema di comunicazione
Razionalizzare e rendere più “europea” la tassazione dell’auto aziendale è un obiettivo importante per tutto il comparto. Tornando però alle questioni che riguardano più da vicino il leasing auto, la nostra sensazione è che il settore non faccia comunicazione e questo ha consentito a chi invece di comunicazione ne fa molta, cioè alle società di noleggio a lungo termine, di accreditare la tesi secondo cui la soluzione migliore per chi necessita di un parco auto è senza alcun dubbio il noleggio a lungo termine. “Naturalmente – precisa Lazzaroni –  non sono d’accordo con questa affermazione, ritenendo i due prodotti complementari e non antitetici. Il noleggio a lungo termine presenta il grande vantaggio di semplificare la gestione del parco auto ed è questa la ragione per  la quale spesso viene preferito dalle aziende di medie e grandi dimensioni. Se tuttavia si analizzano accuratamente tutte le voci di costo si vede che sul piano finanziario il leasing compete senza timori con il  noleggio. Il leasing inoltre, non si sostituisce al cliente nel rapporto con i fornitori del veicolo  e dei servizi e questo può significare, oltre a prezzi e condizioni di acquisto trattate direttamente, quella flessibilità nella gestione che, gioco forza, il renting consente meno. Si tratta di aspetti che vengono particolarmente apprezzati dagli utilizzatori del leasing  che sono soprattutto operatori economici che possiedono un parco veicoli limitato, ma che, nell’insieme,   dispongono di un numero di auto  complessivamente superiore a quello delle medie e grandi aziende”.

Le potenzialità del leasing
Le società di noleggio a lungo termine stanno però pensando di aggredire anche il mercato delle piccole flotte “Penso che la competizione non ci debba spaventare, ma stimolare. Il mercato, peraltro, ne sarà favorito. Il leasing auto – afferma Maurizio Lazzaroni concludendo l’intervista – ha certamente bisogno di maggiore comunicazione e probabilmente occorre anche innovare il prodotto rendendolo più friendly nei confronti del cliente e necessariamente  arricchendolo di servizi; ma oggi il leasing ha tutte le potenzialità necessarie, non solo per mantenere, bensì  per aumentare la sua quota di mercato con i suoi clienti tradizionali ed anche nei confronti delle aziende che utilizzano medie e grandi flotte e che sono particolarmente attente al controllo dei propri costi oltre che alla semplificazione della gestione e, soprattutto per il proprio management, chiedono rapidità ed autonomia che il leasing garantisce appieno”.

el 2010 il leasing di autoveicoli ha fatto registrare una crescita dello stipulato del 2,1% e ciò dopo due anni di forti contrazioni. Tra l’altro nel comparto del leasing il settore auto è l’unico in crescita se si esclude il boom del leasing per l’acquisizione di impianti per la produzione di energie rinnovabili, impianti la cui diffusione è sostenuta da poderosi incentivi statali. Come interpretare la crescita del leasing auto in un anno certamente non felice per il mercato automobilistico italiano? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Lazzaroni, Presidente di Assilea (Associazione Italiana Leasing) e  vice Presidente di UBI Leasing.





“L’esperienza – spiega Lazzaroni – ci ha insegnato che il risveglio della domanda di leasing in genere anticipa la ripresa economica e sostiene, in tempo reale, quella del mercato dei beni che sono oggetto del contratto. Il recupero del leasing è quindi di buon auspicio per l’intero mercato automobilistico, Infatti i  dati a febbraio  2011 (+ 7% circa complessivo e + 18% circa nel segmento autovetture, rispetto al corrispondente periodo 2010) indicano che qualcosa si muove nel segmento dell’auto aziendale in quanto dopo una fase molto difficile la domanda di auto delle aziende comincia a sentire la ripresa”.

Sarà vera ripresa?
I prossimi mesi diranno se l’andamento del 2010 e dei primi mesi del 2011 segna effettivamente l’avvio di una svolta del mercato dell’auto aziendale ed in particolare per il ricorso al leasing, che nel 2006, contestualmente all’eliminazione degli ammortamenti anticipati, ha visto allungare a 48 mesi la durata minima dei contratti per poter beneficiare della detraibilità dei canoni. “In effetti – dice Lazzaroni – l’allungamento della durata minima dei contratti per il leasing auto ha creato qualche problema nel 2006/2007. Con il passare del tempo questa penalizzazione ha perso però importanza, da un lato, perché i clienti hanno compreso che il leasing resta conveniente anche con la durata del contratto di 48 mesi e, soprattutto, perché la crisi economica ha reso necessario allungare il periodo di utilizzazione dell’auto aziendale. Infatti anche la scadenza di molti contratti di noleggio a lungo termine è stata prorogata da 36 a 48 mesi ed anche più”. Certo è che, con l’affermarsi di una ripresa, il bisogno delle imprese di “stringere” sul ciclo di sostituzione si  ripresenterà quasi certamente.

