L’auto resta il mezzo preferito, ma non crescono le vendite

È sempre più centrale per gli spostamenti. Vetture elettriche acquistate quasi solo nelle metropoli del Centro-Nord e nelle flotte aziendali

Gli italiani sono tornati a utilizzare l’auto come facevano nel periodo pre-COVID. Per 2 su 3 continua a essere il mezzo preferito per spostarsi, anche se la ripresa nell’utilizzo non sta portando a nuove vendite: il mercato è penalizzato dalle campagne contro le alimentazioni diesel e benzina e i veicoli elettrici sono acquistati quasi esclusivamente nelle grandi città del Centro-Nord e dalle flotte aziendali.

Sono i principali spunti emersi dalla ricerca “L’Italia riaccende i motori della mobilità – Nuove esigenze o abitudini consolidate?” promossa da Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, e dalla società di consulenza strategica Bain & Company.

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LA CRISI DELL’AUTOMOTIVE

Secondo l’Osservatorio Conti Pubblici Italiani, l’automotive è il settore più colpito in assoluto dalla crisi, con una perdita di cassa di 10 miliardi di euro nel 2020 e un aumento dell’indebitamento per circa 9 miliardi. Sul fronte della mobilità su strada, invece, dopo i numerosi lockdown, l’utilizzo dell’auto è tornato ai livelli pre-COVID e quasi li ha superati, mentre si registra un ricorso sempre più limitato al trasporto pubblico locale (solo il 42% del campione lo utilizza in modo ricorrente).

Il maggiore ricorso alle quattro ruote non si traduce però in nuove vendite di auto, rimaste nei primi 5 mesi del 2021 addirittura sotto i livelli del 2019 (-28% vs maggio 2019). Gli italiani infatti preferiscono piuttosto comprare un’auto usata o mantenere la vecchia auto di proprietà, magari Euro 2 o Euro 3 (con conseguente impatto sull’inquinamento e sulla minore sicurezza).

IL CALO DI DIESEL E BENZINA

La campagna contro le alimentazioni diesel e benzina sta dando i suoi frutti: nel 2020 le immatricolazioni di auto endotermiche, che restano comunque la scelta preferita dal consumatore, sono scese dall’84% dell’anno precedente al 71%. Il consumatore si è orientato fortemente verso l’ibrido, che ha assorbito quasi tutto il calo crescendo dal 6% al 18%.

Rimangono stabili le alimentazioni a gas (9%) e cresce, anche se di poco, l’elettrico puro, dallo 0,6% del 2019 al 2,3% del 2020. L’elettrico sale al 5% di quota nelle grandi metropoli, dove viene acquistato soprattutto dal settore delle flotte aziendali, e rimane intorno al 2% in tutto il resto del Paese. La quota di privati che comprano veicoli alla spina non supera l’1,7% e la media dei veicoli a batteria elettrica scende addirittura all’1% al Sud, dove si preferiscono GPL e Metano (quota al 13%). Il 51% dei consumatori indica l’elevato costo del veicolo alla base di questa ritrosia verso l’elettrico, questione non risolta dagli incentivi.

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