L’auto sostiene l’economia italiana

di Gian Primo Quagliano

Anche dal mondo dell’auto viene un segnale positivo per l’economia italiana. Il settore della costruzione dei mezzi di trasporto ha dato un contributo notevole alla crescita della produzione industriale che insieme allo sviluppo degli investimenti costituisce il principale driver della ripresa. A ciò si aggiunge che anche i segnali che arrivano dalle vendite di auto nel nostro Paese sono positivi. I livelli ante-crisi sono ancora lontani, ma dopo il minimo toccato nel 2013 e il consolidamento su bassi livelli nel 2014, il mercato è ripartito: +16% sia nel 2015 che nel 2016, +8% nel 2017 e, secondo il Centro Studi Promotor, la crescita continuerà pure nel 2018 e nel 2019. 


La ripresa continuerà

Anche il ritorno del sereno nel settore della distribuzione delle auto e del suo indotto è un segnale positivo per l’economia italiana, tanto più se si considera che sommando tutto quello che gli italiani spendono per l’auto si ottiene una cifra che vale l’11% del Pil. D’altra parte l’Istat anche nella sua ultima nota congiunturale afferma che “l’indicatore anticipatore continua ad aumentare”. La barca dunque va. Il problema è però che va piano perché la crescita del nostro Pil è la più bassa nella UE ed anche nel confronto con le altre economie avanzate. Sentendo i programmi elettorali di tutte le forze politiche la soluzione del problema sembra a portata di mano. Qualche dubbio pare però più che legittimo. 

 

 

 

Commercio al dettaglio 

Come mostra il grafico grande qui sopra, nell’ambito del commercio al dettaglio il ruolo del settore dell’auto è stato veramente decisivo. Purtroppo un andamento molto diverso ha avuto il settore del commercio al dettaglio nel suo complesso. I progressi rispetto alla situazione dell’inizio del 2015 sono stati infatti veramente modesti sia per i prodotti alimentari che per i prodotti non alimentari, tantoché tra gennaio 2015 e novembre 2017 l’indice complessivo del settore ha oscillato in un range compreso tra un minimo di 94,2 ed un massimo di 96,0.

 

Prezzi al consumo

Il pericolo di deflazione per l’economia italiana sembra scongiurato. La dinamica dei prezzi si mantiene però modesta. A dicembre la crescita sullo stesso mese del 2016 è dello 0,9%, meno della metà dell’incremento ottimale indicato dall’Unione Europea. 

 

Disoccupazione 

Qualche segnale positivo arriva dal mondo del lavoro. Il tasso di disoccupazione in novembre è tornato ai livelli del 2012, ma resta elevato sia per il complesso delle forze di lavoro che vede il tasso scendere all’11%, che per i giovani tra 15 e 24 anni (tasso al 32,7%).