Una tassazione più semplice
Il problema della penalizzazione fiscale resta comunque molto serio, non solo per i veicoli in leasing ma in generale per l’intero comparto dell’auto aziendale, come pensa Assilea di contribuire alla soluzione di questo problema? “Fermo restando che in questa fase qualsiasi proposta di modifica del sistema di tassazione viene valutata se rispetta, quantomeno, l’invarianza del gettito, l’obiettivo che sta perseguendo Assilea è quello di lavorare ad una riorganizzazione e razionalizzazione delle innumerevoli regole e norme fiscali che gravano sul mercato dell’auto. Parlare di semplificazione ci piace e riteniamo che possa senza dubbio stuzzicare l’interesse dello stesso Ministero dell’Economia. In quest’ottica, Assilea ed Unrae hanno recentemente messo a punto un modello microeconomico di simulazione degli effetti di gettito in conseguenza di modifiche alla disciplina fiscale dell’auto aziendale; questo modello può dare un notevole contributo per verificare come a parità di gettito sia possibile rendere il sistema fiscale più semplice con beneficio non solo delle imprese ma anche dell’erario. Più turn over di parco circolante genera vantaggi per l’erario e spazi di intervento a favore delle imprese, creando un circolo virtuoso il cui beneficio è generale”.

Un problema di comunicazione
Razionalizzare e rendere più “europea” la tassazione dell’auto aziendale è un obiettivo importante per tutto il comparto. Tornando però alle questioni che riguardano più da vicino il leasing auto, la nostra sensazione è che il settore non faccia comunicazione e questo ha consentito a chi invece di comunicazione ne fa molta, cioè alle società di noleggio a lungo termine, di accreditare la tesi secondo cui la soluzione migliore per chi necessita di un parco auto è senza alcun dubbio il noleggio a lungo termine. “Naturalmente – precisa Lazzaroni –  non sono d’accordo con questa affermazione, ritenendo i due prodotti complementari e non antitetici. Il noleggio a lungo termine presenta il grande vantaggio di semplificare la gestione del parco auto ed è questa la ragione per  
Lazzaroni (Assilea):                il leasing anticipa la ripresa

(segue da pag. 27) la quale spesso viene preferito dalle aziende di medie e grandi dimensioni. Se tuttavia si analizzano accuratamente tutte le voci di costo si vede che sul piano finanziario il leasing compete senza timori con il  noleggio. Il leasing inoltre, non si sostituisce al cliente nel rapporto con i fornitori del veicolo  e dei servizi e questo può significare, oltre a prezzi e condizioni di acquisto trattate direttamente, quella flessibilità nella gestione che, gioco forza, il renting consente meno. Si tratta di aspetti che vengono particolarmente apprezzati dagli utilizzatori del leasing  che sono soprattutto operatori economici che possiedono un parco veicoli limitato, ma che, nell’insieme,   dispongono di un numero di auto  complessivamente superiore a quello delle medie e grandi aziende”.

Le potenzialità del leasing
Le società di noleggio a lungo termine stanno però pensando di aggredire anche il mercato delle piccole flotte “Penso che la competizione non ci debba spaventare, ma stimolare. Il mercato, peraltro, ne sarà favorito. Il leasing auto – afferma Maurizio Lazzaroni concludendo l’intervista – ha certamente bisogno di maggiore comunicazione e probabilmente occorre anche innovare il prodotto rendendolo più friendly nei confronti del cliente e necessariamente  arricchendolo di servizi; ma oggi il leasing ha tutte le potenzialità necessarie, non solo per mantenere, bensì  per aumentare la sua quota di mercato con i suoi clienti tradizionali ed anche nei confronti delle aziende che utilizzano medie e grandi flotte e che sono particolarmente attente al controllo dei propri costi oltre che alla semplificazione della gestione e, soprattutto per il proprio management, chiedono rapidità ed autonomia che il leasing garantisce appieno”.

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