L’auto usata si cerca sempre più spesso online

È in crescita la vendita di auto usate sul web, sia nelle transazioni dirette tra privati intermediate da un sito specializzato (C2C), sia tra operatori professionisti (B2B). È quanto emerge da una recente ricerca condotta da BCA Italia (azienda specializzata nella vendita all’asta di auto usate) in collaborazione con Gpf Research

Dalla ricerca, i cui risultati sono stati resi noti in occasione dell’Automotive Marketing Forum 2017, emerge innanzitutto che in Italia negli ultimi 4 anni la domanda di auto usate è aumentata del 25% e che quest’anno si prevede un ulteriore incremento del 5-6%. Questo quadro positivo deriva dal processo in corso del rinnovo del parco circolante, che consente di mettere a disposizione del mercato d’occasione vetture “fresche” e appetibili. 

 

 

La ricerca, tra i vari obiettivi, ha cercato di definire meglio i diversi profili di trader operanti sul mercato dei veicoli di seconda mano. Secondo lo studio, attualmente il mondo dei professionisti dell’usato si divide in due categorie, che si differenziano per il tipo di prodotto che trattano e per le fonti di approvvigionamento. Da un lato si trovano gli operatori più tradizionali, che prediligono il prodotto “Premium” e si focalizzano sulle vetture a basso chilometraggio e considerano le relazioni interpersonali un elemento decisivo nei rapporti commerciali, motivo per cui tendono ad acquistare solo da privati e dealer. Dall’altro, ci sono gli operatori innovativi, che si rivolgono al web come fonte strategica di business e hanno come priorità l’allargamento dell’offerta al cliente e la velocizzazione della rotazione del parco auto.

La ricerca condotta da BCA Italia ha fatto anche emergere la visione che i trader hanno del mercato dell’usato. I principali criteri che guidano il cliente finale all’acquisto rimangono chilometraggio e prezzo (lo afferma quasi il 70% dei trader). Per quanto riguarda il segmento, circa la stessa percentuale dice di privilegiare e ricercare vetture compatte e compatte medie (segmenti B e C), seguite da citycar (14%) e auto Premium (11%). A questi si aggiunge una piccola percentuale specializzata in veicoli commerciali e industriali.